Uniting Europe

Il caos politico nel quale si è trovato Israele dopo le elezioni non è una sorpresa. Il gelo tra i due principali partiti israeliani e la difficoltà nel creare una coalizione in grado di governare il paese rivela la grande divisione all’ interno della società israeliana.

Perché un ebreo a Manhattan, Parigi o Buenos Aires dovrebbe essere interessato a ciò? Perché questa situazione dovrebbe essere motivo di preoccupazione per il capodanno ebraico?

Dato che celebriamo Rosh Hashanah, l’inizio o il “capo” dell’anno, è tempo di riflettere, come ebrei, sulla nostra connessione come popolo, indipendentemente dal luogo dove stiamo festeggiando intorno ad una tavola. Ci troviamo nel bel mezzo di un’ondata di odio contro gli ebrei e contro Israele che stravolgerà tutto e non ci lascerà una seconda possibilità.

Ora più che mai la leadership d’Israele deve anche guidare tutti gli ebrei promuovendo l’unione sia nella terra d’Israele che nella Diaspora, al fine di affrontare la grande divisione tra le due comunità.

Recentemente i giovani ebrei americani hanno sperimentato una crescente perdita d’identità ebraica nonché l’aumento dell’ indifferenza verso Israele come patria ancestrale del popolo ebraico.

La pressione interna ed esterna che stiamo quotidianamente affrontando come ebrei in ogni parte del mondo, intensifica il senso di urgenza nel bisogno di trovare un compromesso nelle nostre divisioni. Quello che accade in Israele deve essere importante per ogni ebreo perché, anche se non è così evidente a noi, condividiamo comunque un destino comune, un legame invisibile ma indivisibile.

Comprendere questa indivisibilità e lavorare verso l’unione dovrebbe essere la priorità principale del popolo ebraico, in modo da avere la forza per affrontare le minacce esistenziali di oggi. I nostri nemici non fanno distinzioni tra te e me, tra destra e sinistra, tra religiosi e laici, tra ebrei israeliani e ebrei americani.
Di conseguenza dobbiamo stare fianco a fianco come uno.

5880 anni per fermare l’assedio
Quest’anno gli ebrei di tutto il mondo si sentono meno sicuri. Le sparatorie mortali alla sinagoga di Pittsburg e Poway sono state la più forte chiamata al terrorismo antisemita che può rivelarsi in ogni momento nel cuore della società americana.

Molte città degli Stati Uniti hanno registrato un alto picco di attacchi violenti contro gli ebrei. Dalla fine di giugno il Dipartimento di Polizia di New York ha registrato 184 crimini di cui 110 contro cittadini ebrei. Il numero degli incidenti è quasi raddoppiato rispetto al 2018. Per contro, i crimini nelle città sono in generale scesi ai minimi storici.

In Europa, l’89% degli ebrei sente che negli ultimi dieci anni l’antisemitismo è cresciuto e una percentuale altrettanto alta crede che questo sia un problema serio. Nel frattempo il boicottaggio economico, accademico e culturale contro Israele, conosciuto come BDS, si sta espandendo in tutto il globo.

Quindi chiunque sia al governo del paese deve capire che un Israele più debole e un divario più ampio tra Israele e la Diaspora potrà solo aumentare l’antisemitismo e le minacce verso di noi.

Come la realtà ci ha dimostrato più volte nel tempo e la storia lo racconta, quando siamo divisi i nostri nemici insorgono contro di noi. Mentre ci dirigiamo verso il nuovo anno dobbiamo finalmente essere pronti ad invertire questo destino.

Un cambiamento per il meglio
Il nome Rosh Hashanah proviene dalle parole ebraiche “Rosh Hashinui”, che significano “l’inizio del cambiamento”, rappresenta la nostra ambizione ad acquisire valori più elevati, benevolenza, condivisione e preoccupazione reciproca. Tutte le nostre festività ebraiche rappresentano le tappe lungo il cammino della nostra trasformazione dell’inclinazione al male, chiamata egoismo, in altruismo, verso “Ama il tuo prossimo come te stesso”.

La tradizione di Rosh Hashanah di mangiare la testa del pesce rappresenta la nostra scelta di essere l’avanguardia, non la coda, nel guidare noi stessi e gli altri verso l’unione.

Il melograno che serviamo in questo periodo dell’anno con i suoi numerosi semi succosi ci ricorda che anche noi siamo semi pronti a maturare spiritualmente attraverso l’unione. I semi rappresentano anche i desideri egoistici che vogliamo imparare ad usare in modo più equilibrato per il bene degli altri e non più egoisticamente, comprendendo le nostre aspirazioni attraverso il contributo della società.

Il significato della mela che mangiamo a Rosh Hashanah è la “trasgressione” primordiale dell’egocentrismo. La immergiamo nel miele per raffigurare il suo addolcimento (la correzione) attraverso la ritrovata cura per il prossimo. Per raggiungere questo stato e riaccendere il nostro amore fraterno, dobbiamo innalzarci al di sopra del nostro egoismo, equilibrandolo con la forza altruistica opposta, attraverso connessioni positive tra noi.

Il capo non la coda

Consideriamo ulteriormente il simbolismo della tradizione della testa del pesce nel Capodanno ebraico. Israele e la Diaspora hanno bisogno di una leadership che si prenda cura anche delle giovani generazioni che stanno perdendo il contatto con le proprie tradizioni.

Che tipo di azioni dovrebbero essere intraprese verso questo scopo? Prima di tutto, e soprattutto, è necessario creare una struttura educativa che spieghi i seguenti punti fondamentali:

  • Cosa significa essere ebrei? Significa essere coloro che lavorano per unire tutte le parti separate dell’umanità in un insieme.
  • Cos’è Israele? Sono coloro che incarnano il significato della parola Yashar-El, cioè coloro che vanno “dritti al Creatore” come forza unificante della realtà.
  • Cos’è la terra d’Israele? È il cammino dello scopo comune tra noi.
  • Qual è il ruolo del popolo ebraico? Essere una “luce per le nazioni”, cioè dare l’esempio di unione al mondo.

Dobbiamo lavorare in stretta collaborazione con i rappresentanti del popolo ebraico nel mondo e prendere in considerazione le loro prospettive nel processo decisionale in Israele, anche se i loro punti di vista appaiono diametralmente opposti. Per noi è importante trovare un linguaggio comune e lavorare in mutua garanzia (Arvut) gli uni con gli altri.

La leadership che Israele richiede è quella che mostra quanto sia cruciale per tutti noi, senza eccezioni, connetterci ed essere “Come un solo uomo con un solo cuore” e dare al mondo la chiave per raggiungere quest’unione. Il popolo d’Israele ha la necessità di una leadership che permetta ad ogni ebreo di vivere al sicuro nel suo paese di nascita e di aprire le porte ad ogni ebreo in tempi difficili.

Questa richiesta di cambiamento deve partire da noi. Si tratta della scelta di ognuno di noi di trasformare il nostro stato di separazione in uno di coesione, perché da questo cambiamento dipende la trasformazione del pericolo in sicurezza. Non esiste momento migliore di questo per cominciare a realizzare la forza della nostra unione intorno alla tavola festosa di Rosh Hashanah.

Abbiamo età diverse, diversi gusti, vissuti, idee e opinioni, ma non dobbiamo provare a cambiare o a cancellare nessuna di esse. Al contrario la nostra unicità è il tesoro che ognuno porta al mondo. Dobbiamo mantenere le nostre differenze, innalzarci al di sopra di esse e coprirle con amore e rispetto reciproci, come una tovaglia bianca che copre la tavola della festa. Questa è la nostra speciale ricetta di famiglia per una vita piacevole e completa e per un futuro promettente come nazione.

Alziamo i nostri calici di vino e facciamo un brindisi alla nostra unione.

Felice Rosh Hashanah!

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