Uniting Europe

I manifestanti in rivolta dopo l’elezione del repubblicano Donald Trump come presidente degli Stati Uniti, da Oakland, California, Stati Uniti, il 9 novembre 2016. (Photo credit: REUTERS).

Le conseguenze delle elezioni negli Stati Uniti rivelano la natura ambigua del Liberalismo, mostrando quanto sia diventato ormai solo un’ideologia fascista.

 

La blanda presa di distanza dell’Amministratore Delegato di Uber, Trevis Kalanick, a tre mesi dal divieto di immigrazione del Presidente, lo ha messo nel mirino dei fanatici liberali, che si considerano “progressisti”. La stessa cosa è successa al testimonial della Silicon Valley, l’imprenditore miliardario Elon Musk, per non aver criticato il divieto in modo più deciso. Queste insigni persone maltrattate non erano d’accordo con Trump. Il loro unico “peccato” è stato quello di non averlo castigato con un torrente di insulti e imprecazioni, come è di consuetudine attualmente fra i vip della“sinistra illuminata”.

Prima delle elezioni la stampa si occupava della questione: “Cosa accadrebbe se Trump perdesse le elezioni?” Il reporter del Los Angeles Times Doyle McManus, come molti altri giornalisti liberali, non aveva nemmeno considerato la possibilità che Trump potesse vincere e aveva concluso il suo editoriale scrivendo “Dopo la sua sconfitta, è difficile immaginare che Trump svanisca semplicemente nel nulla”.

Donald Trump ha vinto e la sua vittoria ha smascherato il vero volto del liberalismo progressista in America. Ci sono ampi esempi della natura antidemocratica dell’odierno liberalismo americano, come il recente tentativo di ostacolare la formazione del governo del paese. Tuttavia, forse la testimonianza più autentica che ho sentito viene da uno dei miei studenti che mi ha scritto sulla situazione del Nord-Est, ma a condizione di mantenere l’anonimato per paura di ritorsioni da parte sia dei “liberali” che dei “progressisti”. Sotto sono riportate solo alcune delle cose scritte dal mio studente.

Un’intera generazione cresciuta nell’illusione.

[titolo dato dallo studente]

Siamo cresciuti in questa bolla liberale, in un mondo di fantasia. Nei nostri corsi di inglese ci veniva chiesto di leggere libri liberali che difendevano il dramma delle minoranze immigrate mentre condannavano gli occidentali come gli eterni nemici.

Mi piace pensare di avere principi morali rispettabili. Non provo alcun piacere nell’essere in disaccordo con la tendenza generale. Ma le persone, oggigiorno, hanno il terrore di dire di non essere liberali. Le università e le scuole ci hanno cresciuti facendoci respirare il concetto che i non liberali sono uomini razzisti, retrogradi, bianchi, vecchi e bigotti.

In questo momento, quella che vedo nella sinistra liberale è la nuova ideologia fascista. Sono il gruppo meno tollerante di questo paese. In qualche modo, siamo arrivati al punto in cui la nostra società è un guscio d’uovo di correttezza politica. Ogni cosa è razzista. Jerry Seinfeld, cabarettista statunitense, ha fatto una battuta su un suo amico di cognome Black (nero). Ha detto: ‘Le vite nere contano’. È stato divertente, ma Seinfeld è stato quasi crocifisso per razzismo. Questa è una malattia.

 

Io sono un progressista. Definisco il progressismo come apertura a tutte le opinioni, sfidando tutto. Mi vedo anche come paladino degli oppressi. Adesso gli oppressi sono gli elettori di Trump, persone che non sono rappresentate da Hollywood, dai media o da istituzioni tecnologiche e finanziarie, dove gli immigrati con visto H-1B hanno tutti impieghi ben pagati.

Sono molto preoccupato per l’insensibilità della mia generazione verso quelli che hanno opinioni diverse dalle loro. Ovviamente Trump non ha sempre ragione. Ma i veri e propri attacchi di collera che la sinistra e la mia generazione stanno avendo in questo momento mi disgustano. I miei coetanei hanno ragione e ne sono afflitti!

Dal diritto al fascismo

Alla fine del 1940, Baal HaSulam, il padre del mio maestro e autore del Sulam (La Scala) Commentario a Lo Zohar, ha scritto a proposito dei problemi inerenti alla democrazia nella sua stesura de Gli scritti dell’Ultima Generazione. Secondo Baal HaSulam: “Non dobbiamo credere nelle democrazie moderne, poiché usano varie tattiche per ingannare i propri sostenitori. E la loro strategia principale è quella di creare anzitutto una buona reputazione per gli esponenti e promuoverli come saggi o come giusti, in modo che le masse ci credano e li eleggano. Ma quando gli elettori cresceranno in saggezza e capiranno l’astuzia [dei loro leader], certamente la maggioranza eleggerà un’amministrazione che rispetti la propria idea. Perché una bugia non dura per sempre”.

Inoltre, più avanti nel libro, Baal HaSulam scrive: “La realtà dimostra che il passo successivo al crollo di un governo democratico sono il nazismo o il fascismo… Ogni volta che un governo democratico è crollato, lo ha ereditato un regime Nazifascista”.

Invero, la rivelazione del fanatismo del liberalismo americano dimostra quanto

l’analisi di Baal HaSulam fosse accurata.

I “liberali” stanno mostrando la loro vera faccia fascista. Ironia della sorte, è stato il noto Liberale Progressista autore e giornalista Nicholas Kristof, a descrivere meglio la rigidità liberale in un articolo per il New York Times intitolato “Una confessione di intolleranza liberale”. Secondo Kristof:“Noi progressisti dovremmo prenderci una breve pausa nell’attaccare la contro parte e, più in generale, incorporare i valori che ci stanno a cuore, come la diversità, nei nostri programmi”. Oggi, senza misure appropriate per riparare alla pericolosa traiettoria seguita dell’America, le ricadute per la società americana e per il mondo intero potrebbero essere terribili.

Creare un pluralismo sostenibile

Un governo i cui leader sono in carica per un tempo determinato e relativamente breve necessita di determinate condizioni per avere successo. Se i limiti di tempo garantiscono che nessun leader divenga un monarca, costringono anche i candidati a competere per i fondi della campagna e a cercare ogni quattro anni il favore dei loro grandi finanziatori. Questo inevitabilmente rende legislatori e leader ostaggi nelle mani di pochi potenti che dopo le elezioni esigono i loro pegni, con assoluto disprezzo per il pubblico interesse. Il risultato immancabile di questo sistema distorto è una parata di presidenti fantoccio che si muovono in base ai dettami dei loro finanziatori, come abbiamo visto nei decenni passati. L’élite dei ricchi governa gli Stati uniti; il “governo”è un reality show.

Come ha detto Baal HaSulam nella citazione riportata sopra, gli odierni capi di stato non possono essere eletti a meno che non vengano pubblicizzati come una merce, fino a quando il pubblico non“compra” le storie vendute su di loro. In tale stato, il presidente non viene eletto in base alle capacità di governare, ma in base alla capacità di recitare e rendersi amabile. Sono giusti questi criteri per scegliere il capo di una nazione?

Per eleggere un buon leader, la gente deve decidere cosa vuole vedere in un leader. Se il collegio elettorale ha a cuore l’interesse di tutta la nazione, eleggerà un leader sulla base degli interessi di tutto il paese.

Nel caso dell’America, affinché le persone abbiano una tale ampia visione devono prendersi cura dell’America, in particolare del popolo americano, di tutto il popolo americano.

Lezioni dal passato

Nell’epoca odierna di estremo egocentrismo, l’unico modo per riportare stabilità nella società americana è abbracciare la pluralità invece che respingerla. Se fegato e cuore si combattessero per il sangue di cui hanno entrambi bisogno per sopravvivere, noi moriremmo. Ma la loro funzione complementare garantisce che tutto il corpo riceva un flusso di sangue libero da tossine.

Allo stesso modo, ogni essere umano è importante perché salute e forza si ottengono quando ci uniamo al di sopra delle nostre differenze e non quando ci sfiniamo cercando di essere gli ultimi a rimanere in piedi. La guerra costante che stiamo combattendo con tutti gli altri è esattamente come si comporta il cancro verso il resto del corpo, e sappiamo come finirà per il cancro e per il nostro corpo.

Quando gli antichi israeliti si sono connessi al di sopra delle loro differenze, sono riusciti a costruire una nazione con milioni di individui distinti. Una volta che si sono impegnati ad unirsi“Come un solo uomo con un solo cuore”, venne assegnato loro il compito di trasmettere al resto del mondo il metodo per la connessione. La Torah ha definito questo compito come l’essere “Una luce per le nazioni”, perché oggi la divisione “oscura” la vita delle persone. Quando depressione, violenza e alienazione inghiottiranno l’umanità, l’unione sarà la sola luce possibile alla fine del tunnel, per quanto fioca o debole.

In Olat Raiah, il grande Rav Kook scrisse: “L’unione che cerca di giovare ogni individuo non è sostenibile. Anche quando sembra crescere, finirà in una fiamma di odio e guerra tra fratelli, dato che ognuno tira l’acqua al suo mulino. Tuttavia, l’unione che deriva dal riconoscere il valore dell’amore per gli altri durerà e si rafforzerà nel tempo”.

Infatti, il metodo di Israele per realizzare l’unione può avere successo proprio in un ambiente di disgregazione sociale ed alienazione, perché è stato progettato per un tale stato. Non teme gli attriti, li abbraccia come strumenti per ottenere maggiore unione e coesione sociale.

I miei studenti in tutto il mondo applicano questo metodo, che hanno chiamato

“Educazione Integrale”, il quale dimostra ripetutamente come persone di diversa provenienza, si possono unire se sono disposte a superare le loro differenze. Non reprimono le loro opinioni come oggi fanno gli impauriti sostenitori del Presidente.

Credo che la forza e la stabilità dell’America siano troppo importanti per il mondo perché questo paese si comporti incautamente. Penso che si debba reintrodurre il valore di abbracciare tutti i valori. Solo quando l’America lo farà, potrà ricominciare cautamente ad aprire le porte agli immigrati. Tuttavia, anche in questo caso, tutto deve essere fatto a condizione che anche gli immigrati abbraccino i valori di pluralismo e dell’unione come base della democrazia.

Nei prossimi anni, le sfide globali aumenteranno e si intensificheranno. La base per affrontare queste sfide con successo è l’unione. Se l’America lo accetterà avrà successo, altrimenti finirà come l’Europa.

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