Uniting Europe

In un periodo di elevata disoccupazione e riluttanza al lavoro, è fondamentale un reddito di base universale fondato sulla solidarietà.

 

Un recente sondaggio pubblicato dal Census Bureau ha rivelato che “Un giovane su tre, all’incirca 24 milioni di ragazzi, nel 2015, viveva ancora a casa dei genitori.” Il sondaggio ha rivelato anche che “Nel 2005, la maggioranza dei giovani adulti viveva in case di proprietà … e questo in 35 dei 50 stati. Dieci anni dopo, nel 2015, il numero degli stati dove i giovani vivevano autonomamente era sceso a soli sei”. Ma forse il più allarmante dei dati è questa scoperta: “Di tutti quei giovani che vivono a casa con i genitori, uno su quattro è disoccupato, cioè non va a scuola e non lavora. Questa cifra riguarda circa 2,2 milioni di giovani fra i 25 e 34 anni”.

Il punto è questo: molti giovani, di questi tempi, non si preoccupano di lavorare; non hanno il desiderio di mantenersi in modo indipendente e la tendenza sta crescendo rapidamente.

Questi giovani del terzo millennio non sono né incapaci né poco intelligenti, e il loro problema non è neanche che il lavoro sia difficile da trovare; semplicemente non hanno interesse a trovarne uno. Hanno perso l’importanza di ciò che questo mondo ha da offrire, così mettono le loro vite in stand by. Molti di loro, per esempio, di loro spontanea volontà scelgono di restarsene a casa a giocare con i videogiochi, piuttosto che andare in cerca di un posto di lavoro.

L’impressionante tasso di disoccupazione ci racconta solo una parte della storia, dato che milioni di disoccupati sono spariti dalla circolazione, ma non sono scomparsi. Queste persone ci dicono che c’è una storia diversa che si sta sviluppando sotto la superficie. La vecchia era sta per finire e ne sta nascendo una nuova, meglio prepararsi. Ciò a cui stiamo assistendo non è né la fine dell’era Liberale, né di quella industriale o di quella democratica. Stiamo osservando la fine dell’era egoistica. La domanda è: passeremo attraverso questa transizione in modo pacifico o in modo doloroso?

Una nazione di giovani oziosi

Durante il suo recente discorso ad Harvard, per l’assegnazione della laurea ad honorem, il presidente e amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg, “ha lanciato un appello sulla necessità di considerare un reddito di base universale per gli americani”. Io stesso ho scritto varie volte che, nei prossimi anni, fornire un reddito di base a tutti diventerà una necessità.

Tuttavia, anche se dessimo a tutti un reddito di base, i videogame e la canapa indiana non intorpidirebbero la gente a lungo. La natura umana è alla ricerca di uno scopo e, se le persone non sono in grado di dare un significato alla propria vita, si trasformeranno in estremisti. Questo già avviene ad un certo livello, dato che molti giovani vengono radicalizzati nella loro ricerca di significato e stanno diventando un pericolo per la società (vedi il recente attacco terroristico a Manchester). Senza una soluzione, questa tendenza si diffonderà e violenza e terrorismo renderanno obsoleta la normalità.

Una goccia di dolce nettare velenoso

Esiste un metodo facile e indolore per scostarci dal modus-operandi egoistico che abbiamo adottato finora nella nuova era. Tuttavia, per far questo, dobbiamo comprendere la natura dell’epoca che abbiamo alle porte e come dovremmo avvicinarci ad essa cogliendone i potenziali benefici ed evitandone le trappole.

Quando cominciai a studiare con il mio insegnante di Kabbalah, Rav Baruch Ashlag (il RABASH), egli mi mostrò un’allegoria scritta da suo padre, Rav Yehuda Ashlag, noto come Baal HaSulam (Autore della Scala) per il suo Sulam (Scala) Il Commentario aIlLibro dello Zohar. Nella sua introduzione a L’Albero della Vita, Baal HaSulam scrisse che l’ego è come un angelo che tiene in mano una spada insanguinata con una goccia di dolce nettare velenoso sulla punta. Noi esseri umani non abbiamo altra scelta se non quella di aprire la bocca e bere il dolce nettare fino a quando non ci condurrà alla morte.

Questa è la nostra attuale situazione. La spada sguainata è il nostro egoismo, che ci mette in guardia sulle cose terribili che ci accadranno se penseremo solo a noi stessi. Ci dà brevi momenti di soddisfazione nella vita, ossia il nettare, ma questi momenti non fanno altro che farci desiderare ancora di più il nettare. Alla fine, diventiamo così egocentrici che perdiamo il contatto con la realtà, come fossimo morti.

Baal HaSulam non è il solo a conoscere questa caratteristica della natura umana. Tutti i nostri saggi, dall’inizio della storia del nostro popolo fin quasi all’inizio del ventesimo secolo e anche oltre. In tanti hanno anche scritto sull’argomento, spiegando di cosa dovremmo fare per liberarci dalle catene dell’ego. Tuttavia, fino a poco tempo fa, non era chiaro di cosa avesse bisogno l’umanità. Adesso, che le persone, a milioni, stanno perdendo il contatto con la realtà, c’è un’evidente necessità di proporre un metodo pratico per passare dal nettare dell’egoismo ad un nuovo incentivo per esistere: l’era delle connessioni positive.

Invece di combattere la separazione, coltiviamo la dazione e la connessione

Tra tutte le nazioni su questo pianeta, solo una ha avuto il privilegio di vivere sotto un paradigma diverso da un’esistenza basata sull’ego. Questa nazione, il popolo ebraico, è nata dal gruppo di persone che radunò Abramo il Patriarca quando vide i suoi concittadini di Ur dei Caldei diventare pericolosamente egocentrici.

L’egoismo che notò Abramo non era un’esclusiva del popolo della sua città natale. In tutta l’antica Babilonia (di cui Ur dei Caldei rappresentava solo una parte) la gente diventava sempre più egoista. Il Libro Pirkei De Rabbi Eliezer (Capitolo 24) dice che quando Abramo passò accanto alla Torre di Babele, vide la crescente alienazione dei suoi costruttori. Erano talmente indifferenti gli uni agli altri che: “Se fosse caduto e morto un uomo, non gli avrebbero dato importanza, ma se fosse caduto un mattone si sarebbero seduti a lamentarsi: “Guai a noi; quando ne avremo un altro al suo posto?”’ L’alienazione fra i costruttori era degenerata a tal punto che “Volevano parlarsi ma nessuno conosceva la lingua degli altri. Cosa fecero? Ognuno prese la sua spada e si combatterono fino alla morte. Infatti, metà della popolazione fu trucidata lì e per il resto si è sparsa in tutto il mondo”.

Resosi conto che i babilonesi erano incapaci di superare il proprio ego, Abramo adottò una logica molto semplice: invece di combattere l’egoismo e la separazione, bisognava coltivare la dazione e la connessione. Questo è il motivo per cui a tutt’oggi Abramo è conosciuto come “uomo di misericordia” ed è considerato il simbolo della gentilezza.

I discepoli e i discendenti di Abramo continuarono a sviluppare la loro unione al di sopra dei loro ego crescenti fino a quando crearono dei legami talmente stretti che divennero ciò che il grande commentatore RASHI definì “Come un solo uomo con un solo cuore”. Solo allora, dopo aver forgiato un’unione senza precedenti (e fino ad ora mai ripetuta), i discendenti di Abramo vennero dichiarati una nazione.

Inoltre, subito dopo che gli ebrei furono dichiarati una nazione, venne comandato loro di essere “Una luce per le nazioni”, cioè dovevano condividere col resto del mondo il metodo unico di connessione che avevano creato. Per molti secoli, i primi ebrei svilupparono il loro metodo facendo sempre corrispondere un aumento di unione alla crescita del loro egoismo. Ogni volta che l’egoismo prevaleva, lottavano e litigavano fra loro e, ogni volta, accordavano la discordia con la connessione, si elevarono così a nuovi livelli di unione. Questa è la ragione per cui nel Libro dello Zohar (Beshalach) è scritto: “Tutte le guerre nella Torah sono per la pace e l’amore”.

L’arrivo delle connessioni positive

Quando gli ebrei caddero in un odio talmente forte da non poterlo superare con l’unione, si dispersero e persero la loro terra, la Terra di Israele. Fin da allora e negli ultimi duemila anni, il mondo si è sviluppato unicamente su motivazioni egoistiche.

Gli antichi ebrei hanno lasciato al mondo valori che ancora oggi ci sono cari. Lo storico Paul Johnson in A History of the Jewsha scritto: “Agli Ebrei dobbiamo l’idea di uguaglianza davanti alla legge, sia divina che umana; di santità della vita e di dignità della persona umana; di coscienza individuale e quindi di redenzione personale; di coscienza collettiva e quindi di responsabilità sociale; di pace come ideale astratto e di amore come fondamento della giustizia, e molti altri elementi che costituiscono l’essenza del bagaglio morale della mente umana”. Purtroppo, dato che queste nobili nozioni erano tutte basate su interessi egoistici, l’umanità non ha potuto creare strutture sociali sostenibili che potessero essere applicate nella vita quotidiana, almeno fino ad oggi.

Ora che anche i nostri ego hanno esaurito il loro fascino, abbiamo una possibilità reale di ristabilire una società che procuri alle nostre vite sia felicità che significato, attraverso connessioni positive e responsabilità reciproca.

Adesso che la società può corrispondere ad ogni persona un reddito di base, ci possiamo concentrare nel miglioramento delle nostre connessioni. Dato che i giovani non sono più interessati alla carriera, cercheranno altrove un senso alle loro vite, ed un profondo, duraturo significato può essere trovato solo nelle connessioni umane positive. Questo è il segreto scoperto da Abramo; questo è il metodo che la nazione creata da lui ha sviluppato ed è obbligata a trasmettere; questo è anche ciò che sta scoprendo la scienza contemporanea. In una famosa conferenza TED intitolata “L’influenza nascosta dei social networks”, il famoso sociologo prof. Nicholas Christakis ha descritto dettagliatamente ciò che la scienza ha scoperto sull’incidenza delle relazioni umane. “La nostra esperienza del mondo dipende dalla struttura delle reti in cui viviamo e dalle cose che si scatenano e scorrono attraverso la rete. La ragione, credo, del perché questo avvenga, è che gli esseri umani si riuniscono e formano una specie di super organismo”.

Un reddito di base condizionato

Per spostare l’attenzione e la sensibilità dall’individualismo alla connessione, dobbiamo usare l’aumento di tempo libero delle persone per sottoporle ad una formazione che le aiuterà a stabilire queste connessioni. Per questo motivo, non credo che regalare soldi sia una buona idea. Regalare soldi significa che le persone non saranno interessate al miglioramento delle loro società, cosa che aggraverà le già esacerbate tendenze antisociali dominanti. Pertanto, credo che il reddito di base dovrebbe essere dato soltanto a condizione che si partecipi a questa formazione.

Attraverso incontri fisici e virtuali, usando workshop guidati, le persone impareranno a connettersi al di sopra del loro odio, proprio come fecero Abramo e i suoi discepoli quasi quattromila anni fa. Persino il più famoso antisemita della storia americana, Henry Ford, nel suo libro The International Jew, the World’s Foremost Problem, ha scritto: “I riformatori moderni, che stanno costruendo modelli di sistemi sociali, farebbero bene ad esaminare il sistema sociale con il quale erano organizzati i primi ebrei”.

Questo, in effetti, è ciò che dobbiamo fare. I governi, i comuni e le altre organizzazioni, dovrebbero ora impegnarsi nel preparare corsi di formazione per le persone che abbiano tempo per parteciparvi. Una volta iscritti, i tirocinanti non saranno più considerati disoccupati o senza lavoro. Al contrario, saranno considerati individui impiegati il cui lavoro è alimentare connessioni positive nella società. In un prossimo futuro, questa forma di connessione diventerà il prodotto più richiesto sul mercato. Le relazioni positive sono la base di qualsiasi società stabile; perciò, gli “addetti alla produzione” che creano questo tipo di relazioni, diventeranno preziosi per le loro comunità.

A questo proposito, il giornalista del New York Times, Thomas Friedman, in un’intervista con Tucker Carlson, durante lo show Tucker Carlson Tonight, ha detto: “Connettere le persone fra loro sarà un lavoro enorme. … Credo che i migliori posti di lavoro saranno gli impieghi interpersonali. Vedremo una nuova serie di posti di lavoro e di industrie basate sul cuore, sulla connessione delle persone con altre persone”.

Friedman ha ragione, ma senza la tecnologia di base di questa nuova industria, i suoi prodotti saranno difettosi. Qui entra in gioco il metodo di Abramo. Nel mio libro Completing the Circle: An empirically proven method for finding peace and harmony in life, ho descritto la tecnica per promuovere la connessione al di sopra dell’alienazione. Questa tecnica è applicabile sia da individui che da organizzazioni ed è molto semplice metterla in pratica finché si tiene in mente quest’unica regola: ogni litigio scaturisce solo perché dobbiamo rafforzare la nostra connessione. Questa è l’interpretazione moderna delle parole de Lo Zohar citate prima: “Tutte le guerre nella Torah sono per la pace e l’amore”.

In conclusione, l’unico rimedio alla disgregazione della nostra società è il reddito di base per tutti, condizionato dalla partecipazione alla creazione di nuove comunità, positivamente connesse e reciprocamente responsabili, ottenute attraverso corsi di formazione che ci porteranno, in modo pacifico e piacevole, dall’era egoistica all’età delle connessioni positive e della responsabilità reciproca.

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