Uniting Europe

Grazie a Dio le elezioni israeliane sono finite. Nei 41 anni che ho vissuto in Israele, il divario sociale e la frammentazione sono andati di male in peggio diventando semplicemente inaccettabili. Ora siamo ad un punto tale che l’unica cosa su cui tutti convergono è che probabilmente le prossime elezioni avranno luogo anche prima che il neoeletto Knesset (parlamento israeliano) raggiunga il termine di metà mandato.
In un momento in cui tutto il mondo vede Israele come il nemico pubblico n.1, accusandolo di assurdità tali come di essere il peggiore violatore dei diritti delle donne e le università occidentali boicottano i prodotti israeliani sia a destra che a sinistra, Israele è impegnato ad occuparsi delle polemiche interne piuttosto che fare quello che ogni nazione di buon senso farebbe, ossia unirsi e affrontare la sfida.
Nelle nostre vite personali noi tutti abbiamo a che fare con divergenze e controversie. Io non sono d’accordo con tutto ciò che mia moglie dice o pensa, e lei non lo è con me. A volte ho dispute con i miei figli e ci infuriamo tra di noi ma siamo una famiglia! Qualunque cosa succeda non ci separeremo.
Nel periodo post elettorale in Israele si è creato un divario tra le parti, nonché una rabbia che fa fatica a diminuire e che è difficile da contenere. Questo è l’esatto opposto di come Israele dovrebbe comportarsi.
Noi tendiamo a dimenticarlo ma il cuore e l’anima della nostra nazione è l’unione. Accettando la frammentazione interna, miniamo il cuore stesso dell’ebraismo. C’è una buona ragione per cui il 31 marzo il presidente israeliano Reuven Rivlin ha concluso il suo intervento all’inaugurazione del nuovo Knesset dicendo: “In nome del popolo israeliano, io prego che tra voi si innesti la fratellanza e l’unione e che con umiltà possiate prendere decisioni sagge e coraggiose”. Penso che sia giunto il momento di offrire a Israele una leale opportunità. Abbiamo bisogno di un nuovo tipo di politica, qualcosa che chiamerei “politica in stile familiare”.
La premessa basilare in una famiglia è che tutti si amino e che non vengano trascurati di proposito gli interessi di nessun membro. Una famiglia, inoltre, deve stabilire il suo budget, le sue esigenze e le sue priorità secondo le proprie capacità. In Israele siamo giunti ad una situazione in cui un tale approccio di governo è fondamentale per la sopravvivenza della nostra società e del paese.
Quando ogni fazione cerca di afferrare la porzione più grande del denaro dei contribuenti, nessun governo può durare. L’unico modo in cui saremo in grado di risolvere i nostri problemi è stabilendo dei rapporti di responsabilità reciproca e di unione in Israele, affrontando le sfide comuni, proprio come una famiglia. In fin dei conti noi siamo davvero connessi e agire in modo opposto ci condurrà tutti dentro un’orda di sciacalli.
Sono ben consapevole che tutto questo possa sembrare ingenuo e irrealistico. Eppure, sono convinto che nessun altro atteggiamento possa funzionare e che gli israeliani non hanno mai provato a lavorare insieme, non sul serio almeno.
Vorrei persino spingermi ad affermare che il modello familiare non è necessario solo in Israele. Il mondo intero è in crisi e non riesce a trovare una via d’uscita. Possiamo affermare che esista anche una sola decisione presa in questi ultimi anni da parte del G7, G8, G20, G-qualunque, che abbia avuto successo? E se sì, che aiuto ha portato? Stiamo meglio ora? Siamo più sicuri o più in pace?
La risposta a quanto detto sopra evidentemente è no. Ma è così solo perché stiamo cercando di distruggerci a vicenda piuttosto che lavorare per sostenerci l’un l’altro. Il mondo è ricco di cibo e di infinite risorse naturali, ma ogni paese sta facendo del suo meglio per evitare che l’abbondanza sia per tutti.
Una strada diversa esiste ed è già iniziata: in Israele, il movimento Arvut (garanzia reciproca) ha condotto in tutto il paese discussioni in cerchio e Tavole Rotonde. Questi sforzi hanno dimostrato che quando le persone mettono da parte le loro differenze per trovare un’unione basata sul sostegno reciproco, piuttosto che sulla critica, costruiscono tra di loro un legame che può connettere un ortodosso ad un laico, degli ebrei con degli arabi, gente di sinistra con gente di destra.
Tuttavia questo è solo l’inizio, è un bell’esempio ma siamo ancora lontani da una vera e propria relazione familiare. Dobbiamo continuare a lavorare su questo, perché è il momento giusto in Israele, in tutto il mondo e tra tutti i popoli e le nazioni. Questo è il tipo di società umana verso cui dovremmo tendere e, da israeliano, suggerisco di cominciare in casa.

 

Michael Laitman, Professore di Ontologia e Teoria della Conoscenza, specializzato in Filosofia e Kabbalah e con un Master in Bio-Cibernetica Medica. E’ stato il discepolo preferito del Kabbalista Rav Baruch Ashlag (il RABASH). Il Prof. Laitman ha pubblicato oltre quaranta libri, tradotti in decine di lingue; è fondatore e presidente dell’ ARI Institute ed è molto ricercato come oratore. www.michaellaitman.com (italiano)

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Comments

  1. Il modello di famiglia è la più bella. Qui capitalismo funziona perché non c’è gelosia di grande realizzazione, né lo sfruttamento freddo. Socialismo lavora qui, per veramente le cure “governo” per più del suo potere. In realtà tutto funziona qui come la famiglia è il piano superiore, divino o naturale come si vede, per il raggruppamento dell’umanità.

    L’Italia è grande nel suo Premiazione dell’istituzione della famiglia, ma è Israele che dal precedente biblico era noto per le capacità di estendere l’unità familiare e di mutua garanzia a livello nazionale. La sua missione alla fine di essere per riflettere questo modello nell’unità pacifica del mondo.

    E ‘la tragedia del presente lotte interne tra gli ebrei e gli israeliani che tale luce è in frantumi quando il mondo ha tanto bisogno di esso. E ‘senza dubbio la causa interna della crescita della secolare antisemitismo diminuita dopo la tragedia dell’olocausto della seconda guerra mondiale, che ha ormai bruciato così apparentemente follemente contro non un governo, ma l’esistenza stessa degli ebrei alla loro antica terreno.

    Può un senso interiore insorgere le brutte politica per portare l’unità torna a questo antico popolo, e può come questo movimento “Arvut” in Israele afferrare generale per il loro bene e quello del mondo.

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