Uniting Europe

Parlare una lingua straniera a Parigi è pericoloso? Apparentemente no, a meno che la lingua non sia l’ebraico. Questa è stata la recente esperienza di uno studente israeliano, vittima di un brutale attacco nella metropolitana di Parigi da parte di due individui dei quali non si conosce l’identità, che lo hanno lasciato a terra, in stato di incoscienza, dopo che l’avevano sentito parlare al telefono, in ebraico. Meyer Habib, membro dell’Assemblea nazionale francese, lo stesso organo che giorni fa aveva approvato una risoluzione che equiparava l’anti sionismo all’antisemitismo, ha affermato che l’assalto è stato “chiaramente e unicamente motivato dall’odio verso Israele”.
Per un momento si è pensato che con un simile disegno di legge, la verità avrebbe trionfato, ma i sentimenti anti-ebraici e anti-israeliani in corso dimostrano che non ci si può crogiolare sugli allori. Il prossimo passo è proteggere le nostre vite dalle continue minacce nei nostri confronti. Il giorno prima della votazione, 127 intellettuali ebrei, alcuni israeliani, hanno pubblicato una lettera aperta sul giornale Le Monde contro la legge che equiparava l’anti sionismo all’antisemitismo. L’attacco della metropolitana di Parigi è il simbolo di come le loro belle parole non siano riuscite ad aiutarli, ma la lettera espone la nostra vera natura: l’ebreo può diventare il più grande nemico di se stesso.
Qual è il confine tra il criticismo di Israele e l’anti sionismo?
Non c’è nessun problema con le critiche contro Israele, ma ce ne sono con le critiche velenose che incitano alla sua distruzione. Dovrebbe essere concessa la totale libertà di espressione per chiunque chieda la pace, ma non la pace attraverso l’annientamento e certamente non attraverso i messaggi antisemiti, dei quali ne abbiamo davvero abbastanza. Gli ebrei rappresentano meno dell’1% della popolazione francese e, tuttavia, nel 2017, quasi il 40% degli atti violenti legati alla religione o alla razza sono stati commessi contro gli ebrei. L’anno scorso, gli attacchi antisemiti sono aumentati del 75%. Il ministro degli interni francese ha descritto queste manifestazioni come l’ostilità che si sta “diffondendo come un veleno,” costringendo intere famiglie a emigrare.
Seriamente, cosa porta delle persone istruite ad agire in modo illogico? Come è possibile che gli ebrei che vivono in Israele o all’estero si identifichino con organizzazioni che promuovono la delegittimazione della loro casa? Come immaginano il loro futuro?
Il BDS (il movimento per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni) è già un fenomeno noto tra le organizzazioni internazionali, in particolare quelle che agiscono contro il popolo ebraico e lo Stato di Israele. Include attivisti ebrei e israeliani, che sono i più grandi antisemiti. Perché è così? Il motivo è che essi cercano di liberarsi dall’adempiere al loro ruolo predestinato: “Essere una luce per le nazioni” e cercano ogni modo per cancellare o nascondere le loro radici. Alcuni addirittura pensano che se si assimileranno, perderanno il loro intrinseco ebraismo; ma secondo la saggezza della Kabbalah, è impossibile. Gli ebrei rimarranno per sempre ebrei. La loro radice spirituale ebraica è eterna.
Come l’odio per questo stato incontrollato e persino indesiderato si risveglia nell’ebreo, così lo fa l’odio di ognuno per l’essenza del popolo di Israele. È un’animosità che le persone in generale non possono spiegare nella propria radice, ma è abbastanza forte da motivarle ad agire in modo aggressivo contro il popolo ebraico.
Ebrei contro ebrei: la lotta con la radice spirituale
Rav Yehuda Ashlag (Baal Hasulam) scrive che: “In ogni persona, anche laica, c’è una scintilla sconosciuta che richiede l’unificazione con Dio. Quando essa a volte si risveglia, la persona si ridesta per conoscere Dio, o per negarLo, che in pratica è la stessa cosa” (La soluzione).
La scintilla sconosciuta a cui Baal HaSulam si riferisce è chiamata il “punto nel cuore”. Esiste in ogni persona nel mondo, ma è più saliente tra gli ebrei e meno evidente tra le nazioni del mondo. La saggezza della Kabbalah spiega che il cuore è la fusione dell’amore per se stessi, o egoismo, e il punto nel cuore è l’unica scintilla che aspira all’amore per gli altri. Man mano che l’ego cresce, aumenta anche la tensione tra esso e il punto nel cuore e, dato che alle persone questa cosa non piace, in loro si innalza persino l’odio per gli ebrei. Inoltre, le relazioni interne tra il punto nel cuore e il cuore si riflettono all’esterno nelle relazioni tra Israele e le nazioni del mondo. Ci stiamo quindi avvicinando ad una situazione in cui le nazioni del mondo senza eccezioni insorgeranno contro Israele.
Pertanto, ci sono ebrei che si sentono privati e spinti dall’antisemitismo o dai sentimenti anti-israeliani e, per sfuggire all’odio nei loro confronti, vivono in diversi paesi del mondo, cercando di nascondere la loro identità ebraica. A poco a poco, essi stessi diventano detrattori degli ebrei, in maniera conscia o inconscia. Ci sono altri che, invece di lasciare Israele, rimangono nel paese, vivono, studiano, insegnano e si creano una famiglia, ma il rifiuto della loro vera identità rimane nei loro cuori. Esempi di tali ebrei antisemiti che vivono in Israele sono quelli di coloro che firmano lettere pubbliche di sostegno alle organizzazioni antisemite dai loro uffici del mondo accademico.

Se le persone del mondo accademico si preoccupassero del destino e della situazione di Israele, farebbero meglio ad aprire i libri di storia e le fonti autentiche della nazione ebraica, per comprendere il ruolo del popolo di Israele, che è quello di unire e trasmettere il metodo per l’unione all’umanità. Tuttavia, mancano di consapevolezza del loro nobile ruolo e dell’altezza della loro responsabilità verso il mondo.
Quando gli ebrei riconosceranno l’importanza e l’urgenza di unirsi al di sopra di ciò che li separa e diffonderanno questa unione in tutto il mondo, l’antisemitismo scomparirà e tutti i boicottaggi, le manifestazioni e le accuse contro gli ebrei cesseranno. Al loro posto, ci saranno nuovo splendore, pienezza e realizzazione che si diffonderanno attraverso il popolo ebraico all’intera umanità, convertendo il sentimento antisemita con il suo opposto: sostegno, rispetto reciproco e incoraggiamento del popolo ebraico.

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