Uniting Europe

Il Presidente americano Donald Trump saluta mentre arriva alla base aerea di MacDill a Tampa, in Florida, Lunedì. (photo credit: REUTERS).

L’era liberale è finita. La nuova epoca vedrà sorgere negli USA due forze opposte fra loro, che dovranno scegliere se scontrarsi o elevarsi al di sopra delle differenze e generare una società coesa.

 

Una famosa maledizione cinese dice: “Che tu possa vivere in tempi interessanti”. Oggi sembra che siamo tutti maledetti. Se qualcuno ha pensato che, dopo il suo insediamento, a Donald Trump sarebbe stata data l’occasione di dimostrarsi Presidente, beh quel qualcuno si è sbagliato.

La nuova tattica che stanno adottando i “liberali” per mettere a tacere le altre opinioni è una via lastricata di violenza e imprecazioni, prima all’Università di Berkeley e ora alla New York University (Nota: si tratta di abusi verbali, si consiglia la discrezione da parte dello spettatore).

E come se non bastassero i problemi che ci sono all’interno della nazione, sembra che il mondo stia saltando sul carro dei detrattori di Trump. “Migliaia di persone protestano contro il Presidente a Londra e in Australia”, e la foto di copertina della rivista Der Spiegel mostra Donald Trump tenere in una mano la testa mozzata della Statua della Libertà e nell’altra mano un machete macchiato di sangue, mentre sta in posa come un terrorista dell’ISIS.

In patria, la campagna contro il Presidente prende di mira chiunque sembri suo sostenitore. L’Amministratore delegato di Uber, Travis Kalanick, ha lasciato il gruppo dei consiglieri economici di Trump perché non riusciva a far fronte alla pressione della campagna #DeleteUber (Cancellate Uber) orchestrata ai danni della sua compagnia, semplicemente perché non aveva preso le dovute distanze dal Presidente.

I sostenitori del Presidente sono anche oggetto di reazioni negative inaspettate, come la lettera aperta di Matthew Fishbane sulla rivista Tablet che si chiede come mai Robert Kraft, proprietario dei New England Patriots, sostenga Donald Trump: “Veramente lei crede in quest’uomo, nel nostro Presidente? Ci spieghi cosa ci sta sfuggendo. La ascoltiamo”.

E la cosa peggiore è che gli oppositori se la stanno prendendo anche con gli altri membri della famiglia Trump: John W. Nordstrom e Neiman Marcus hanno smesso di vendere nei loro negozi tutti i prodotti del marchio di Ivanka Trump: accessori, abbigliamento e calzature.

Tutto questo, insieme ai numerosi articoli denigratori e alle interviste in TV, crea un’immagine chiara: non è una normale protesta contro un Presidente (che ha appena iniziato il suo mandato), non è nemmeno una campagna diffamatoria, si tratta di una campagna organizzata per delegittimare un Presidente legalmente eletto e per incriminarlo.

La guerra non è per manifestare solidarietà verso gli immigrati, non è nemmeno per protestare contro la costruzione del muro fra Stati Uniti e Messico, o per difendere il programma di assistenza sanitaria Obamacare. I magnati che finanziano e dettano il piano per spodestare Trump, stanno combattendo per conservare il potere che hanno costruito negli ultimi decenni. Sanno che le persone che hanno portato alla vittoria di Donald Trump non li lasceranno rimanere ai vertici del potere. Trump non è come George Bush; cambierà veramente le cose in America e molti potenti temono di perdere la loro posizione. Essi sanno che anche se i Liberali vinceranno di nuovo le elezioni nel 2020, quattro anni di amministrazione Trump lasceranno il segno, e sarà impossibile tornare indietro! Pertanto devono agire adesso! In molti modi, stanno combattendo per la loro posizione e non si fermeranno davanti a nulla per vincere.

Eppure, con tutti gli sforzi compiuti, l’era liberale sta arrivando al termine. In realtà, è finita tanto tempo fa e gli scoppi di collera fanatica stanno mostrando la vera faccia degli odierni “liberali”.

Una nuova Era

Il mondo si è sviluppato in maniera abbastanza equilibrata fino alla Seconda Guerra Mondiale. Anche la Prima Guerra Mondiale è stata in sostanza simile alle guerre che l’Europa aveva conosciuto per secoli, nel senso che era basata di più sulla sovranità e l’onore e meno sull’ideologia.

La Seconda Guerra Mondiale ha cambiato tutto. Per la prima volta un’ideologia fanatica ha minacciato di conquistare il mondo. Alla fine, la Democrazia e il Comunismo hanno sconfitto il Nazismo, ma la paura dell’estremismo si è radicata nella cultura occidentale. Questo ha generato il Liberalismo: cioè l’idea che si è liberi di dire ciò che si vuole, di fare ciò che si vuole e di essere ciò che si vuole.

Essenzialmente, il pluralismo di opinioni è una benedizione per qualsiasi società. Questo è ciò che ci mantiene reattivi e in continua evoluzione. Baal HaSulam, autore del Sulam (La Scala) Commentario a Il Libro dello Zohar, scrisse che: “La società ha il compito di preservare… le contraddizioni e le divergenze”, e dovrebbe “sempre salvaguardare la critica”.

Tuttavia, la paura dell’estremismo e del Fascismo ha portato l’America dalla parte opposta. Gradualmente, i liberali si sono scoperti talmente sospettosi di qualsiasi cosa mettesse in dubbio il loro comportamento che sono diventati fascisti essi stessi: in nome della libertà di parola. Niente contraddice di più la libertà di parola della correttezza politica. Questa prescrive cosa si può dire o non dire e come si può dirlo. A tutti gli effetti, la correttezza politica è una moderna forma di censura, e la censura non è compatibile né con la libertà di parola e neppure con il libero pensiero. Eppure, sono i Liberali che la sostengono e determinano ciò che è o no politicamente corretto. Peggio ancora, si sentono in diritto di reprimere chiunque sia in disaccordo con loro perché sono liberali: i paladini della libertà di parola.

Questo senso di rettitudine morale è molto pericoloso, li ha fatti sentire in diritto e superiori o, in altri termini, li ha resi come i nazisti.

Ma ora tutto questo è finito. La silenziosa America della classe media, che di fondo è più tradizionalista, conservatrice e anche più religiosa, è stata messa a tacere troppo a lungo. Adesso che hanno potuto dire la loro alle elezioni, non se ne andranno senza combattere. A detta loro, è ora di rendere di nuovo americana l’America.

La nuova era che sta nascendo vedrà il sorgere di grandi potenze in America. Resta da vedere se queste potenze si scontreranno, distruggendosi a vicenda, magari facendo colare il mondo a picco con loro, oppure impareranno a superare le proprie differenze per generare una società coesa e onnicomprensiva.

Esiste un precedente

Far sorgere una società coesa dalle ceneri di quest’odio feroce potrebbe sembrare impossibile, ma esiste un precedente nella storia che ci può insegnare a farlo. Gli antichi Ebrei, che si erano riuniti attorno ad Abramo, provenivano da molte tribù diverse. Niente li univa se non l’idea stessa di unione, insegnata loro da Abramo. Il metodo che Abramo aveva scoperto osservando la natura e che, successivamente, ha lasciato in eredità ai suoi discepoli, consiste di tre elementi che i kabbalisti chiamano le “tre linee.” In sostanza, la prima e la seconda linea sono due caratteristiche opposte, oppure opposte opinioni, atteggiamenti, gruppi, ideologie o qualsiasi altra coppia di fattori in netto contrasto fra loro. La linea di mezzo è quella che creano le altre due linee quando si uniscono al di sopra delle loro differenze.

Re Salomone descrisse questo metodo con le parole (Proverbi 10:12): “L’odio provoca litigi, ma l’amore copre tutte le colpe”. Il libro Likutey Etzot (Consigli Assortiti) ha sviluppato ancor di più la connessione degli opposti: “L’essenza della pace è connettere due opposti. Quindi non allarmatevi se litigate con una persona perché ha un’opinione completamente diversa dalla vostra e pensate che non sarete mai in grado di trovare un punto d’accordo con lei. Inoltre, quando vedete due persone di ideologie completamente opposte che discutono, non pensate che sia impossibile portare la pace fra loro. Al contrario, l’essenza della pace è cercare di portare la pace fra i due opposti”.

Secondo Baal HaSulam, le qualità uniche di ciascuno di noi sono così preziose che perderne anche solo una “dev’essere considerata una vera perdita per tutta la creazione perché non ne esiste un’altra uguale, né esisterà mai in tutto il mondo” (“La Libertà”).

Anche Il Libro dello Zohar sottolinea lo spirito dell’unione al di sopra delle differenze. Nella sezione Aharei Mot, è scritto: “Ecco quanto è bello e piacevole che i fratelli siedano insieme. Questi sono gli amici che siedono insieme e non sono separati gli uni dagli altri. In un primo momento, sembrano come persone in guerra che desiderano uccidersi le une con le altre. Ma poi tornano ad essere in amore fraterno. … E voi, gli amici che sono qui, dato che siete stati in affetto e in amore prima, d’ora in poi non vi separerete… E per merito vostro ci sarà la pace nel mondo”.

Ed infine il grande pensatore Martin Buber, che una volta scrisse a proposito della nazione di Israele alcune parole e credo che queste si addicano alla situazione attuale in America. Nel suo libro, Nation and World, (La Nazione e Il Mondo) egli scrisse: “Non abbiamo bisogno di neutralità ma di coesione, la coesione della responsabilità reciproca. Non siamo obbligati a confondere i confini fra le fazioni, i circoli e i partiti, ma a condividere il riconoscimento della realtà comune e a partecipare alla prova della responsabilità reciproca”.

I presupposti per il successo della società sono, in breve, la diversità e le divergenze d’opinione, al di sopra delle quali ci si unisce. Per come la vedo io, la disgregata società americana agirà saggiamente adottando questo spirito. Se gli americani vogliono vedere il loro paese nuovamente grande, questa è l’unica via pacifica perché l’altra strada è la guerra.

Trasformare la maledizione in benedizione

E infine una parola ai confratelli della mia tribù. I vostri antenati hanno applicato il metodo delle tre linee. Può darsi che non lo sentiate ma il ricordo rimane comunque dentro di voi. Potreste riaccenderlo se solo sceglieste di cercare di ricucire le spaccature all’interno della comunità ebraica americana. Gli Ebrei, da entrambi i lati del conflitto in America, sono davvero molti importanti. Se vi avvicinerete gli uni agli altri, tutti lo faranno.

Per quanto riguarda i non ebrei, vi invito ad esortare gli Ebrei ad unirsi fra loro, a trovare un modo per sedersi insieme allo stesso tavolo, ad accettare le loro differenze e a sforzarsi di andare al di sopra di esse, generando l’unione. Questa unione non dovrebbe essere un compromesso ma qualcosa di nuovo, che nasce dalla connessione di entrambe la parti, come un neonato che non è (solo) né la madre né il padre, ma piuttosto una nuova, preziosa creatura generata dall’unione di entrambi che poi esiste da sola.

Come ebreo, conosco il potere che le nazioni hanno nell’influenzare gli Ebrei. Se spingerete gli Ebrei ad unirsi fra loro, il paese intero ne trarrà beneficio e il putiferio finirà. Il potere di applicare il metodo delle tre linee dorme all’interno di ciascuno di loro. La vostra pressione può risvegliarlo e gli Ebrei lo adotteranno da quel momento in poi.

Per parafrasare la maledizione cinese, stiamo realmente vivendo in tempi interessanti ma possiamo scegliere se far diventare questi tempi una benedizione o una maledizione.

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