Uniting Europe

La commemorazione del miracolo di Hanukkah, la Festa delle Luci, arriva quest’anno in un momento difficile, quando l’oscurità dell’antisemitismo sta colpendo nuovamente gli ebrei di tutto il mondo. La nostra esistenza stessa è un miracolo, dopo che siamo stati perseguitati numerose volte nel corso della storia e che siamo sopravvissuti; ora non dovrebbe essere diverso. Saremo di nuovo in grado di superare tutte le difficoltà nel momento in cui ci uniremo. Tuttavia, questa unione non verrà raggiunta attraverso i decreti presidenziali o la simpatia dei leader politici. Tali misure ci danno solo il tempo di realizzare ciò che dobbiamo veramente fare per prosperare e vivere in sicurezza.
“Sono orgoglioso del fatto che gli ebrei facciano parte della mia famiglia”, ha dichiarato qualche giorno fa il presidente Trump durante la cerimonia di Hanukkah alla Casa Bianca. In quell’occasione, ha firmato un ordine esecutivo per combattere l’antisemitismo, riconoscendo l’ebraismo come identità nazionale e non solo come religione, e rendendo così possibile il blocco dei finanziamenti federali alle istituzioni che non forniscono agli ebrei protezione contro la discriminazione e il razzismo.

La misura porterà un po’ di sollievo a gran parte della comunità ebraica in America, dove il mondo accademico è diventato un bastione di odio verso gli ebrei e Israele. Un senso di rilassamento fu provato anche dagli ebrei britannici dopo la vittoria di Brian Johnson sull’antisemita Jeremy Corbyn. Ma quella calma fu solo apparente.

Nonostante le pacche sulle spalle e lo scambio di doni natalizi, l’antisemitismo in ebollizione non cesserà. Il fenomeno aumenterà e l’odio per gli ebrei diverrà più forte e più rilevante fino a quando non arriveremo a fare i conti con la causa principale del problema: la mancanza di consapevolezza di ciò che ci rende ebrei. La nostra essenza fondamentale come nazione è raggiungere l’unione al di sopra delle divisioni ed essere “Una luce per le nazioni”, la vittoria della luce sull’oscurità e dell’unione sulle divisioni. Questo è esattamente ciò che rappresenta la festa di Hanukkah, la vittoria dei Maccabei (le forze dell’unione) sui Greci (le forze della divisione).

Il ruolo del popolo ebraico

Portare una luce positiva al mondo è ciò che l’umanità identifica come ruolo di noi ebrei. Pertanto, fino a quando non ci uniremo e guideremo l’umanità verso una connessione positiva, le nazioni del mondo continueranno a farci pressione e a rivolgerci minacce, condanne ed odio.
Come possiamo fermare l’animosità contro gli ebrei? Possiamo farlo utilizzando l’attuale periodo di grazia politica per diventare un canale positivo di unione verso il mondo. Dobbiamo iniziare a muoverci in quella direzione. Trump e Johnson non saranno eternamente al potere, e quando nuovi leader li sostituiranno, l’aiuto che abbiamo ora svanirà.
È nostra responsabilità cambiare ed essere cambiati. Semplicemente spostando la nostra consapevolezza, possiamo correggere il mondo e realizzare l’unione delle nazioni, per essere “Come un solo uomo con un solo cuore”. Questo, come scrive il kabbalista Rav Yehuda Ashlag, viene richiesto ad ognuno di noi, senza eccezione: “È certo e inequivocabile, che lo scopo della creazione si trova sulle spalle di tutta la razza umana, nera, bianca o gialla, senza alcuna differenza essenziale” (L’Arvut).
Il nostro periodo di grazia ha una data di scadenza; dobbiamo sbrigarci e organizzarci per creare unione tra di noi. È nostro compito consegnare e rendere disponibile il metodo per la connessione: la saggezza della Kabbalah al popolo di Israele, e attraverso loro a tutte le nazioni del mondo. Il metodo per la connessione porterà il giusto equilibrio nel mondo, la guarigione che migliorerà le cose.
Se evitiamo di assolvere al nostro dovere, c’è il pericolo che l’attuale sostegno di alcuni leader mondiali possa darci un senso esagerato di fiducia, e la storia potrebbe ripetersi e darci un altro colpo. Non dobbiamo dimenticare che in passato il regime nazista inizialmente aveva vicino consulenti pro-sionisti, che in seguito si trasformarono e divennero feroci antisemiti che portarono alla soluzione finale, come documentato in questo articolo.

Il processo di guarigione

L’illusione di avere sostenitori incrollabili è simile ai sentimenti attenuanti che prova una persona malata alla quale è stato somministrato un antidolorifico. Essa si sente bene anche se la malattia continua a diffondersi. Nel frattempo, giace a letto, parla e ride con gli altri intorno a lei, tutti pensano che tutto vada bene; ma la verità è che la persona è semplicemente desensibilizzata, mentre la malattia si insinua sotto la superficie verso un’eruzione irreversibile.
Oggi stiamo vivendo un periodo di respiro in cui dobbiamo digerire il processo che si svolge davanti ai nostri occhi, prendere coscienza del nostro ruolo nel processo e agire di conseguenza. Non dobbiamo semplicemente pensare che tutto è come al solito, perché nulla guarirà in quel modo.
La malattia della divisione dilaga nella storia del popolo di Israele e la guarigione è esattamente nella direzione opposta, nella nostra unione. La cura si trova nell’amore per gli altri, nella costruzione di relazioni positive basate sulla regola “Ama il tuo amico come te stesso”.
Più interiorizziamo e sveliamo il segreto della saggezza della Kabbalah, più scopriremo che dobbiamo solo fare un piccolo passo per avvicinarci all’unione al di sopra delle nostre differenze e alla relativa uguaglianza che salvaguarderà l’unicità di ogni individuo, mentre allo stesso tempo uniremo tutte le parti in un tutt’uno.
Pertanto, non dobbiamo stancarci, disperare o arrenderci. I nostri obiettivi devono essere l’interiorizzazione e il passaggio al fatto che una vita felice dipende dai legami positivi tra di noi. L’unione è l’unico rimedio per correggere noi stessi e guarire il mondo.

Felice Hanukkah!

Author :
Print

Leave a Reply