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Interi paesi sono alla ricerca di soluzioni ma non riescono a riconoscere il meccanismo che sta alla base di tutto, perché una “depressione” ha bisogno di essere soddisfatta, non messa a tacere.

 

Quando il Primo Ministro britannico Theresa May, ha saputo che il 10% della popolazione del suo paese si sente solo, ha istituito, per la prima volta nella storia, il Ministro della Solitudine.

 

Quello che la May ha definito “la triste realtà della vita moderna” è, di fatto, un altro importante contributo all’epidemia di depressione globale che sta aumentando vertiginosamente ed è ormai fuori controllo. Nel 2010, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha previsto che la depressione sarebbe stata, entro il 2020, la seconda causa di malattia e disabilità in tutto il mondo. Ma già nel 2017 l’OMS ha dichiarato che la depressione è diventata la prima causa, indicando un fenomeno che si diffonde più velocemente di quanto siamo a conoscenza per riuscire a contenerlo.

 

I medici di base al giorno d’oggi considerano la depressione una normalità moderna e gli antidepressivi il loro trattamento standard. I ricercatori definiscono il problema attraverso una serie di sintomi cronici come tristezza, basso livello di energia, perdita di interesse, perdita di desiderio sessuale, insonnia, tendenze suicide ed altro ancora.

Ma qual è la fonte di questi sintomi? Che cosa indicano? E perché succede a diverse categorie di persone ovunque nel nostro tempo? Cosa le fa sentire così demotivate, indifese, prive di scopo e vuote, al punto che molte decidono di porre fine alle loro vite?

 

Alla base dei sintomi io vedo una tendenza evolutiva. Esiste una ragione più profonda che spinge la diffusione esponenziale della depressione dell’umanità e che ha a che fare con l’intimo funzionamento della natura umana e su come si evolva.

 

Cosa ci ha fatto perdere la nostra voglia di vivere?

 

Dietro le quinte dell’esperienza umana c’è l’evoluzione dei desideri umani. Essa è la forza trainante che sta dietro tutto ciò che ci capita come individui e come specie. Il nostro desiderio si evolve costantemente sotto la superficie plasmando l’esperienza umana. Si evolve da desideri corporeo-animaleschi come cibo, sesso e rifugio, verso desideri umani e sociali come denaro, onore, potere e conoscenza. In ogni fase dello sviluppo, i desideri dominanti organizzano le nostre vite, formano le nostre società e modellano lo spirito del tempo.

 

Nel ventesimo secolo, i nostri desideri ci hanno principalmente spinti a cercare una vita materiale comoda e prospera. Ci concentriamo su cose come fare carriera, costruire una famiglia, acquistare una casa, risparmiare, viaggiare nel mondo, acquisire beni materiali, godere della cultura e così via. Gli esseri umani un tempo vedevano tutto questo come fonte di gioia e piacere nella loro ricerca della felicità.

 

Ma nel decennio 1970-80 è successo qualcosa. L’evoluzione del desiderio umano è entrata in un nuovo livello e la gente ha cominciato a formulare la richiesta per un tipo qualitativamente diverso di realizzazione: trovare il significato della vita stessa ed il nostro scopo come esseri umani.

Ciò non significa, tuttavia, che la maggior parte delle persone possa capire a fondo questo desiderio e comprendere l’appagamento che desidera ardentemente.

 

Quello che sentono è semplicemente un senso devastante di vuoto che blocca tutto il resto, un vuoto che risucchia tutto dentro di sé. Quindi, tutti i piaceri a cui le persone sono abituate perdono il loro fascino e non ispirano più la speranza per la felicità. Questo è il meccanismo alla base della tendenza globale alla depressione.

 

Vedere il fenomeno globale della depressione come un sintomo dell’evoluzione umana spiega perché esso appare nelle persone di tutte le classi sociali, culture e nazioni, che siano esse ricche o povere, uomini d’affari o casalinghe, giovani o vecchi, in tutto il mondo.

 

La depressione è un vuoto che non possiamo riempire

 

La depressione, come suggerisce il nome, è una mancanza che non sappiamo come soddisfare, perché l’umanità non ha risposte tangibili quando si tratta del significato e dello scopo della vita. Questo è il motivo per cui nessuna delle terapie che offriamo è in realtà progettata per riempire il vuoto, ma mette solo a tacere il dolore per un po’.

 

Le case farmaceutiche rendono le persone dipendenti dagli “antidepressivi” che non sono altro che sofisticati antidolorifici. Gli psicoterapeuti forniscono un sollievo temporaneo addestrando le persone a spostare l’attenzione lontano dal vuoto. In parallelo, le religioni e i credo insegnano alle persone ad avere fede invece di aspettarsi una realizzazione tangibile.

 

Ma così come il desiderio per il senso e lo scopo della vita continua a risvegliarsi nelle masse, così esso accompagna la prossima fase dell’evoluzione umana. Prima o poi dovremo smettere di guardare altrove ed imparare come svilupparlo e realizzarlo nella pratica.

 

La chiave di tutto è che siamo stati creati per connetterci

 

L’epidemia di depressione globale ci dice essenzialmente che l’attuale livello di esperienza umana sta iniziando ad essere percepito come insipido e senza senso, e anche che dobbiamo raggiungere un nuovo e completo livello di consapevolezza.

 

Questo nuovo e sconosciuto desiderio che si sta sviluppando in noi, ci guida a trovare una connessione con la fonte della vita. Questa è una forza che va oltre il nostro io individuale ed il modo per stabilire un contatto con essa è attraverso un livello più profondo di connessione fra noi. In altre parole, la connessione umana è la chiave, o l’ingresso, in una nuova dimensione della consapevolezza umana, in cui ci sentiamo connessi l’un l’altro attraverso la fonte di vita naturale che collega e lega tutta la natura.

Non è un caso se negli ultimi decenni molti campi di ricerca hanno scoperto che gli esseri umani sono naturalmente programmati per la connessione umana e che quando attivano questo meccanismo naturale diventano più sani e più felici.

 

Tuttavia, credo che non finisca qui. Se andiamo più a fondo nel nostro collegamento intrinseco, dove iniziamo a percepire la nostra connessione innata come specie umana, iniziamo a trovare risonanza con una più profonda forza di connessione nella natura, e la connessione con quella forza legante naturale ci dà il senso del significato e dello scopo nella vita. Metaforicamente, pensa a ciò che una cellula del tuo corpo percepirebbe se fosse da sola, paragonato al senso del significato e dello scopo quando raggiunge la connessione con l’intero corpo.

 

Questo non è misticismo o teoria intangibile. Il fatto è che ogni bambino inizia a porsi domande sul senso della propria vita intorno all’età di 5 anni, e ogni essere umano è una creatura sociale, alimentata e modellata dalla connessione con gli altri. Ciò che non riusciamo a vedere è che attraverso una connessione più profonda fra noi troviamo il contatto con la fonte della nostra vita e questo ci dà il senso del significato, dello scopo e della felicità che desideriamo. È così semplice.

 

Alcune persone hanno già provato questo prima di noi ed hanno sviluppato un metodo

 

Sin dai tempi antichi, ci sono state persone che hanno sentito il desiderio per un significato della vita prima del resto dell’umanità. Piuttosto che essere distratti dai loro telefoni o televisori, hanno studiato quel desiderio, imparato come si evolve e come soddisfarlo, attraverso la pratica di profonde connessioni umane. La metodologia autentica che hanno sviluppato fu in seguito chiamata “Kabbalah” e non aveva nulla a che fare con fili rossi, acque benedette o malintesi simili di cui potreste aver già sentito parlare.

 

Io ho iniziato come scienziato e sono impegnato in questa saggezza da oltre 40 anni, per cui non intendo offrire alcun sollievo temporaneo all’epidemia di depressione. In realtà, sto dicendo apertamente e onestamente che non si risolverà. Vedremo sempre più paesi in cerca di soluzioni su scala nazionale. L’epidemia continuerà finché non capiremo la nostra evoluzione come esseri umani, e vedremo che non si tratta “del cancro dell’anima” ma dei dolori del parto dell’anima.

 

Non è necessario, tuttavia, essere sopraffatti dalla depressione per cercare il significato e lo scopo della propria vita. Se sentite questo desiderio dentro di voi, nel momento in cui lo sviluppate, siete i benvenuti nello sperimentare ciò che accade.

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