Uniting Europe

Pensiamo comunemente alla guerra di Hanukkah come a quella tra Maccabei e Greci. Tuttavia, la maggior parte della battaglia avvenne tra i Maccabei e i “Mityavnim” (letteralmente “quelli che diventano greci”).

I Mityavim erano ebrei che abbracciarono la cultura ellenica per conto proprio, compresi i convertiti al sistema di credenze pagane in Grecia.

Il suo significato è che non era solo una guerra tra ebrei e greci, ma piuttosto una guerra tra ebrei autentici ed ebrei con tendenza ellenica.

 

Perché gli ebrei vanno in guerra gli uni contro gli altri?

Le guerre tra ebrei autentici e non autentici permeano le generazioni.

Sin dall’istituzione del popolo ebraico, abbiamo dovuto combattere la nostra inclinazione al male, cioè il nostro naturale, innato atteggiamento egoistico, che si oppone all’unità e all’amore l’uno per l’altro. Ci sono sempre stati tra noi quelli che si rifiutano di “sollevare il peso”, per così dire, resistendo all’unione e dedicandosi alla soddisfazione di sé.

Prendiamo ad esempio Abramo e Nimrod. La fuga di Abramo da Babilonia fu dovuta alla divisione sociale. Egli scoprì che l’unione al di sopra delle differenze era la cura per la divisione che stava lacerando la società. Tuttavia, fu perseguitato da Nimrod, il Re babilonese, che aveva interesse a mantenere lo status quo. (Vedi Maimonide, MishnehTorah, Cap.1)

La storia di Mosè mostra un altro esempio della lotta tra gli approcci degli ebrei autentici e non autentici: la sua devozione all’amore collettivo e all’unione “Come un solo uomo con un solo cuore” tenne uniti gli ebrei come una nazione, salvandoli dalla loro ricerca di un guadagno personale, che li avrebbe portati gradualmente a diventare i loro stessi nemici.

Il problema con tali deviatori è che sono indeboliti dallo spirito di unione e che la divisione si diffonde. Quindi, invece di un’atmosfera di amore, pace, interezza, armonia e felicità che provengono dall’unione, si ha una proliferazione di odio, conflitti, squilibri, tensioni e infelicità. Alla fine, questo porta a guerre alimentate dall’ego che accumulano sofferenze e tormenti.

Quindi, la guerra di Hanukkah non riguardava la terra. Riguardava il sostentamento dell’approccio autentico ebraico alla Torah, vale a dire, sostenere il suo principio cardine di unirsi nell’amore fraterno, “Ama il prossimo tuo come te stesso”.

 

“Ciò che odi, non farlo al tuo prossimo. Questa è l’intera Torah”

Masechet Shabbat, 31a.

 

Gli ebrei che scelsero l’ellenismo, rinunciarono all’unione a favore di obiettivi egoistici quali il potere, il controllo e la conoscenza e tentarono gli ebrei autentici a cedere a quei valori.

Il sacerdote Mattatia l’Asmoneo, e quelli che lo seguirono iniziarono la guerra ad Hanukkah infliggendo punizioni agli ebrei ellenici. Sapendo che sradicare l’autentico approccio ebraico avrebbe significato un’eventuale rovina sia per il popolo ebraico che per l’umanità in generale, gli Asmoneidovettero insorgere contro gli ebrei e passare quel valore di unione al mondo (“Essere una luce per le nazioni”).

Pertanto, durante Hanukkah, non celebriamo il riappropriarci della terra. Celebriamo la nostra vittoria sull’inclinazione al male tra di noi che potrebbe bloccare la nostra possibilità e quella dell’umanità di raggiungere l’unione, l’amore, la pace e la felicità duratura.

Oltre la storia: la guerra di Hanukkah è una guerra interiore della persona

Hanukkah significa la necessità di combattere costantemente la battaglia contro il nostro egoismo interiore per superarlo e scoprire un nuovo mondo unito. Quando perseveriamo nella lotta per unirci al di sopra delle nostre differenze, allora le nostre differenze rafforzano la nostra unione. Pensiamo ad una grande orchestra: molti strumenti diversi, gamme di note, ritmi e timbri che, giocando armoniosamente insieme, aggiungono ricchezza alla musica complessiva.

Tuttavia, quando smettiamo di cercare di unirci al di sopra delle nostre differenze, allora le nostre differenze ci indeboliscono e ci rendono vulnerabili alla distruzione. Meno di due secoli dopo la conquista dei Maccabei, cedemmo in una crescente divisione sociale, che portò alla distruzione del Tempio e all’esilio dalla terra di Israele.

Tuttavia, il nostro ruolo nel mondo rimane invariato. Ai giorni nostri, più la discordia sociale e le sofferenze che ne derivano abbondano, più le persone sentono istintivamente che gli ebrei sono la causa dei loro problemi. Quindi, vediamo un aumento dei crimini e delle minacce antisemite.

Mentre il nostro mondo diventa sempre più teso e violento, la minaccia di una guerra riempie l’atmosfera come il gas riempie un piccolo appartamento chiuso. Quello che serve affinché tutto vada in fiamme, è una scintilla.

Pertanto, dovremmo usare questa Hanukkah, la Festa delle Luci, è accendere la luce positiva di cui il mondo ha bisogno: la luce dell’unione e dell’amore al di sopra della crescente divisione.

Oggi, noi ebrei, siamo più separati che mai, e siamo di fronte alla stessa scelta che gli ebrei hanno dovuto affrontare nel corso della storia, con un’intensità maggiore: o accenderemo la candela dell’unione tra noi diventando quell’esempio di unione che il mondo si aspetta, o continuando ad ignorarla con un approccio “si tratta della solita questione”, “concorderemo” con la crescente atmosfera di divisione, invitandola a pieno ritmo.

L’unione è il modo in cui abbiamo sconfitto la divisione tra di noi.

Speriamo di poter usare questa Hanukkah per realizzare il nostro ruolo di essere un esempio positivo di unione per l’umanità, e diventare dei Maccabei moderni che vincono la guerra sulle loro inclinazioni egoistiche.

 

Felice Hanukkah!

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