Uniting Europe

Una manifestante indossa un copricapo raffigurante la corona della Statua della Libertà durante una protesta a San Francisco, California, Stati Uniti dopo l’elezione di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti avvenuta il 9 novembre 2016. (Photo credit: REUTERS)

Non ho simpatia né per il Partito Democratico né per quello Repubblicano, ma conosco la natura umana.

 

Il non voler accettare i risultati delle elezioni, accompagnato da violente proteste, da accuse di frode elettorale e da un’odiosa etichettatura del vasto e diversificato pubblico che ha votato per Donald Trump, segna la fine della vecchia pretesa liberale di possedere alti principi morali. I Liberali non solo disprezzavano apertamente proprio questo tipo di comportamento che avevano previsto e temuto da parte dei sostenitori di Trump, ma hanno anche agito in totale opposizione ai valori che fingono di sostenere.

Quello che serve di più all’America è l’unione al di sopra delle differenze. Le violente proteste e l’etichettare gli americani come persone razziste, xenofobe, deplorevoli e incolte, perché la pensano in modo diverso dal loro, causano una separazione che compromette la già fragile situazione della società americana. L’intensità dell’odio, venuto fuori dalle dimostrazioni, dai prodigiosi post on line e dagli articoli, è sufficiente per concludere che finalmente sono cadute le maschere.

Comprendere la natura umana

La scoperta dell’amara verità è tutto sommato una cosa positiva, perché così come ci sono regole in natura, ci sono anche nella natura umana ed è il momento di iniziare a conoscerle. Nel nostro mondo vediamo così tanto caos e distruzione proprio perché l’umanità, in gran parte, ignora queste regole, insieme all’incapacità di capire perché questo accade. La totale sorpresa per la vittoria di Trump è stata solo un altro esempio della nostra incapacità di leggere correttamente la mappa della natura.

La natura è un sistema complesso che mantiene il proprio equilibrio attraverso la simbiosi e la complementarietà reciproca delle sue parti. E come parte della natura, anche l’umanità deve raggiungere gradualmente questa consapevolezza diventando volontariamente connessa per mezzo dell’assistenza reciproca. Volente o nolente, già lo sta diventando sempre più attraverso le tecnologie dei trasporti e delle comunicazioni e i crescenti legami finanziari del commercio e dell’industria, che hanno trasformato il mondo in un piccolo villaggio globale. Tuttavia, le persone devono ancora adattarsi a questa interdipendenza e devono imparare ad abbracciare la nuova era. Questo cambiamento non può avvenire se manteniamo l’attuale censura del “Politicamente Corretto”. Così facendo, stiamo nascondendo la nostra opposizione innata e il rifiuto per l’unione.

È scritto: “L’inclinazione dell’uomo è malvagia sin dalla sua giovinezza” (Genesi 8:21). Noi tutti abbiamo un ego; anche Freud lo sapeva. Che lo accettiamo o meno, tutti vogliamo avere ragione, essere superiori agli altri, dominarli. Dipingerci come buoni e comportarci da ipocriti in realtà si traduce nell’esercitare una coercizione ancora più grande su quelli la cui condotta rispecchia ciò che stiamo cercando disperatamente di reprimere. Non c’è da sorprendersi che la cultura del “Politicamente Corretto” sia diventata una forma di fascismo, perché costringe le persone a parlare “correttamente” di tutto e tutti, ma in realtà le persone si sentono terrorizzate e minacciate allo stesso tempo, così le libertà civili ed il libero pensiero vengono repressi.

Dobbiamo diventare persone buone e amorevoli, ma la strada da intraprendere non passa attraverso la forzatura dei codici di comportamento e la censura del linguaggio, bensì attraverso vere pratiche educative che ci connettano e ci cambino in meglio. In Europa, il lasciar entrare migliaia di immigrati mussulmani sta ormai mostrando, senza ombra di dubbio, i suoi effetti distruttivi; ma dobbiamo capire che tutto ciò non é sbagliato perché la gente non dovrebbe avere a cuore o desiderare una società pluralistica, ma perché tutto è stato fatto senza una preparazione preventiva che avrebbe permesso alla cosa di funzionare senza problemi.

Dato che la nostra natura è questa, ci sono solo due modi attraverso i quali le persone molto diverse o le culture totalmente opposte possano andare d’accordo. O mantengono le distanze le une dalle altre, consentendo a tutte le etnie di vivere liberamente la propria natura e occupandosi dei propri affari, oppure devono sottoporsi ad un processo educativo che consenta loro di avvicinarsi e anche di legarsi come amici che accettano intenzionalmente la loro interdipendenza, perché sentono di aver bisogno effettivamente gli uni degli altri. Questo è vero per tutti noi; abbiamo veramente bisogno gli uni degli altri, ma spesso non riusciamo a vederlo senza un processo che ci apra gli occhi su come questa connessione ci aiuterà a raggiungere qualcosa di più elevato e di più grande di quello che abbiamo adesso.

Dobbiamo dare alle persone questo incentivo per riuscire a farle stare insieme veramente. Altrimenti, andremo verso situazioni di grave pericolo. Basti pensare, ad esempio, a ciò che sta succedendo in Europa come reazione alle frontiere aperte e alle politiche neoliberaliste: le opinioni di estrema destra e le aggressioni sono in aumento, gli ebrei sono fuggiti dal vecchio continente in un numero mai visto dal 1930 e i partiti dell’estrema destra d’Europa stanno guadagnando forza. Una situazione simile si sarebbe di certo verificata in America se avesse vinto le elezioni Hillary Clinton, che aveva promesso di calcare le orme dei leader europei in materia di politiche d’immigrazione, e che avrebbe quindi fatto sembrare mere ombre fugaci gonfiate dai media, i discutibili atti di odio a cui abbiamo assistito già durante la campagna elettorale.

Tutto sommato, si tratta in realtà di Liberalismo che si sta trasformando in fascismo e che aveva già passato il limite sotto la presidenza di Barack Obama. Se vogliamo veramente raggiungere valori pluralistici e giustizia sociale, tutto deve essere fatto attraverso un attento esame della natura umana e un progetto educativo da mettere in pratica un passo alla volta; la via di mezzo che trascende le insidie delle ideologie politiche può essere raggiunta solo prendendo in esame le motivazioni che stanno all’origine di ogni separazione e odio, e affrontando la natura egoistica dell’uomo.

Un metodo indispensabile

In tutta la natura esiste un equilibrio fra le forze positive e quelle negative, fra dare e ricevere. Nel genere umano, la forza positiva giace dormiente, paralizzata sotto la tirannia dell’egocentrismo. Senza una forza positiva che bilanci il comportamento umano egoistico, la nostra società diventerà un incubo.

Quando i progenitori del popolo ebraico uscirono dall’Egitto e formarono una nazione, lo fecero aderendo alla rigorosa condizione di essere “Come un solo uomo con un solo cuore”. Sin dall’inizio, posero fra loro la forza positiva, che guidò loro in tutto ciò che fecero. Combatterono e lottarono, riuscendo per secoli a coprire i loro ego con l’amore fraterno.

La consuetudine di coprire l’odio con l’amore, come scrisse Re Salomone (Proverbi 10:12), è stata la nostra arma vincente contro l’estinzione. Se gli Stati Uniti vogliono sopravvivere come singola entità, è necessario che adottino il principio di coprire l’odio con l’amore, invece di limitarsi a sopprimerlo finché non scoppierà di nuovo, più intenso di prima.

Unire gli Stati d’America

Le elezioni hanno rivelato come sia frammentata l’America, divisa fra la popolazione urbana e quella rurale dell’America centrale, due gruppi con modi di vivere diametralmente opposti. A questo si aggiungono le crescenti tensioni razziali fra neri e ispanici e la minaccia dell’Islam radicale, tutti fattori che causano grave preoccupazione, così che abbiamo un vero calderone pronto a traboccare.

Questa è l’America che Trump dovrà guidare verso tempi migliori e ha intenzione di farlo, come è evidente dalle sue recenti dichiarazioni attraverso le quali asserisce che gli Americani devono unirsi come un solo popolo. Solamente applicando un processo educativo metodico che unisca tutte le fazioni della nazione, egli sarà in grado di avere successo. Soltanto riconoscendo le differenze fra le fazioni della società americana ed elevandosi al di sopra di esse, saranno placati i timori di una nuova guerra civile. Questo è fondamentale per la società americana e il successo dell’America è essenziale per il bene del mondo intero.

 

Tweet about this on TwitterShare on Facebook0Share on Google+0Share on LinkedIn1
Author :
Print

Leave a Reply