Uniting Europe

Considerato una volta tabù e vergognoso, nel mondo di oggi il velo sull’antisemitismo è stato eliminato.

L’odio verso gli ebrei viene ora manifestato apertamente attraverso i media, la politica tradizionale e atti di estrema violenza nelle strade e nei luoghi di culto. Secondo i gruppi di sorveglianza americani, gli attacchi contro gli ebrei negli Stati Uniti sono raddoppiati, mentre quelli europei riportano un aumento di pericolosi incidenti antisemitici del 70% solo in Germania. Queste statistiche sono una forte chiamata per gli ebrei ad agire per evitare una nuova Shoah. Contro la crescente oscurità che si rivela tra la gente nel mondo, dobbiamo prendere in mano il nostro destino unendoci e realizzando il nostro ruolo di “Luce per le nazioni”.

 

Questo, per noi, è un momento cruciale per esaminare e imparare le lezioni del passato. Non dobbiamo ignorare i segnali di una catastrofe prossima in un mondo dove non c’è un posto dove scappare. Conoscete la storia dell’iniziale supporto al Sionismo da parte della Germania nazista? Esistono delle importanti lezioni che possiamo apprendere dal momento storico nel quale era possibile salvare gli ebrei tedeschi dall’annientamento.

 

Nel 1933, quando il Partito nazista salì al potere, circa due mesi dopo la nomina di Hitler come cancelliere del Reich tedesco, Leopold von Mildenstein ne diresse la sezione ebraica del servizio di sicurezza. Era suo compito trovare una soluzione alla questione ebraica e il barone Mildenstein considerò come miglior soluzione l’idea sionista di far tornare gli ebrei alla loro patria storica nella terra di Israele. Investì i suoi sforzi nel cercare di rafforzare i corpi sionisti in Germania e indebolire coloro che invocavano l’assimilazione degli ebrei all’interno della Germania. Guardando indietro, la sua missione era in realtà quella di salvare gli ebrei tedeschi.

Al fine di promuovere l’idea di inviare gli ebrei tedeschi nel mandato britannico in Palestina, così da trasformare la Germania in una Judenrein, ossia un luogo dove gli ebrei erano esclusi, il Dott. Kurt Tuchler, giurista ebreo-tedesco e giudice che ha servito come rappresentante del movimento sionista in Germania, invitò Mildenstein a visitare la Palestina. L’idea era che egli avrebbe scritto le sue impressioni sulla visita all’emergente terra sionista e le avrebbe presentate sulla stampa tedesca come una destinazione attraente per gli ebrei, incoraggiandoli a trasferirsi quindi in Palestina.

Nella primavera del 1933 Mildenstein e Tuchler viaggiarono con le rispettive mogli per un mese nella Palestina britannica. La visita fu un tale successo mediatico che fu estesa a sei mesi durante i quali vennero inviati e pubblicati una serie di articoli lusinghieri, chiamati “Il viaggio nazista in Palestina”, sul giornale nazista Der Angriff, edito da Joseph Goebbels, ministro della propaganda nazista.

 

Mildenstein visitò la patria ebraica, si unì ai pionieri e ai coloni e scrisse in modo simpatico dei loro successi nel creare, secondo lui, un nuovo tipo di ebreo. Descriveva brillantemente gli ebrei che aravano la terra, bonificavano le paludi, realizzavano il sogno sionista, e lodavano caldamente il sionismo come un movimento che giovava molto agli ebrei.

 

Seguendo questa attività tedesca a favore del sionismo e come memoria della cooperazione tra il Partito nazista e l’associazione sionista tedesca, il quotidiano emise una moneta con la stella di David su un lato e la svastica sull’altro, recante la scritta “Il viaggio nazista in Palestina”. Queste monete in edizione limitata vennero date in regalo agli abbonati del giornale nazista.

 

Difficile da comprendere oggi, ma all’inizio del periodo nazista in Germania, molto prima che qualcuno avesse potuto immaginare gli orrori del Terzo Reich, in realtà i tedeschi cercarono di aiutare a portare gli ebrei in Israele, offrendo anche sostegno economico. Costituirono un’organizzazione economica speciale destinata ad aiutare gli ebrei tedeschi ad immigrare senza perdere un centesimo, in modo da avere tutti i loro patrimoni finanziari in Israele, così come li avevano in Germania.

Una volta tornato in Germania, Mildenstein continuò le sue attività in supporto del movimento sionista e partecipò anche al XIX Congresso Sionista come rappresentante ufficiale del Reich. Arruolò Adolf Eichmann nello sforzo e nel 1937 lo inviò in Palestina per stabilire se fosse pronta ad accogliere gli ebrei. Ma nonostante tutti gli sforzi nazisti di supporto, gli ebrei tedeschi che arrivarono in Israele furono molto pochi. La maggior parte non volle andare e Mildenstein fallì la sua missione.

Come risultato del fallimento del progetto, Mildenstein fu trasferito. Due anni dopo fu arruolato come delegato sotto Adolf Eichmann il quale stabilì una politica completamente opposta che portò alla realizzazione della Soluzione Finale di sterminare tutti gli ebrei durante il periodo dell’Olocausto e della Seconda Guerra Mondiale.

Conosciamo tutti la tragica fine degli ebrei sotto il Nazismo, ma possiamo ancora usare le sue amare lezioni per evitare che la nube grigia di antisemitismo che minaccia gli ebrei si avvicini di nuovo a noi. La situazione degli ebrei nel mondo è oggi un po’ diversa da quella degli ebrei del tempo in cui il Reich tentò di supportare la costruzione di Israele. Da una parte Trump e gli Stati Uniti supportano apparentemente gli interessi ebreo-israeliani e dall’altra l’antisemitismo dilaga in quasi ogni paese del mondo.

Due i possibili scenari: o Trump, il “Mildenstein” odierno, perde il suo lavoro e inizia un serio deterioramento che potrebbe portare a qualcosa di simile o anche peggiore di quello che accadde negli anni quaranta in Europa, oppure la gente di Israele recupera i sensi e approfitta del periodo di grazia che gli è stato dato al fine di realizzare il loro storico compito verso il mondo, ovvero costituire una società esemplare che agisce in unione e in responsabilità reciproca come faro per il mondo.

I saggi di Israele, e tra loro kabbalisti e molti intellettuali, hanno scritto ampiamente sulla forza della connessione degli ebrei come soluzione ai problemi che il mondo affronta. Rav Kook, ad esempio, scrisse: “La costruzione del mondo, che sta ora collassando ai piedi delle atroci tempeste di una spada piena di sangue, pretende la costruzione della nazione di Israele”. (Orot)

L’antisemitismo cesserà soltanto quando gli ebrei adempiranno la loro missione, e verrà data loro e allo stato di Israele la legittimità di esistere in sicurezza al fine di portare il mondo alla felicità e alla pace.

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