Uniting Europe

Il popolo tedesco ha avuto una lunga storia nel trattare il suo passato nazista.
Günter Wilhelm Grass, scrittore, poeta e drammaturgo tedesco, vincitore nel 1999 del premio Nobel per la Letteratura è scomparso il 13 aprile. Lui incarna più di ogni altro tedesco l’atteggiamento ambiguo della Germania nei confronti del suo passato. Grass deprecava apertamente il passato della Germania, ma allo stesso tempo nascondeva il suo come membro delle Waffen-SS. Non è stato l’unico tedesco a nascondere il suo passato nazista, ma la sua fama dovuta all’aver coraggiosamente affrontato il passato del suo paese ha trasformato la scoperta di quella sua stessa partecipazione in un momento di profonda riflessione sulla natura umana, non solo in Germania ma in tutto il mondo. Negli ultimi anni è diventato anti-sionista con la pubblicazione di una poesia intitolata “What Must Be Said [Cosa deve essere detto]”. Il prof. D.G Myers, sulla denuncia del sionismo di Grass, ha detto che questa ha dato espressione ad un “nuovo antisemitismo europeo che pretende di essere solo anti-sionismo”.
Quest’anno, a fronte del crescente antisemitismo in tutto il mondo, la Germania sta rilasciando una forte dichiarazione sul suo passato. Ma col passare del tempo, ebrei e non ebrei allo stesso modo cercano di mettersi il passato alle spalle e di iniziare una nuova pagina. Il desiderio di “andare avanti” per quanto riguarda l’Olocausto è diventato così palpabile che il 25 gennaio, due giorni prima della Giornata Internazionale della Memoria dell’Olocausto, la BBC ha chiesto sul suo account Twitter “Le grandi domande”: è ora di seppellire l’Olocausto?
A mio avviso, né rimorsi né negazioni o denigrazioni dell’Olocausto impediranno che si possa verificare di nuovo. Mi sembra che il modo più costruttivo di affrontare l’Olocausto sia quello di comprendere perché sia accaduto e cosa dobbiamo fare per impedire che succeda di nuovo. Soprattutto oggi che il mondo è invaso da una nuova ondata di antisemitismo, è imperativo imparare la lezione e fare passi concreti per prevenire un’altra tragedia.
La Germania non ha inventato l’antisemitismo, gli Ebrei sono stati perseguitati nel corso di tutta la storia. Tuttavia il solo ricordo delle persecuzioni e delle esecuzioni non impedisce che in futuro si possano verificare altre atrocità. Pertanto ci dobbiamo chiedere 1) Perché il ricordare le persecuzioni non aiuta ad evitarne di future? 2) Che cosa impedirà la prossima catastrofe? 3) Se così tante nazioni hanno cercato di annientare gli ebrei per così tanti secoli, allora perché hanno fallito tutti?
Per secoli studiosi, artisti, sacerdoti e politici hanno riflettuto sulla questione della persistenza degli Ebrei. Il filosofo francese, Blaise Pascal, ha scritto: “Nonostante gli sforzi di molti sovrani potenti che hanno cercato cento volte di distruggerli (gli Ebrei), loro sono stati sempre preservati”. Anche l’illustre scrittore Lev Tolstoj ha preso in considerazione la perseveranza degli Ebrei: “Che genere di creatura unica è questa che tutti i governanti di tutte le nazioni del mondo hanno disonorato, schiacciato, espulso e distrutto, perseguitato, bruciato, annegato e che, a dispetto della loro rabbia e della loro furia, continua a vivere e prosperare?”.
Parimenti lo storico Cecil Roth ha scritto: “(l’ebreo) nella sua storia è stato ripetutamente salvato dal disastro in un modo che non può essere descritto come eccezione ‘provvidenziale’”. Anche Mark Twain ha espresso il suo stupore per la sopravvivenza degli Ebrei: “L’Egiziano, il Babilonese e il Persiano hanno riempito il pianeta di suoni e splendore, poi il sogno è sbiadito e sono scomparsi; i Greci e i Romani li hanno seguiti, e sono andati via. L’Ebreo li ha visti tutti, li ha battuti, ed ora è quello che è sempre stato. Tutte le cose sono mortali tranne l’Ebreo; tutte le altre forze passano, ma lui rimane. Qual è il segreto della sua immortalità?”.
Eppure qual è lo scopo della sopravvivenza se si è implacabilmente perseguitati e tormentati? Le persecuzioni degli Ebrei non sono coincidenze, gli Ebrei non sono capri espiatori, come alcuni credono. Essi sono presi di mira perché quelli che odiano gli Ebrei li incolpano di tutti i loro guai. Gli Ebrei sono ritenuti responsabili di tutti i problemi del mondo, anche in paesi dove non esiste popolazione ebraica (ad esempio la Corea del Nord). Sebbene a livello personale gli antisemiti possano fare amicizia con gli Ebrei, se consideriamo gli Ebrei come gruppo etnico o religioso, la maggior parte del mondo li avversa e li incolpa di tutto ciò che è sbagliato nel mondo.
Per sradicare l’antisemitismo, o almeno ridurlo, è necessario un altro elemento: qualcosa che risolve direttamente le accuse degli antisemiti contro gli Ebrei. Se troveremo questo elemento, credo che sapremo anche prevenire la prossima catastrofe.
Ogni volta che gli Ebrei sono perseguitati, c’è sempre un pretesto, di solito ha a che fare con qualche imperdonabile torto che gli Ebrei continuano a perpetrare contro la società. Le accuse variano ma la colpa e il successivo scenario di espulsione o distruzione restano immutati.
Il motivo per cui l’antisemitismo perdura non ha a che fare con circostanze transitorie, ma con il ruolo del popolo ebraico, il motivo della sua esistenza. Il famoso scrittore e uomo politico tedesco Johann Goethe scrisse che: “Ogni Ebreo, non importa quanto insignificante, è impegnato in qualche decisivo ed immediato raggiungimento di uno scopo”. Analogamente, lo storico T.R. Glover scrisse “La storia di nessun popolo antico potrebbe essere così preziosa, se solo potessimo recuperarla e comprenderla. La grande questione non è ‘Cosa è successo’? ma ‘Perché è successo’?, ‘Perché l’ebraismo vive‘“?
In effetti c’è uno scopo ed una ragione per l’esistenza degli Ebrei e dell’ebraismo. Il popolo ebraico divenne una nazione quando riuscì a superare la montagna di odio, conosciuta come monte Sinai (dalla parola ebraica Sinah: odio). Lo fecero unendosi “Come un solo uomo con un solo cuore”.
Oltre all’unione ne derivò un impegno, che sarebbero diventati “Una luce per le nazioni” cioè avrebbero condiviso con il resto del mondo la loro capacità di unirsi. Purtroppo, accadde l’opposto: gli Ebrei sono caduti nell’egocentrismo e nell’egoismo, conosciuto nelle Scritture ebraiche come “odio infondato” (odio senza motivo), così la loro “luce di unione” si è oscurata.
Anche se hanno perso la capacità di contenere i loro ego, la capacità di connettersi che è profondamente radicata in loro è rimasta, e ora la utilizzano nei loro impegni mondani. Come risultato, gli Ebrei spesso eccellono nel commercio, nella politica e in tutto ciò che ha a che fare con i sistemi di comprensione e le connessioni. Ma in questo processo, suscitano l’avversione delle nazioni, che sentono che loro hanno un segreto che non condividono e guadagnano così un vantaggio sleale. Ne consegue così l’antisemitismo.
L’ex presidente della Brandeis University, Prof. Jehuda Reinharz in Living With Antisemitism scrisse: Risposte ebraiche moderne: “l’esempio più eclatante del fallimento della reazione politica ebraica all’antisemitismo comporta la totale incapacità di superare la frammentazione ebraica.. Anche nel 1930, quando crebbe velocemente l’antisemitismo (in Germania), l’unità degli Ebrei rimase uno slogan sulle labbra dei politici piuttosto che un fatto della vita”.
C’è un’unica soluzione a questo problema: gli Ebrei devono imparare di nuovo ad impiegare la loro abilità di unirsi non per scopi terreni, ma per raggiungere quella profonda coesione che li ha resi una nazione, ai piedi del monte Sinai. Così diventeranno un esempio di solidarietà per il resto del mondo.
La caratteristica dell’unione esiste già all’interno di ogni ebreo, e dal momento che è lì, può essere risvegliata. Il risvegliarla dipende solo dal loro desiderio.
Una volta uniti, gli Ebrei saranno un esempio per il mondo, dimostrando come sia possibile trasformare in interesse reciproco le relazioni egocentriche che prevalgono nel mondo. Questo finalmente risponderà alla domanda sulla resistenza degli Ebrei a tutte le persecuzioni.
Le atrocità della Seconda Guerra Mondiale svelano cicatrici non solo per gli Ebrei , ma per l’intera umanità, specialmente per i tedeschi. L’apparente ambiguità di Günter Grass verso gli Ebrei può essere compresa solo se capiamo il loro ruolo. Quando gli Ebrei inizieranno ad assolverlo e le nazioni li incoraggeranno a portarlo a termine, ossia unirsi allo scopo di dare l’esempio, non ci saranno persecuzioni né odio e l’Olocausto non ci sarà più.

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