Uniting Europe

Novembre riporta alla memoria il ricordo di due grandi eventi della storia europea che risuonano ancora oggi nel continente: la Kristallnacht, l’inizio della persecuzione sistematica degli ebrei che culminò con l’Olocausto e la caduta del muro di Berlino, l’inizio del processo di riunificazione dell’Europa. Ma quanto è progredito il continente verso l’unione negli ultimi decenni? Sta regredendo? Gli Ebrei si sentono più sicuri? Tra l’aumento dell’antisemitismo e le sfide socio-politiche in Europa, è evidente che i muri di vetro della sicurezza e della stabilità del continente possono essere abbattuti in qualsiasi momento.

La ricomparsa dell’odio che non è mai svanito
Se dimentichiamo le atrocità del passato, riceviamo costantemente dei promemoria. Gli Ebrei furono assassinati, le sinagoghe vennero bruciate, migliaia di imprese, case e scuole di proprietà ebraica furono saccheggiate dai nazisti durante la Kristallnacht (La notte dei cristalli) 81 anni fa. Questo mese, proprio nel 2019, la commemorazione dei pogrom è stata contrassegnata da un’ondata di attacchi antisemiti, attribuiti ai neonazisti, in tutta la Scandinavia. Più di 80 tombe sono state profanate in un cimitero ebraico della Danimarca e adesivi che assomigliano alle stelle gialle, quelle che gli ebrei sono stati costretti a indossare durante l’Olocausto, sono stati collocati su diversi siti ebraici in Danimarca e Svezia, tra cui la Grande Sinagoga di Stoccolma.
In Germania, centinaia di neonazisti hanno marciato in occasione dell’anniversario delle rivolte anti-ebraiche, mentre una moltitudine di dimostranti contro la manifestazione si è chiesta il motivo per cui i funzionari tedeschi chiudono un occhio su tali eventi promossi dagli estremisti.
L’immigrazione massiccia, le sfide economiche e le crescenti divisioni politiche e sociali in Europa stanno alimentando movimenti radicali di destra e di sinistra. E come abbiamo imparato dalla storia, questa è terra fertile per l’odio contro gli Ebrei. È precisamente questo il motivo per cui l’attuale situazione dovrebbe interessarci.

Il muro di Berlino è crollato ma la torre di Babele resiste

L’appello all’unione europea è stato il messaggio chiave di un articolo recentemente pubblicato in 26 paesi dell’UE dal ministro degli esteri tedesco Heiko Maas, che commemora la caduta del muro di Berlino avvenuta 30 anni fa. Al contrario, l’odierno scenario europeo ricorda molto il periodo di sconvolgimento dell’antica Babilonia, quando prevaleva la divisione sociale.
Secondo quanto riportato da un sondaggio condotto dal Consiglio Europeo per le relazioni con l’estero all’inizio di quest’anno, in effetti, la caduta dell’UE entro i prossimi uno o due decenni viene percepita come una possibile realtà da oltre il 50% degli Europei.

In che modo gli Ebrei possono contribuire al futuro dell’Europa

Conoscere il nostro background è fondamentale per comprendere come il popolo ebraico può contribuire a un futuro prospero non solo per se stesso ma per l’Europa e il mondo intero. Il popolo di Israele non è nato come una nazione nel senso comune della parola, ma come un gruppo di persone che hanno abbracciato un’idea, l’idea dell’unione. Questo gruppo fu costituito da Abrahamo il Patriarca e dai rappresentanti di diverse tribù e culture, proprio come l’Europa di oggi.
Si trattava di una fusione eclettica di persone unite solo dall’idea che esiste una forza che governa l’universo. Esse capirono anche che questa è una forza di misericordia, amore e unione, e che solo questa forza può connetterci al di sopra delle nostre differenze e darci il potere di aderire all’unione “Come un solo uomo con un solo cuore”.
L’umanità sta ora scoprendo che la separazione sta portando a un vicolo cieco, quindi è più consapevole della necessità di raggiungere lo stato opposto, lo stato di unione. Le nazioni del mondo sentono istintivamente che gli Ebrei, che una volta raggiunsero la connessione al di sopra delle fratture interne, hanno la soluzione per raggiungere un’esistenza armoniosa.

Ma dal momento che gli Ebrei attualmente non stanno fornendo questo esempio di connessione positiva attraverso il metodo di Abrahamo, le nazioni del mondo manifestano il loro dolore e disagio con un crescente antisemitismo.
Il nostro più importante ruolo e contributo al mondo, secondo Yehuda Ashlag (Baal HaSulam), il kabbalista più famoso del XX secolo, è quello di essere il canale per trasferire la bontà dell’unione all’umanità. Tuttavia, affinché ciò accada, dobbiamo prima mettere in pratica questa unione fra di noi.
Quando torneremo ad uno stato unificato, saremo in grado di proporre all’umanità nel suo insieme il metodo dell’unione e dell’amore tra gli esseri umani. “E quando lo faranno, sarà chiaro che con la Sua opera, tutta l’invidia e l’odio saranno aboliti dall’umanità” (Baal HaSulam, La Pace).

Il ruolo fondamentale degli Ebrei per un futuro promettente per tutti è stato anche sottolineato da Rav Kook, come è scritto: “In Israele risiede il segreto dell’unione del mondo” (Orot HaKodesh).

Author :
Print

Leave a Reply