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I media sono diventati così di parte che nessuno si aspetta più che possano riportare le informazioni in modo veritiero. Ma senza l’onestà dei media, perdiamo il contatto con la realtà.

I giornalisti amano presentare i media come i “cani da guardia della democrazia”. Wikipedia descrive questo tipo di giornalismo come “verifica-dei-fatti, cioè delle dichiarazioni dei funzionari pubblici, tramite interviste agli stessi con provocazioni sui problemi e sulle preoccupazioni” e ancora “giornalismo d’inchiesta, che comporta la raccolta delle informazioni su una singola storia per un lungo periodo di tempo”. Ma ciò che i media si dimenticano di dirci è che questi cani da guardia, come ogni altro cane, proteggono solo chi li nutre. Ora che Hillary è uscita di scena, non piangeranno per lei. Saranno troppo impegnati alla ricerca di un nuovo signore che dia loro da mangiare, un nuovo padrone per i quali essere “cani da guardia”.

I media di oggi sono diventati così apertamente di parte che nessuno si aspetta più che possano riportare le informazioni in modo veritiero. Quando il New York Times ha annunciato con orgoglio il proprio sostegno a Hillary Clinton, chi era così ingenuo da pensare che gli articoli su di lei sarebbero stati sinceri e imparziali? O quando la stampa ha ignorato il fatto che il Presidente Obama ha usato consapevolmente i server non classificati di Hillary Clinton e che poi ha mentito quando il fatto é emerso, non si tratta di “verifica-dei-fatti delle dichiarazioni dei funzionari pubblici” e questi non sono i cani da guardia della democrazia. Questi sono semplicemente cani fedeli al proprio padrone.

Un altro esempio di manipolazione dell’attenzione pubblica da parte dei media ha riguardato l’economia. Quando gli elettori hanno affermato chiaramente che lo stato dell’economia era la loro preoccupazione principale, con un enorme 84% che diceva che era “molto importante”, i media lo hanno praticamente ignorato. L’emittente ABC, per esempio, ha dato il doppio del tempo della diretta al divorzio dei Brangelina (Brad Pitt e Angelina Jolie) rispetto all’economia statunitense. A quanto pare, l’informazione sull’economia era un danno per l’economia (dell’ ABC), così l’emittente ha usato la separazione della coppia famosa come una cortina di fumo per evitare di parlarne. Questo fatto può aver lasciato sognare ai telespettatori di vivere a Hollywood, ma in questo modo non è stato considerato il problema che ha un reale impatto sulla loro vita.

E ciò che è vero per la politica interna e per l’economia, lo è altrettanto per gli affari esteri. Quando la CNN ha riportato la notizia a proposito de “Le nuove misure di sicurezza da considerare nella persistenza delle violenze in Israele” a causa di un’ondata di accoltellamenti, sparatorie e mezzi guidati sulle folle, ha omesso di dire che in tutti questi casi gli autori dei crimini erano palestinesi e che le vittime invece erano tutti ebrei civili, uomini, donne e bambini di tutte le età.

Vivere in una bolla

Il problema con l’informazione di parte è che ci disconnette dalla realtà. Si parla spesso di bolle finanziarie, ma ci dimentichiamo che noi stessi stiamo vivendo in una di esse creata dai media. I giornalisti di oggi non vengono giudicati (o richiesti) per la loro integrità e professionalità, ma per la loro capacità di manipolare verbalmente le opinioni e le emozioni dei lettori. Scrivono sempre meno sui fatti reali e “vendono” sempre più il punto di vista sugli eventi che i loro editori esecutivi e i proprietari delle emittenti vogliono mettere in evidenza. Per la stampa di oggi la verità è priva di significato.

La democrazia finge di dare a tutti lo spazio per esprimersi liberamente. Si pretende di sancire la libertà di parola, quando in verità, la classe dirigente, che concede i permessi di lavoro e regolamenta tutto, permette ai media di presentare solo i punti di vista che servono i propri interessi. Non può essere altrimenti in un governo le cui persone sono motivate solo dal proprio tornaconto.

Se i media ci avessero informati in modo veritiero, ci saremmo resi conto che la nostra situazione è di gran lunga peggiore di quanto pensiamo. Avremmo capito che stiamo girando in tondo e che non stiamo andando da nessuna parte. Mentre eravamo occupati nella ricerca del prossimo piacere immediato, abbiamo trascurato il fatto che siamo in calo socialmente ed economicamente da decenni. Eravamo abituati a sognare di crescere una famiglia in una casa in periferia con una staccionata bianca intorno al cortile e una macchina in garage. Oggi la maggior parte degli americani spera semplicemente che i propri figli siano in grado di condurre una vita decente in un mondo che sta diventando sempre più violento e inospitale.

Attingere dalla linea di mezzo

Ora, finalmente, le persone stanno imparando a diffidare della stampa e a cercare la verità. Ma a mio avviso, non la troveranno perché gli stessi giornalisti non hanno la minima idea di quale sia la verità. La verità, come qualsiasi scienziato confermerà e come ho imparato dai miei maestri – Baal HaSulam e Rabash – è la via dell’unione. Si può essere giusti solo se si valutano entrambi gli aspetti di un problema e si impara a fonderli in un solo aspetto. È interessante notare che, nella Kabbalah, le chiamiamo le “tre linee di comportamento”, che comprendono la “linea di sinistra”, “la linea di destra” e una conseguente “linea di mezzo.” Solo quando si includono sia la linea di destra che quella di sinistra si può creare la linea di mezzo e quest’ultima sarà quella veritiera.

Il giornalismo onesto può esserci solo se le due linee si incontrano nel mezzo. I giornalisti sono considerati come educatori del pubblico per una buona ragione. La loro influenza sull’opinione pubblica è enorme. Tuttavia, se non meritano questo status, ne potrebbe derivare la rovina del paese.

Una trasformazione di questa portata non può avvenire in una notte, ma un risveglio sta già accadendo. Al di là della gloriosa e vana demagogia, Trump ha esposto alcune verità preoccupanti sulla società americana. Invece di aspettare che i media le spazzino rapidamente sotto il tappeto, come fanno sempre con le verità scomode, si deve dar loro aria e parlarne apertamente. Questo non deve essere fatto con lo scopo di dare ragione a qualcuno e screditare qualcun altro, ma per creare l’unione al di sopra dei problemi. Le difficoltà devono essere trattate come i problemi in una famiglia amorevole. Naturalmente, tutta la famiglia cercherà una soluzione insieme. Ogni membro presenterà una diversa angolazione e la soluzione risultante non sarà la completa accettazione di uno specifico punto di vista, ma emergerà naturalmente, grazie ai membri della famiglia che condividono i loro pensieri e cercano risposte come un’unità piuttosto che come fazioni in conflitto.

Se guardiamo alla natura è facile vedere come le forze in conflitto creino armonia. Il prendere e il dare nel regno animale sono molto evidenti. L’armonia si crea quando il dare e il ricevere si fondono nel risultato che chiamiamo “vita”. Tuttavia, nella società umana ci manca l’elemento del dare; siamo spinti unicamente dal nostro desiderio egoistico di prendere. Per arrivare alla linea di mezzo, dobbiamo imparare a salire al di sopra del nostro ego e a connetterci con gli altri, proprio come nell’allegoria della famiglia. I media, che finora hanno promosso solo la parte egoistica della nostra natura, ora devono elevarsi al livello di una vera e propria guida. Devono introdurre la linea di mezzo: la corretta fusione di entrambi i lati della natura umana.

Introdurre l’educazione alla connessione

Tuttavia, per riformare la nostra società non dobbiamo fare affidamento esclusivamente sui media. Per decenni abbiamo abbandonato l’educazione dei nostri figli e l’abbiamo delegata alla TV e a Internet. Di conseguenza, i bambini di oggi rispecchiano quello che hanno assorbito fin dall’infanzia: violenza, inganno e abuso.

Quindi, anche l’educazione deve subire una riforma. Dobbiamo cominciare a inculcare i valori invece della semplice informazione. Dobbiamo dedicare del tempo a insegnare come mettere in pratica relazioni umane positive. Quando lasciamo la scuola e andiamo al college o ci inseriamo nel mercato del lavoro, possiamo avere acquisito tante informazioni e competenze, ma siamo assolutamente ignoranti nel creare relazioni umane sane. E tuttavia, è impossibile mantenere un lavoro, sostenere una famiglia, o anche coltivare amicizie durature, se non siamo in grado di formare connessioni positive con le persone. Le nostre scuole lasciano fuori l’elemento più importante della vita adulta: i nostri rapporti con gli altri.

Il cambiamento delle nostre priorità deve iniziare dalla scuola elementare, continuare al liceo e poi anche per tutto il percorso, dall’università al mondo del lavoro. Si tratta di un processo di apprendimento per tutta la vita, ma è uno di quelli i cui frutti matureranno istantaneamente e in modo continuo.

Nel mio libro La Kabbalah in tempi di crisi, ho sviluppato un concetto sulla capacità di formazione pro-sociale per trasformare la società. Sfruttando la “linea di destra”, il lato positivo della natura, a nostro beneficio, equilibreremo la nostra società. Questa forza ci potrà sollevare al di sopra della squallida discussione pubblica creata dalla stampa “libera” e ci introdurrà in una realtà di comprensione e preoccupazione reciproca, gli uni per gli altri.

Che ci piaccia o no, gli stati rossi e gli stati blu (repubblicani e democratici) sono un solo paese. Ma per prosperare l’America deve diventare una nazione. L’America sarà grande ancora una volta solo unendo la linea di sinistra e la linea di destra nella linea di mezzo, la quale unisce al di sopra delle differenze.

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