Uniting Europe

I mattoni sono caduti, ma nel cuore delle persone è rimasto un macigno. Trent’anni dopo la caduta del muro di Berlino, quasi nulla è cambiato. Ricordo bene, di quel 9 novembre, il momento in cui vidi in TV come le folle presero d’assalto i valichi di frontiera che separavano la Germania Est dalla Germania Ovest e la gioia che travolse le persone in tutto il mondo. Per un momento, pensammo che l’unificazione si sarebbe estesa anche a Russia, Cina, Estremo Oriente e che potesse persino raggiungere il mondo intero.

L’illusione dell’unificazione, tuttavia, ci esplose in faccia.

I confini tra Oriente e Occidente sono stati rimossi, ma i divari non sono svaniti. Quando il muro di Berlino fu abbattuto, nel mondo c’erano ancora altri 15 muri. Oggi ce ne sono 77: al confine tra Stati Uniti e Messico, tra India e Pakistan, Slovenia e Croazia, Corea del Nord e del Sud, Austria e Slovenia, Grecia e Macedonia del Nord, e l’elenco potrebbe continuare ancora.

I muri creano divisioni tra le persone, i confini separano i paesi e le barriere demoliscono le nazioni, tutti fenomeni, questi, tipici del XXI secolo. Anche se abbiamo abbattuto un muro o rimosso un confine, tutto è tornato com’era nel passato e altri muri sono stati innalzati.

Perché la vera unificazione non ha avuto successo?

Abbattere un muro o costruirlo di nuovo non risolve nulla, perché i veri muri sono nei nostri cuori.

È vero che c’era un reale desiderio di abbattere il muro di Berlino. C’era il desiderio di libertà e molti hanno lavorato per promuoverla. La Germania dell’Est voleva unirsi con la Germania dell’Ovest, ma nonostante il forte desiderio, i cittadini erano impreparati alla fusione, le cui lacune sono visibili tutt’oggi.

L’unificazione dovrebbe iniziare nel cuore e nella mente, a livello di coscienza, in preparazione di un avvicinamento tra nazioni. Un linguaggio comune è insufficiente. Ad esempio, ad oggi, ci sono differenze tra nativi tedeschi ed etnie tedesche vissute sul Volga in Russia o in Kazakistan e in seguito tornate in Germania.

Nonostante la lingua comune e il fatto che i tedeschi russi provenissero da un preciso contesto culturale, trovarono comunque difficile un’adeguata integrazione. La loro Weltanschauung (visione del mondo) è diversa e queste differenze sono molto evidenti.

Il punto è che non è sufficiente abbattere i muri di pietra e cemento per riunire le persone. È necessario abbattere i blocchi dei muri nei nostri cuori, aumentare la consapevolezza di relazioni umane opportune, unificare obiettivi e scopi, unire culture e sistemi educativi in uno solo, sviluppare uno stile di vita basato sulla considerazione e concordare valori e principi.

Non ci si può aspettare che la caduta di un muro di pietra generi un cambiamento essenziale, non dopo 30 anni e nemmeno dopo 50 anni. Dopotutto, la mentalità passa da una generazione all’altra.

Anche uno sguardo superficiale all’Europa rivelerà che è immersa in una profonda crisi. Non è il continente unificato che bramava la caduta del muro di Berlino. L’Europa di oggi è devastata, distrutta e protetta dalla democrazia liberale in un’occidentalizzazione degradata.

Il progetto dell’Unione Europea, che mira a progredire verso l’integrazione di frontiere aperte e una moneta comune, si è rivelato un fallimento. Un gruppo di nazioni è racchiuso in un continente in via di disgregazione, esposto a sciami di immigrati che gradualmente mutano il suo carattere unico europeo.

Costruire una durevole connessione fra le persone

Per unirsi, gli Europei, prima di tutto, devono preparare i loro cuori e le loro menti in modo tale che ciascuno di loro interiorizzi quella che è una forma corretta di unione, tra cui:

• Come possono le persone avvicinarsi secondo la legge di connessione in natura?
• Cosa dovrebbe e non dovrebbe essere compromesso?
• Cosa si può ottenere da connessioni positive e sane?

Senza affrontare tali domande, non ci sarà successo o rimedio per il continente.

La tendenza europea verso l’altruismo è la madre di tutte le menzogne. Il passo significativo ora è riconoscere il male, cioè accettare che la natura umana egoistica gioca con noi, per mostrare gli interessi rancorosi e limitati delle persone ed accettare che nessuno, chiunque esso sia, ha purtroppo il potere di abbattere i muri tra le persone. Per questo motivo, abbiamo bisogno di un potere che non possediamo, un cosiddetto “potere superiore”.

Al di sopra della natura umana, al di sopra dell’ego che desidera costantemente trarre beneficio a spese degli altri, al di sopra di tutto ciò che attualmente percepiamo e sentiamo, c’è un potere unificante altruistico. È il potere della natura. Possiamo risvegliare questo potere facendo sforzi per unirci. Il metodo per imparare ad unirci al di sopra dell’ego è ciò che insegna l’antica saggezza della Kabbalah.

È anche il motivo della diffusione della rivelazione della Kabbalah nella nostra era. Ovvero, l’unione nella società umana è diventata un’esigenza urgente nei tempi in cui la divisione sociale, la xenofobia ed il timore per le guerre e i conflitti sono aumentati immensamente.

Gli sforzi per unirci tra noi ci daranno forze rinnovate: comprensione, sentimento, buon senso e logica salutare che ci guiderà all’unione. Quindi saremo in grado di superare qualsiasi muro e tutti i confini saranno eliminati.

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