Uniting Europe

Donald Trump. (photo credit:REUTERS)

L’elezione di Trump e la Brexit sono solo due delle prove del fatto che viviamo in un mondo di cambiamenti inaspettati. Tali cambiamenti potranno portarci verso l’estrema destra, oppure verso un nuovo modo di essere, tutto dipende dal popolo americano e dalla lungimiranza dei suoi dirigenti.

 

La vittoria di Trump, un po’ come il fenomeno della Brexit in Gran Bretagna, evidenzia il desiderio dei cittadini delle principali democrazie liberali occidentali del mondo, di riprendere la situazione nelle proprie mani. Il loro grido di rabbia contro un sistema fallimentare che li stava lasciando “a piedi” può portare a quello che molti temono, una disgregazione dei valori occidentali e una retrocessione rispetto alla visione anglo-americana di un mondo libero, visione che risale al periodo successivo alla seconda guerra mondiale, ma può anche spingere l’America e il resto del mondo ad adottare misure innovative che potranno dar vita ad un nuovo e più roseo futuro.

Nel corso degli ultimi decenni, abbiamo assistito al crescente disincanto delle democrazie liberali. Quelle democrazie che hanno promesso di essere le protettrici della libertà e dell’uguaglianza, ignorando la natura dell’egoismo umano, e che hanno creato una realtà in cui ben pochi posseggono la fetta di torta più consistente della ricchezza, mentre la maggior parte delle gente lotta per le briciole. Le speranze di salire la scala sociale attraverso il duro lavoro si sono spente. Il miraggio del neoliberalismo della prosperità che “colava” dall’alto si è dimostrato falso. I lavoratori delle zone rurali dell’America e delle città di Rust Belt (letteralmente cintura della ruggine, zona dei vecchi stati industrializzati ora in declino), sono preoccupati per le loro famiglie e per il proprio futuro, che non hanno più, quindi non è una sorpresa che Trump sia stato eletto presidente, mentre all’élite e alle vecchie istituzioni è stato ordinato di tornare a casa. Le nostre cosiddette “democrazie” sono diventate un miraggio di libertà; in realtà sono dittature sotto mentite spoglie che possono ora rappresentare un grave rischio di declino per tutto il mondo.

La domanda è: e ora dove andiamo? Nonostante lo spauracchio di vecchi ceppi di nazionalismo in aumento in tutto il mondo, è saggio lottare per mantenere la democrazia neoliberalista così come la conosciamo? L’élite, che prospera per mezzo delle disuguaglianze create dal cosiddetto “governo del popolo”, con la sua iniqua distribuzione della ricchezza e del potere, senza dubbio pensa che dovremmo farlo. Potrebbe anche spingersi ad incitare le masse a dar vita a violente proteste e a portare caos ovunque, come si è già cominciato ad assistere. Ma questo non risolverebbe il problema alla radice. Se vogliamo evitare gli incubi del fascismo del passato senza rinunciare al sogno di vivere in una società veramente libera e che appartiene realmente al popolo, dobbiamo trovare un’altra soluzione.

Il futuro del lavoro

La possibilità dell’America di trovare un percorso nuovo e migliore, per eludere il rimbalzo verso l’estrema destra, dipende dalla sua capacità di rispondere alle esigenze disattese di quei cittadini che soffrono la disoccupazione, le prospettive di un futuro tetro e che ritengono di essere stati ignorati dai precedenti governanti. Pertanto, in questo momento, la sfida principale per i governi è quella di affrontare le sommosse sociali, poiché un elettorato composto da persone insoddisfatte che sentono di non aver modo di avanzare nella vita e che non vedono un futuro per i propri figli, è veramente pericoloso. Senza un’adeguata considerazione della loro angoscia e del senso di impotenza, si spingeranno al limite per poter cambiare le cose. Che esprimano frustrazione alle elezioni democratiche è una cosa, ma se lasciati insoddisfatti potrebbero sfociare in fatti più pericolosi che potrebbero portare alla violenza e ad un’ulteriore disintegrazione della società americana.

Anche se Trump sta già lavorando per mantenere le sue promesse agli elettori del ceto medio e ha intenzione di riportare in America l’industria per creare più posti di lavoro, questo sarà molto difficile da realizzare. L’industria ha da tempo optato per i lavoratori meno costosi fuori dagli Stati Uniti e sarà molto oneroso invertire la tendenza. La creazione di posti di lavoro attraverso la ricostruzione delle infrastrutture è una soluzione temporanea che farà anche aumentare notevolmente il debito pubblico. Inoltre, molti esperti sanno che stiamo entrando in un futuro in cui la disoccupazione mondiale salirà alle stelle, in quanto la tecnologia dell’informazione e l’automazione continuano a devastare i lavori dei colletti blu e dei venditori, sia al dettaglio che all’ingrosso. Come esprime Jeremy Rifkin, economista e autore di best-seller: “Più produzione con un minor numero di lavoratori: è così che le fabbriche funzionano oggi. Questo è incontrovertibile e non c’è più dibattito”.

Una nuova Rivoluzione Industriale

Per affrontare la sfida di risollevare il grande elettorato americano del ceto medio che è rimasto a languire dietro le quinte, soffrendo non solo problemi economici, ma sociali, culturali e di salute pubblica, Trump deve trovare un metodo nuovo e creativo per creare nuova occupazione, così come per far rinascere quella soddisfazione nella vita che più si adatta al nuovo mondo nel quale stiamo entrando. Anche se i super computer possono fare diagnosi mediche e produrre giornalismo sportivo, non possono sostituire la reale connessione umana e l’interazione sociale, così necessarie in una società pericolosamente frammentata in cui la solitudine è diventata la più grande epidemia del nostro tempo. Gli economisti sanno già che, nella nuova economia, le competenze sociali contano più di quelle lavorative e i “prodotti” che saranno più richiesti nel mondo a venire sono la cooperazione e la coesione sociale. Dopotutto, l’occupazione è il mezzo per le persone per creare valore e oggi deve avvenire in modo nuovo, ossia in una maniera sconosciuta alla vacillante economia di mercato basata sulla crescita.

Nel 1995, Jeremy Rifkin aveva previsto la crescita di un terzo settore: organizzazioni di servizi basate sulla comunità che avrebbero creato nuovi posti di lavoro con il sostegno del governo, reindirizzando i fondi per fornire un”salario sociale” al posto dell’assistenza sociale. Più di recente, Stephen Hawking ha affermato che “con la scomparsa non solo di posti di lavoro, ma di intere industrie, dobbiamo aiutare le persone a riqualificarsi per un nuovo mondo e a sostenerle finanziariamente mentre lo fanno”. Quello che Trump deve fare per indirizzare l’America ancora una volta verso la grandezza è porre attenzione a queste voci rilevanti che riescono a vedere alcuni passi avanti. Invece di sprecare tempo e denaro cercando di riportare in America un settore ceduto da tempo al terzo mondo e alle macchine, ha bisogno di creare programmi per l’occupazione per formare le persone a diventare i leader sociali della società futura.

Attualmente i disoccupati hanno bisogno di entrare in programmi di formazione organizzati e ricevere borse di studio; poi devono essere pagati per lavorare come educatori e operatori di questo cambiamento verso una società più sana, più coesa. Durante la loro formazione, devono acquisire un’ampia conoscenza del mondo di oggi e delle sue tendenze, in particolare del processo che lo ha reso un villaggio globale e interconnesso. Ci sarà poi l’acquisizione di strumenti pratici di connessione che permetteranno loro di diventare piccole “società modello”; verrà quindi creato un modello che sia d’esempio per tutta l’America e per il mondo intero. Questo non solo costerà meno, ma farà anche risparmiare quella notevole quantità di denaro dei contribuenti che ora viene investita in benessere e gli enormi fondi che la creazione di nuovi posti di lavoro richiederebbe. Inizierà una trasformazione sociale che avrà per lungo tempo un impatto positivo su ogni aspetto della vita americana: la guarigione dalla solitudine e dalla depressione, la cessazione della violenza, così come dell’abuso di droga e di alcool, il rafforzamento delle famiglie e delle comunità e il fornire una professione di grande valore e molto richiesta nell’immediato futuro.

Fare uso ai nostri giorni dell’antica saggezza

Tali sforzi, cioè quelli di insegnare alle persone come creare un “modello di relazioni sociali”, hanno già dimostrato di avere successo in situazioni in cui niente altro poteva, ad esempio nei cerchi di discussione continui, tenuti in Israele tra persone di culture e credenze molto diverse. Il metodo utilizzato è la saggezza della Kabbalah autentica che si è dimostrata efficace in numerose circostanze, in Israele e in tutto il mondo. Con questo metodo, noto come “Cerchi di connessione”, i partecipanti non solo aumentano l’esperienza della coesione sociale, la fiducia e l’armonia, ma provano anche un’immensa felicità, appagamento e la libertà dalle ansie che affliggono la nostra vita moderna.

Questo è il tipo di lavoro che deve iniziare nella nostra era globale, e non c’è posto migliore per iniziare ad innovare e creare un futuro migliore con le persone che sono state più trascurate dai governi precedenti.

Andare avanti

A questo punto critico dell’evoluzione umana in cui ci rendiamo conto che abbiamo esaurito le idee per far funzionare le nostre società, così come abbiamo quasi dato fondo alle risorse del nostro pianeta, dobbiamo cominciare a considerare la causa principale dei nostri fallimenti. Fino ad ora, nonostante gli ideali più alti, è sempre stato l’ego dell’uomo che lo guidava per avere successo, per conquistare, per creare e crescere. Tuttavia, ora vediamo che l’ego ha raggiunto i suoi limiti, i nostri tempi richiedono delle azioni condivise e soluzioni complesse che vanno al di là degli ultimi modelli della nostra mentalità individualista. I nostri tempi stanno chiamando l’umanità a fare un passo verso un nuovo modo di lavorare insieme per curare il nostro mondo. Solo affrontando la natura egoistica dell’uomo possiamo attingere dai grandi ideali di uguaglianza, di giustizia e di pace che le democrazie liberali avevano l’obiettivo di raggiungere, ma questa volta per trasformarle in realtà.

Questa è la grande opportunità che viene data ora all’America. Se fa questi passi in un territorio inesplorato, aiuterà l’umanità ad andare avanti piuttosto che indietro, in una grande trasformazione sociale, o come Rifkin ha espresso “Una rinascita dello spirito umano”. Questa è la vera guerra, la lotta per la connessione e, vincendola, renderà l’America ancora una volta una grande potenza che guida il mondo verso la sicurezza e verso la correzione delle disarmonie del passato.

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