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A livello mondiale, quasi 4 femminicidi su 10 sono commessi dal partner maschile e Israele non fa eccezione. Negli ultimi giorni, i crimini contro le donne per mano dei mariti hanno scosso la società israeliana, che si domanda come può essere che le donne siano più sicure nelle strade che nelle loro case. Senza un esame approfondito delle cause di tale fenomeno, possiamo solo aspettare fino a quando un’altra donna non verrà aggiunta all’elenco delle vittime di violenza domestica.
Di recente, Esti, 70 anni, è stata uccisa in casa sua a Talmei Eliahu, nel sud di Israele. Il presunto assassino, il marito, è un medico israeliano che ha lavorato negli ospedali John Hopkins e Sinai Baltimore negli Stati Uniti e ha fatto volontariato in diverse organizzazioni benefiche internazionali. Anche Maria, 29 anni, è stata trovata senza vita nella sua casa a Kiryat Bialik, nella parte settentrionale del paese. Michal, 32 anni, madre di una bambina di otto mesi, è stata trovata accoltellata nella sua casa a Moshav Beit Zayit a Gerusalemme.

Cosa hanno in comune tutti questi casi? Secondo quanto riportato, queste donne sarebbero state uccise dai mariti. L’elenco delle donne assassinate questa settimana si allunga con i nomi di Dianna, Susan, Lily, Zinav, Vivian e altre nove donne, assassinate dall’inizio dell’anno. Inoltre, 21 donne sono state uccise nel 2018 e 14 nel 2017. L’elenco delle vittime si allunga ogni anno. Le motivazioni degli omicidi possono variare, ma alla radice di ognuno di essi c’è una ragione essenziale: l’egoismo, il desiderio umano di godere nel danneggiare e umiliare gli altri per sentirsi superiori. Più l’ego cresce, maggiore è la soddisfazione di sfruttare e trarre vantaggio dagli altri per tornaconto personale.
La nostra natura egoistica è cresciuta in maniera esponenziale nel corso delle generazioni e continua a crescere in ogni momento. L’ego non ci permette di prendere in considerazione le altre persone. Crea una barriera tra il nostro mondo interiore e la società, paralizzando gradualmente il nostro sano senso comune e le nostre emozioni. Quando l’ego malvagio ribolle all’interno di un’intera società, disconnettendoci l’uno dall’altro per far fronte alle nostre preoccupazioni e portandoci a rinchiuderci in noi stessi, è solo questione di tempo prima che esploda.

Le persone con labile stabilità mentale o quelle influenzate dai contenuti violenti nei media o dalla violenza domestica subita durante l’infanzia e l’adolescenza, saranno le prime a demolire il sottile velo che avvolge la “società sana”. Quando la tensione dilagante aumenta, quando lo spirito proietta estremismo nella società e promuove la polarizzazione, quando il discorso diventa aggressivo e rabbioso, la frustrazione sentita da una persona rompe un equilibrio interiore, esplode in un istante e coloro che le sono più vicini subiscono l’impatto più forte del colpo. Pertanto, dobbiamo capire che gli assassini non sono i soli responsabili dei loro crimini. Essi sono in gran parte il risultato dell’atmosfera violenta che permea l’ambiente.
Il mondo là fuori, per strada, in televisione e nei social media, modella la nostra coscienza più delle persone con le quali condividiamo lo stesso tetto. Gli esempi artificiali e falsi di relazioni fornite dai media, alimentati da dirigenti avidi che privilegiano i propri margini di profitto rispetto ai benefici della società, sono opposti alle relazioni naturali e alla realtà quotidiana.

L’argomento fallace che mira a scioccare e ottenere voti mina le nostre opinioni e, indipendentemente dal fatto che vi prestiamo attenzione o meno, ci comportiamo nelle nostre relazioni come se stessimo recitando una parte. Quando ci troviamo in situazioni burrascose con persone che vivono nella nostra stessa casa, sebbene siamo in grado di esprimere onestamente e direttamente la nostra verità interiore, le influenze della società sono più forti e ci portano a modificare il nostro comportamento naturale. Senza possibilità di scelta, adottiamo e imitiamo i comportamenti dei personaggi che abbiamo visto su internet, in TV o al cinema. Questo è il segno più evidente che abbiamo perso il senso dell’orientamento.
Non possiamo censurare i contenuti nei media o chiudere questi mezzi di comunicazione e risolvere così il problema. Silenziare le nostre voci porterà solo nuove distorsioni nel peggiore dei casi, o rimanderà lo scoppio della malattia per un decennio nel migliore. Finché non riusciremo a far fronte al fenomeno dell’egoismo malvagio e non porteremo avanti un cambiamento fondamentale, degenereremo in una situazione in cui ogni persona farà come vuole e la società subirà un crollo irreparabile.
La nostra educazione, che ci insegna a essere rispettosi degli altri, a stabilire chiari limiti morali e a superare la nostra natura egoistica, dovrebbe essere inculcata nei bimbi sin dalla più tenera età. Il nostro dovere dovrebbe essere quello di trasmettere alla gente, in tutti i modi possibili, esempi pratici di come connettersi in modo sano e reciproco alla società circostante: tra la famiglia, gli amici e l’intera società. Dobbiamo insegnare a noi stessi e alle generazioni future come cambiare il nostro atteggiamento nei confronti della realtà e dimostrare come la reciproca considerazione sia il fondamento di ogni sano sistema di relazioni.

L’educazione a relazioni equilibrate, che significa relazioni costruite al di sopra del nostro interesse personale con l’intenzione di beneficiare gli altri, è la mossa che calmerà gli impulsi umani negativi e bilancerà il nostro ego in espansione con la sua forza positiva opposta.

L’educazione, tuttavia, non ha lo scopo di sollevare le persone dalle dovute punizioni per gli errori commessi. Piuttosto, è un passo significativo verso una società sana.

Dobbiamo cominciare a prepararci a una vita in cui prenderemo in considerazione le altre persone. In questo i media possono essere proprio lo strumento che ci aiuta a stabilire valori che richiedono di prendere in considerazione gli altri. Influencer e opinionisti dovrebbero essere chiamati a costituire esempi positivi per la società e quindi, invece di sperimentare un aumento drammatico del numero di donne assassinate, ambiremo a vedere titoli di sensazionali storie eroiche che glorificano esempi benefici di contributo sociale, che ci porteranno a una convivenza armoniosa.

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