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Miliardi di persone apprezzano le nuove tecnologie, mentre pochissimi sono gli inventori che dispongono e sviluppano le invenzioni che hanno cambiato il modo in cui viviamo. Pensate solo per un momento all’impatto che ebbe, nel 1782, la svolta tecnologica operata da Henry Sidgier, con l’invenzione della lavatrice: per quanti secoli le donne hanno faticato come schiave sulle rive dei fiumi, battendo il bucato sulle rocce, per dare alle proprie famiglie degli abiti puliti? Allo stesso modo l’umanità non riesce ancora a riconoscere che si trova sotto una forma di schiavitù tanto dura quanto quella della lavandaia di qualche secolo fa, inconsapevole che esiste già un’invenzione salva-lavoro che potrebbe cambiare completamente lo stile di vita che abbiamo sviluppato nel secolo scorso.

Per avere vestiti più puliti, in poco tempo e praticamente senza alcuno sforzo fisico, oggigiorno è sufficiente mettere dei panni sporchi in una macchina, premere un pulsante e rilassarsi con in mano una tazza di caffè. Che ci crediate o no, non abbiamo bisogno di diventare degli inventori per trasformare per sempre il modo in cui interagiamo tra noi e gestiamo il nostro mondo. Quell’invenzione è già stata progettata e perfezionata. La domanda è: siamo abbastanza esasperati dai nostri sistemi obsoleti per trovare finalmente l’innovazione che può aprire la porta a un nuovo modo di vivere?

Purtroppo l’umanità sta appena iniziando a riconoscere l’infinita corsa al successo che vive ogni giorno. La nostra innata ed egoistica inclinazione a costruire e svilupparsi è fiorita negli ultimi 70 anni e abbiamo creato tutti i tipi di sistemi complessi per inquadrare le nostre vite. Oggi non ci manca nulla materialmente e abbiamo tutto in abbondanza, eppure le nostre vite ci appaiono sempre più insignificanti. L’inasprimento dei tassi di depressione testimonia sempre più l’infelicità delle persone nelle loro vite. Un numero crescente di persone si sente depresso e amareggiato, angosciato per le minacce alla sicurezza, preoccupato per l’educazione e il futuro dei propri figli e per la sensazione che nelle loro vite manchi sempre qualcosa.

La nostra natura egoistica sta crescendo, ma invece di costringerci a connetterci correttamente, con reciproco rispetto e solidarietà per godere dei frutti di relazioni armoniose, ci calpestiamo l’un l’altro, cercando di trarre vantaggio da ogni situazione, a spese degli altri per riempirci con piaceri temporanei. Il buon senso ci dice che un tale comportamento è insostenibile, ma non siamo in grado di fermarci. Inoltre, le nostre relazioni corrotte, abbinate al nostro ritmo di sviluppo esponenzialmente accelerato, aprono la strada a conflitti sempre più intensi di egoismo e guerre di sopravvivenza tra di noi.

Quante persone al mondo conoscono tutti i dettagli della costruzione di una lavatrice? Davvero ben poche. Ma quante ne usano una? Miliardi. Così come nessuno di noi ha dovuto inventare la lavatrice per godere dei suoi benefici, non abbiamo nemmeno bisogno di ideare un intricato sistema di connessioni ideali tra ogni individuo del mondo per godere di una trasformazione nelle nostre relazioni. Dobbiamo solo riconoscere una brillante invenzione, quando ne vediamo una, e imparare quali pulsanti premere per usarla a nostro vantaggio.

Gli ebrei sono tra i più grandi innovatori della storia, con più premi Nobel, onorificenze e distinzioni pro capite di qualsiasi altro popolo, ma senza dubbio la loro più grande invenzione deve ancora essere rivelata alla nostra generazione. È un’innovazione che ha il potenziale per riempire l’umanità di felicità e salvarla da una grande sofferenza: si tratta della saggezza della Kabbalah, che è stata creata appositamente per essere rivelata e utilizzata nella nostra era. Tuttavia, stranamente, anche tra gli ebrei stessi pochi sono consapevoli del potente strumento che hanno a portata di mano.

Di cosa parla la saggezza della Kabbalah? Che cosa è che la rende la più grande invenzione di tutti i tempi? La saggezza della Kabbalah è il metodo che può connettere le persone, anche quelle più ostili fra loro. Può guidare chiunque lo desideri, così da trascendere il proprio egoismo innato e vivere in perfetta beatitudine. Inoltre, per far funzionare l’invenzione a nostro favore, non dobbiamo essere grandi esperti o diventare santi. Proprio come la maggior parte delle persone utilizza la lavatrice senza capire come funziona, lo stesso vale per la saggezza della Kabbalah. In definitiva, questo metodo lavora per avvicinarci di più, e così facendo, attingiamo un potere connettivo intrinseco alla natura, poiché la Kabbalah riempie il nostro mondo di calore, felicità, fiducia, e allevia anche la sofferenza.

Se metteremo in pratica questo metodo potremo finalmente lavare tutti i nostri “panni sporchi”, l’ego che cerca di provare piacere a danno degli altri, plasmando una connessione ben oliata e costruendo un legame forte che purifichi i nostri cuori. La saggezza della Kabbalah nasce dalla struttura elementare della natura stessa. La natura lotta istintivamente per l’equilibrio, l’uguaglianza e la perfezione. Dal momento che siamo parte della natura, cercando di essere come la natura, con l’uguaglianza e la considerazione reciproca, entriamo nel suo flusso e agiamo di conseguenza nelle nostre connessioni. L’unica differenza è che, per creare queste connessioni positive fra noi, dobbiamo fare la scelta consapevole di usare il metodo giusto.

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