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Forze di soccorso israeliane a lavoro sulla scena di un attacco terroristico avvenuto con un camion a Gerusalemme, 8 gennaio 2017 Credit:REUTERS/Ronen Zvulun.

Proprio come la guarigione del corpo richiede la diagnosi della malattia, curare la società richiede il “riconoscimento del male” sociale.

 

Sin dal 9 novembre 2016, quando il Partito Democratico si è svegliato in una nuova realtà, nella quale non si è più trovato alla guida del paese, c’è stato un picco nel rincorrersi delle voci sull’argomento “notizie false”, e se davvero erano state utilizzate per promuovere i candidati nelle rispettive campagne elettorali. Il brusio ha raggiunto il culmine quando è stato preso in considerazione e trattato come vero dalla CNN l’infondato dossier di Buzz Feed che affermava di contenere informazioni compromettenti sul neo-presidente eletto Donald J. Trump. Da parte sua, nella prima conferenza stampa tenuta dopo mesi, Trump ha torchiato il reporter della CNN, ha chiamato la sua emittente “Notizie False” e gli ha impedito di fare domande.

In realtà le notizie false non sono proprio una novità. Sarò molto chiaro: le notizie possono essere false o ipocrite, ma sono sempre corrotte. Supporre che un giornalista sia in grado di trascendere dalla propria opinione personale e da quella del proprio datore di lavoro (e ogni organo di stampa ha un punto di vista ufficiale) non solo è ingenuo, ma anche e soprattutto, pericoloso, dato che tutti abbiamo opinioni personali e i giornalisti sono più presuntuosi delle altre persone. Se aprissimo gli occhi alla verità, e cioè che i giornalisti sono umani e pertanto prevenuti come il resto delle persone, potremmo avere la possibilità di capire un po’ meglio la realtà.

Riporto qui una dichiarazione della Society of Professional Journalists (SPJ) pagina Codice Etico: “Mai distorcere deliberatamente i fatti o il contesto”. Se c’è qualcosa di buono nel recente brusio sulle notizie false, è il fatto che mostra le agenzie di stampa, tutte le agenzie di stampa, per quello che realmente sono: strumenti per manipolare il dibattito e l’opinione pubblica, atti a soddisfare gli interessi di chi controlla i mezzi d’informazione. Metterci al corrente della verità non è affatto nei loro progetti.

Ecco un classico caso di studio che mostra come i media usino le notizie per manipolare l’opinione pubblica. Nel corso degli ultimi sei mesi, sono stati messi in atto tre attacchi mortali operati da altrettanti terroristi che hanno spinto i camion contro una folla di ignari pedoni. Il primo incidente ha avuto luogo a Nizza in Francia, il secondo è accaduto a Berlino in Germania e il terzo attacco è avvenuto a Gerusalemme in Israele. Ecco come la BBC ha riportato i tre episodi molto simili:

  1. Francia: Almeno 84 persone uccise da un camion durante la celebrazione del Giorno della Bastiglia.
  2. Germania: Camion uccide 12 persone al mercatino di Natale.
  3. Israele: Camionista ucciso a Gerusalemme dopo aver presumibilmente travolto alcuni pedoni, ferendone almeno 15, secondo i media israeliani.

Nel primo e nel secondo caso, l’accento nel titolo (e nella storia) è posto sulle vittime. Nel terzo caso, la BBC enfatizza il terrorista: presentandolo come una vittima invece che come l’autore consapevole di un attacco terroristico, che poi è quello che è veramente accaduto. Peggio ancora, la storia non menzionava il fatto che, oltre ai pedoni feriti, siano state uccise 4 persone.

Confrontando questi tre report con il Codice Etico della SPJ, all’articolo che i giornalisti non devono “mai distorcere deliberatamente fatti e contesto”, si vede quanto siamo lontani dal tempo in cui pensavamo che la stampa fosse “il cane da guardia della democrazia”. Evidentemente, l’unica cosa a cui fa la guardia la stampa è l’interesse dei suoi azionisti. Ecco perché accade questo.

Il pregiudizio è ovunque

Non è solo la stampa ad essere prevenuta. I sondaggi, una volta creduti bastioni dell’obbiettività, sono diventati una presa in giro. Dopo i due clamorosi fallimenti nel prevedere i risultati della Brexit e delle elezioni negli Stati Uniti, i sondaggi hanno perso la fiducia del pubblico. Di conseguenza, in vista delle elezioni presidenziali in Francia, l’autorevole giornale Le Parisien ha deciso di lasciar perdere i sondaggi durante la corsa alle elezioni e di “spostare l’attenzione dal giornalismo di ‘corsa dei cavalli’ ai reportage sul posto”.

Facciamo un altro esempio: negli Stati Uniti, il presidente nomina i giudici della Corte Suprema e il Senato deve approvarli. In altri termini, per definizione, le più alte figure nel sistema giudiziario americano devono la loro posizione ai politici. Inoltre, se la maggior parte dei senatori viene dallo stesso partito del presidente anche questa misura di bilanciamento diventa inefficace. E se la Corte Suprema è soggetta all’influenza di interessi, come si riflette questo su tutto il sistema giudiziario?

Dovunque si guardi, gli interessi personali, settari, finanziari o politici determinano il modo in cui è gestito il paese. Questo è vero per gli Stati Uniti, come è vero per ogni paese del mondo. La buona notizia è che ora, a meno che non abbiate scelto di negarlo volontariamente, tutti possono vederlo. Nella Kabbalah, comprendere la negatività della natura umana e il suo impatto negativo sul nostro mondo, viene chiamato “il riconoscimento del male”.

Non c’è bisogno di essere kabbalisti per sapere che nel mondo di oggi regna l’ego. I sociologi hanno scritto sulla nostra cultura del narcisismo a partire dalla fine degli anni ’70 e, dalla fine del secolo, hanno cominciato a parlare di vera e propria epidemia. La spirale della depressione, il tasso dei divorzi salito alle stelle, la crescita della violenza, gli estremismi di tutti i tipi, l’alienazione e l’isolamento crescenti, l’aumento delle controversie politiche e tanto altro ancora, sono tutti sintomi dell’autocompiacimento epidemico che sta minacciando il nostro benessere e forse anche il nostro essere fisico.

Per correggere la società umana, dobbiamo correggere la natura umana

La descrizione di tutto il processo di correzione per la società umana va oltre la portata di un articolo di giornale. Ho trattato questo argomento in molti dei miei libri, inclusi Kabbalah in Tempi di Crisi: Come la società può trasformare l’interesse personale in beneficio reciproco e Completing the Circle: An empirically proven method for finding peace and harmony in life, in cui ho anche incluso le modalità operative per realizzare le idee emerse nel libro. Qui vorrei sottolineare solo i principi di base per costruire una società sana.

Nessuna soppressione dell’ego

Non si può schiacciare l’ego. Il nostro ego è in crescita costante, quindi, ogni barriera che si erge contro di esso crollerà non appena emergerà un nuovo livello di egoismo, rilasciando tutta la pressione che ha accumulato durante il periodo di repressione. Il risultato è la guerra, il caos e tutte le altre forme di tumulti violenti. Per secoli l’umanità ha cercato di sopprime l’ego e ha fatto finta che non esistesse. Il risultato è il mondo che vediamo oggi, in cui l’ego sta distruggendo tutto ciò che ha un valore sul pianeta.

L’ego inoltre, è il motore dello sviluppo. Le più grandi conquiste dell’umanità sono emerse dal desiderio dell’uomo di fama, fortuna e conoscenza. Tutte diramazioni dell’ego. Schiacciare l’ego significa schiacciare il progresso.

Regnare sull’ego

Recentemente, il giornalista del New York Times Thomas Friedman, in un’intervista con Tucker Carlson sul Tucker Carlson Tonight show, ha dichiarato: “All’inizio lavoravamo con le mani, poi siamo passati a lavorare con la testa e ora dobbiamo iniziare a lavorare di più con il cuore. …Penso che connettere le persone con altre persone sarà un lavoro enorme. …E credo anche che i posti di lavoro migliori saranno quelli che connetteranno le persone con altre persone. Vedremo una nuova serie di impieghi e industrie basate sul cuore e sul creare la connessione fra le persone”.

L’ultima frontiera dell’umanità in effetti, non è conquistare lo spazio, ma conquistare lo spazio fra noi. Attualmente il nostro unico importante compito come umanità è quello di elevarci al di sopra dei nostri ego e di unirci. Comprendo che potrebbe sembrare utopistico o poco realistico, ma è del tutto praticabile se usiamo l’approccio e gli strumenti giusti.

Quasi 4.000 anni fa, il patriarca Abramo scoprì che la vita si basa sull’equilibrio fra il dare e il ricevere. Come sta accadendo al giorno d’oggi, anche la società di Abramo, nell’antica Babilonia, fu distrutta dall’alienazione e dalle aspirazioni del conseguimento umana. Gli antichi Ebrei provenivano da diverse tribù e nazionalità. Sfuggendo all’alienazione nelle loro tribù, scapparono da Abramo che insegnò loro ad amarsi l’un l’altro, caratteristica che alla fine ci ha reso una nazione. Oggi, dopo due millenni di abbandono di questo bene prezioso, non solo dobbiamo tornare alle nostre radici e ripristinare l’unione fra noi, ma dobbiamo anche condividere il metodo per realizzarla con il resto di questo mondo tormentato.

Abramo e i suoi discendenti hanno sviluppato un metodo di connessione che ha consentito ai loro discepoli di trascendere l’egoismo che si frapponeva fra loro e di colmarlo con l’amore. Più divenne alta la soglia dell’egoismo, più alto fu il ponte che vi costruirono sopra. Il libro Likutey Etzot (Consigli Assortiti) scrive: “L’essenza della pace è connettere due opposti. Quindi non allarmatevi se litigate con una persona che ha un’opinione completamente diversa dalla vostra e pensate che non sarete mai in grado di trovare un punto d’accordo con lei. Inoltre, quando vedete discutere due persone completamente opposte fra loro, non pensate che sia impossibile portare la pace fra loro. Al contrario, l’essenza della pace è cercare di portare la pace fra i due opposti”. Re Salomone ha giustamente riassunto questo approccio nel suo proverbio: “L’odio provoca liti, ma l’amore copre ogni crimine” (Proverbi 10:12).

Nella nostra società, abbiamo esaltato il ricevere fino al punto di arrivare a pensare di averne il diritto, ma abbiamo abbandonato del tutto l’elemento del dare. Abbiamo portato la società fuori asse. Ora dobbiamo reintrodurre nelle nostre comunità l’elemento del dare, in modo che la forza positiva della connessione potrà controbilanciare la forza negativa della separazione.

Nei miei precedenti articoli ho scritto tanto a proposito dei “Cerchi di Connessione” e di altre tecniche che possiamo applicare per “iniettare” nella società la forza positiva. Ma prima dobbiamo cominciare ad utilizzarne qualcuna, dobbiamo decidere che è semplicemente inaccettabile vivere in un mondo egoista, nel quale la stampa è menzognera, il sistema giudiziario è politicizzato, l’economia è deformata per portare benefici alla piccola élite al potere, mentre il resto della società sta lentamente scivolando verso la povertà. Proprio come i medici hanno bisogno di una diagnosi per prescrivere una cura efficace, noi abbiamo bisogno del “riconoscimento del male” per cominciare a guarire la nostra società. Adesso ci troviamo a questo punto ed è solo il primo passo verso la ripresa.

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