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Avete mai sentito parlare de “l’evento”?

“Evento” è il nome in codice per la prossima crisi globale che si sta avvicinando all’umanità a grandi passi, un eufemismo usato dagli ultra-ricchi del mondo. Non ci è dato sapere se sarà innescata da una fusione economica oppure da massicci disordini sociali, cambiamenti climatici, esplosioni nucleari, un’epidemia o una guerra cibernetica, ma la cosa certa è che si tradurrà in una catastrofe globale e la “Classe Superiore” vuole essere pronta per il “Giorno del Giudizio”.

Per prepararsi all’inevitabile, i cinque magnati che ne fanno parte, hanno invitato Douglas Rushkoff, per dare loro qualche consiglio, in cambio di un compenso simbolico pari alla metà del suo reddito annuale.

Durante l’incontro, Rushkoff ha subito capito che i super-ricchi avevano una ragione completamente diversa per investire in nuove tecnologie: tutte le nuove tecnologie all’avanguardia, come l’intelligenza artificiale, blockchain, stampa 3D, CRISPR e persino la colonizzazione di Marte, sono viste e sostenute dalle élite del mondo come mezzi per salvarsi da “l’evento”.

Mentre noi andiamo a fare la spesa in supermercati ormai senza più cassieri, guidiamo veicoli automatizzati e rimaniamo senza lavoro perché i robot lo fanno al posto nostro, i super-ricchi pianificano mezzi di protezione contro folle inferocite e guasti sistemici in un futuro non troppo lontano.

In effetti, i pochi super-ricchi e potenti hanno una visione molto più ampia del rischio globale rispetto alla maggior parte della società umana. Eppure, anche tutto quello che possono vedere e prevedere è solo un frammento del quadro generale. La crisi umana, ricca di sfaccettature, nasce da una causa completamente diversa e accade per uno scopo completamente diverso da quello che comprendono, motivo per cui pensano di poterla eludere.

Il vero “evento” è una svolta naturale nell’evoluzione umana, e le sue origini risalgono a non meno di circa 14 miliardi di anni fa con il Big Bang.

Attraverso miliardi di anni, lo sviluppo della materia ha creato gas, polvere, stelle e pianeti, e quindi la vita biologica della flora e della fauna sulla Terra. Ma insieme all’espansione dell’universo, la natura lavora anche per bilanciare tutti i livelli della vita, ovvero, inanimato, vegetale, animale, sino alla vita umana. E il nostro turno è appena arrivato.

Che ce ne rendiamo conto o no, la natura ci sta spingendo ad equilibrarci con lei. E questo significa diventare una parte integrale ed armoniosa del sistema naturale, che richiede l’evoluzione della società umana come specie collettiva in tutto il pianeta. A poco a poco, la natura sta ampliando la nostra sensibilità all’interdipendenza globale, costringendoci a riconoscere la rete umana di cui tutti facciamo parte e trasformando le nostre società di conseguenza.

Nessuna tecnologia può fermare le leggi della natura e nessun bunker può essere talmente sicuro da impedire alla furia della natura di seguire il suo corso. Ma possiamo imparare ad andare avanti seguendo la spinta evolutiva, piuttosto che opponendoci ad essa.

Per evitare di diventare vittime di un brusco crollo della nostra cultura attuale, dobbiamo accettare il nostro futuro e prepararci ad esso, perché ci vedrà inevitabilmente connessi. Le persone devono apprendere le leggi della natura e riconoscere come esse formino un sistema integrale, in cui ogni elemento dipende dalla propria connessione equilibrata con gli altri e da come si integra con loro.

Ma questo è solo l’inizio della trasformazione dell’umanità. Non è un caso che negli ultimi decenni ci sia un crescente numero di ricerche, su più fronti, che confermano che le connessioni umane positive ci rendono più intelligenti e migliori in ogni senso, oltre che più felici e più sani. Gli esseri umani dovranno scoprire e attivare il loro cablaggio intrinseco per la connessione praticandolo consapevolmente.

Più esercitiamo le nostre connessioni positive (personalmente, socialmente e globalmente), più vediamo che stiamo arrivando ad equilibrarci con le leggi della natura, e questa diventerà la nostra nuova fonte di realizzazione.

La trasformazione della società umana richiederà sicuramente una massiccia impresa socio-educativa in tutto il pianeta, e dovremo per forza usare i media e le tecnologie in un modo nuovo e per un nuovo scopo. L’ironia è che proprio le persone come quelle che hanno incontrato Rushkoff hanno tutti i mezzi necessari per far accadere tutto questo. Quello che manca loro è solo la comprensione che l’unico modo che hanno per salvarsi da “l’evento” è quello di salvare anche il resto dell’umanità.

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