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La società americana, per il suo bene, dovrà superare le proprie differenze ideologiche e creare un ponte di connessione. In questo momento, sono davvero molto, molto preoccupato.

 

Il 4 febbraio scorso “In migliaia hanno protestato contro il Presidente a Londra e in Australia” e la foto di copertina della rivista Der Spiegel mostra Donald J.Trump che tiene in una mano la testa recisa della Statua della Libertà e nell’altra un machete dal quale cola sangue, proprio come se fosse un terrorista dell’ISIS, con sotto la dicitura: “Prima L’America”. L’amministratore delegato di Uber, Travis Kalanick, ha abbandonato il gruppo dei consulenti economici di Trump perché non riusciva a far fronte alla pressione della campagna #DeleteUber (cancellatevi da Uber), una campagna orchestrata contro la sua azienda semplicemente perché non ha preso le distanze dal presidente.

La situazione sta peggiorando. Ora la campagna contro Trump sta prendendo di mira anche la sua famiglia: John W. Nordstrom e Neiman Marcus non venderanno più nei loro negozi i prodotti, gli accessori, l’abbigliamento e le calzature del marchio Ivanka Trump.

Anche i sostenitori del presidente stanno subendo reazioni inaspettate, come la lettera aperta di Matthew Fishbane nella rivista Tablet, che simula un’intervista a Robert Kraft, proprietario dei New England Patriots, sul perché sostenga Donald Trump: “Lei crede davvero in quest’uomo, nel nostro presidente? Ci faccia capire che cosa ci sfugge. La stiamo ascoltando”. Ovunque si volga lo sguardo, sta dilagando sempre più il caso di “Il mondo contro Donald J. Trump” e chi lo sostiene.

Questa non è una lotta ideologica. Non c’è nulla di ideologico nel boicottare una linea di accessori perché il cognome della proprietaria è Trump. Non c’è niente di democratico se i paladini della democrazia e del pluralismo diventano i bulli del quartiere. Se i conservatori di Bay Area organizzano incontri segreti perché temono per la loro incolumità, l’America non può certo fregiarsi di avere libertà di parola e di espressione. A quanto pare, il Primo Emendamento è valido fintanto che sostiene i “democratici”. Ma se un presidente eletto legittimamente non rappresenta le loro opinioni, allora si può anche gettare la Costituzione fuori dalla finestra.

Perché l’auto-legittimazione

Se siete sostenitori di Trump è molto facile che in questo periodo vi sentiate minacciati e pensiate che chi ha perso le elezioni stia cercando di riprendere il controllo con mezzi non del tutto leciti. È molto facile arrabbiarsi per il senso infantile di auto-legittimazione dei manifestanti, come se stessero dicendo: “Non ci piace questo presidente e così lo vogliamo fuori dalla scena politica, a noi non importa se ha vinto onestamente… le elezioni sono regolari solo se vinciamo noi!”

Tuttavia, se Trump calmerà la tempesta e rimarrà al potere, e c’è un “se” in questo momento, anche i suoi sostenitori si sentiranno gradualmente sempre più in diritto di veder riconosciute le loro ragioni. I conservatori, come i liberali, si sentiranno di dover stare al potere semplicemente perché ne hanno il diritto. E saranno in errore, proprio come i liberali lo sono oggi, dal momento che la radice del caos che minaccia di trasformare l’America in un paese diviso in due, non è l’identità del presidente, quanto il senso diffuso di auto-legittimazione.

L’America non è sempre stata così. Il capitalismo non è un concetto essenzialmente malvagio e neppure il liberalismo. Tuttavia, l’umanità sta cambiando e l’America sta cambiando di conseguenza. Anche ai tempi del Talmud, i nostri saggi sapevano che “Chi ha cento vuole duecento, e chi ha duecento vuole quattrocento” (Sukkah 52a). Nessuno sfugge a questa legge della natura umana. La conseguenza dell’aumento della brama per il denaro ed il potere è che nell’ultimo mezzo secolo o giù di lì, la crescente auto-legittimazione ha trasformato il Capitalismo in Neoliberismo, nel quale l’élite usa argomentazioni pseudo-liberali per accumulare sempre più potere, aumentare le disuguaglianze e manipolare i disinformati (che sono la fetta maggiore della popolazione) portandoli a credere che siano parte di una mentalità progressista. Oggi, gli stessi media che hanno manipolato la gente, mettono in conflitto coloro che hanno votato per Hillary Clinton contro la famiglia Trump ed i suoi sostenitori per rimuovere dalla carica il presidente e riprendere il controllo, indipendentemente dai risultati delle elezioni. Se ci riusciranno, l’America scivolerà in sommosse civili, o peggio, trascinerà l’umanità in un’altra guerra mondiale.

L’unica soluzione possibile

La situazione in cui solo la sinistra governa e fa incautamente ciò che vuole, non si ripeterà. Il suo tempo è passato. Ora è il momento di un regime più conservatore, che prenda il controllo e bilanci il lascito della precedente amministrazione. Ma dopo che la nuova amministrazione si sarà insediata, dovrà trovare un modo per sfruttare entrambi gli approcci: quello liberale e quello conservatore.

Il presupposto per il successo della società sta nella diversità e nella contraddizione di opinioni. Nel 1930, Baal HaSulam, autore del Sulam (La Scala) Commentario a Il Libro dello Zohar, scrisse una serie di saggi che descrivono nei dettagli il suo approccio alle contraddizioni della società. Nel suo saggio “La Libertà”, Baal HaSulam afferma che “proprio come il volto di ogni persona è diverso, anche le opinioni di ognuno divergono. Non ci sono due persone sulla Terra le cui opinioni siano identiche. Pertanto, la società ha il dovere di preservare la libertà di espressione del singolo individuo. Ogni persona deve mantenere la propria integrità; le contraddizioni e l’opposizione fra le persone devono rimanere per sempre, per garantire la critica e il progresso di una società libera”. Inoltre, quanto più una società si evolve, tanto più le opinioni all’interno di essa entrano in conflitto e si differenziano l’una dall’altra.

Se ci riflettiamo, in realtà, questo è il modo in cui tutto è stato creato ed opera. Noi stessi siamo la creazione di due opposti, di un uomo e di una donna. Non siamo identici né a nostro padre né a nostra madre, ma siamo piuttosto una nuova creatura generata da entrambi. Tutti e due i genitori amano la loro creazione e la percepiscono come parte di sé, una parte che viene condivisa nella loro creazione.

Un governo ben funzionante dovrebbe agire allo stesso modo. Un qualunque governo che non tiene conto delle esigenze di tutte le fazioni della società e che non le tratta con la stessa cura, non potrà essere in grado di prendere le giuste decisioni.

In questo momento, il presidente ed entrambe le camere del Congresso sono repubblicani. Dall’altra parte, i democratici dominano i media, il sistema giudiziario e Hollywood. Queste due fazioni, invece di collaborare, cercano di aizzare le persone le une contro le altre, e in questa lotta il popolo americano perderà sempre. Chiaramente, le differenze non possono essere superate nel corso di una sola notte. Eppure, a volte è necessario stabilire l’ordine delle priorità e occuparci delle cose più urgenti… e oggi il compito più urgente dell’America è quello di guarire le proprie fratture interne.

Il grande pensatore Martin Buber una volta scrisse sulla nazione israeliana parole che penso si adattino allo stato odierno del popolo americano. Nel suo libro La Nazione e il Mondo ha scritto: “Non è la neutralità ciò di cui abbiamo bisogno, ma piuttosto la coerenza, la coesione nella responsabilità reciproca. Noi non siamo tenuti a confondere i confini fra le fazioni, i circoli e i partiti, ma piuttosto a condividere il riconoscimento della realtà comune e la prova della responsabilità reciproca”.

Come Buber, il libro Likutey Halachot (Regole Assortite) scrive: “Nella creazione, l’essenza della vitalità, dell’esistenza e della correzione si ottengono con persone di diverse opinioni che si mescolano insieme in amore, unione e pace”.

Molti secoli prima, il più saggio di tutti gli uomini, il Re Salomone, affermò che: “L’odio provoca litigi, ma l’amore copre tutte le colpe” (Proverbi 10:12). Tuttavia, per coprire l’odio con l’amore, entrambe le parti devono riconoscere la necessità di farlo.

Al momento, non vedo come questo possa accadere. Non vedo la sinistra auto-legittimata che concede all’amministrazione Trump anche una minima tregua. Questo, a sua volta, non lascerà altra scelta a Trump che dovrà reagire. Ci sono forze potenti dietro di lui, insieme al supporto della metà del popolo americano. Stanno in silenzio ora, ma questo non durerà per molto; semplicemente non avranno altra scelta.

La società americana per il suo bene e per il bene del mondo dovrà superare le proprie differenze ideologiche e creare un ponte di connessione. Purtroppo, in questo momento, non vedo proprio come questo possa accadere, il che mi fa essere davvero molto, molto preoccupato.

Continua..…

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