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Se Hitler avesse avuto accesso ai social network come accade al giorno d’oggi, “gli sarebbe stato permesso di farsi pubblicità”, è la riflessione dell’attore britannico Sacha Baron Cohen in una recente dichiarazione provocatoria, nella quale ha definito le piattaforme Internet “la più grande macchina di propaganda della storia”, controllata dal denaro.
Sono d’accordo con lui, ma al di là dei discorsi, i cambiamenti reali richiederanno misure senza precedenti in tempi di sfide straordinarie per affrontare il bigottismo, la discriminazione e la forma di odio più radicata: l’antisemitismo.
I social network sono stati deliberatamente creati per influenzare le nostre emozioni, preferenze, decisioni, impulsi, energie, capacità di attenzione e interazione. Esiste un processo consolidato per influenzare le nostre menti e le nostre tasche. Tim Berners-Lee, inventore di Internet, afferma che sia stato creato allo scopo di servire l’umanità, 30 anni dopo lamenta il fatto che sia stato invece raggiunto il risultato opposto e che “le comunità vengono fatte a pezzi mentre pregiudizio, odio e disinformazione vengono diffusi online”, suggerendo che il web ha bisogno di “un intervento radicale da parte di tutti coloro che hanno potere sul suo futuro”.

Il futuro dell’umanità è in vendita?
I social media e i media in generale sono diventati il potere dominante, dove tutto è lecito indipendentemente dalla veridicità o dal beneficio positivo per la società. Gli attuali sistemi di comunicazione sono gestiti in base agli interessi monetari, un riflesso della natura umana che è egoista per natura perché mira a creare relazioni atte solo al proprio tornaconto e allo sfruttamento degli altri. Alla fine dovremo renderci conto che qualsiasi mezzo o innovazione tecnologica, non riuscendo a far avanzare l’umanità verso una maggiore connessione positiva, la danneggerà. Ma come possiamo raggiungere un obiettivo così elevato considerando che è contrario al modo in cui siamo stati creati, ossia alla nostra natura egoistica?

Tutto avverrà quando ad un certo punto comprenderemo che non c’è altra alternativa per arrivare a prosperare se non quella di cambiare direzione.
Il mondo si sta rapidamente infilando in vicolo cieco, siamo ad un punto di svolta nell’evoluzione sociale: le strutture di potere stanno vacillando in più paesi del pianeta, come abbiamo visto nelle ultime settimane. La debacle economica globale è stata preannunciata dagli analisti internazionali. Un tale scenario ci sta mostrando che percezioni e azioni egocentriche stanno raggiungendo la massima potenza. Se il denaro ora può comprare qualsiasi cosa, in futuro perderà gradualmente il suo valore e i social network così come coloro che muovono i fili di politica, economia e società, dovranno trovare un modo per rimanere a galla.
È esattamente in questo che il popolo ebraico può contribuire al miglioramento della società. Non è un caso che le principali piattaforme social come Facebook, Google e altre siano state create da ebrei. Questo ci dà un indizio della nostra vera identità, del nostro scopo e del nostro ruolo nel mondo: unire l’umanità nel suo insieme. Oggi disponiamo degli strumenti per farlo ed ora è il momento di imparare come usarli per uno scopo più elevato.

Nuovi principi per una nuova società, il ruolo della nazione ebraica
Circa un secolo fa, il kabbalista Yehuda Ashlag scrisse: “Non stupitevi se mescolo il benessere di uno specifico gruppo con il benessere di tutto il mondo, perché in effetti siamo già arrivati ad un punto tale che il mondo intero è considerato un’unica collettività ed un’unica società”.

La nazione ebraica può essere pioniera della correzione di ciò che deve essere aggiustato nel mondo, ossia le relazioni umane, il modo in cui ci relazioniamo gli uni con gli altri e lo scopo di ciò che abbiamo creato per sminuirci o sostenerci a vicenda. L’uso dei social network per aumentare l’interesse reciproco e una percezione più olistica modelleranno positivamente il mondo di oggi e di domani.
Per fare questo, ogni società potrebbe seguire il modello stabilito dal popolo ebraico secoli fa, simile a quello che era chiamato nell’antico Israele, un sinedrio, un corpo ideologico responsabile della giusta direzione della nazione, affinché raggiunga l’equilibrio e l’armonia. Allo stesso modo, nel mondo di oggi, il modello di tale corpo ideologico, in cui tutte le idee sono rappresentate e discusse fino a quando non viene raggiunto un accordo comune e solo successivamente diffuso, potrebbe aiutare a monitorare l’uso corretto dei social network.

Tale organo dovrebbe essere composto da rappresentanti di tutto lo spettro politico, come un Congresso, incaricato di valutare i media e se questi divulgano al pubblico, anziché solo i fatti, anche informazioni nocive o dannose.

Man mano che il mondo diventa sempre più interdipendente, le persone dovranno espandere la propria cerchia di preoccupazione. Dovremo tutti migliorare la nostra sensibilità sociale, ampliare la nostra visione del mondo, comprendere meglio la nostra natura di esseri umani, i nostri limiti e le nostre responsabilità e, soprattutto, imparare ad attingere al nostro intrinseco collegamento per la connessione umana.
Se attraverso questo nuovo modello il mondo iniziasse a sentire un miglioramento della propria coscienza, un positivo cambiamento nella vita grazie a comunicazioni equilibrate e interazione umana, la tendenza verso l’antisemitismo si invertirebbe: la nazione ebraica verrebbe percepita come il condotto che porta al bene e che riempie la vita delle persone.

Questo senso di realizzazione può essere raggiunto se iniziamo a usare il web come un ombrello, un riparo comune fatto di comprensione e supporto reciproci che ci aiuterebbe ad unirci al di sopra delle nostre differenze, divisioni e conflitti.

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