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Il mondo sta entrando in un nuovo anno, portandosi sulle spalle un pesante fardello. In base al resoconto delle Nazioni Unite, nel 2020 e negli anni a venire, a causa di crisi e conflitti globali, un numero senza precedenti di persone in tutto il mondo, circa 168 milioni, avrà bisogno di protezione e di assistenza umanitaria urgente. Perché dobbiamo continuare a ripetere lo stesso circolo vizioso? Non possiamo fare di meglio come umanità? Certamente possiamo e dovremmo. Dobbiamo solo sapere come.

Secondo i funzionari delle Nazioni Unite il numero e l’intensità dei conflitti altamente violenti è aumentato per la prima volta in quattro anni. Ci si aspetta che una persona su 45 abbia bisogno di aiuti umanitari anche con le necessità più elementari come cibo, alloggio e assistenza sanitaria a causa dell’instabilità del mondo.
Dopo ogni guerra, vengono intraprese ricerche, scritti libri e messe in scena opere teatrali con l’aspirazione ed il desiderio di pace, ma sembra essere un sogno irrealizzabile. Dopo tutto, cos’è la pace? È l’opposto della guerra o qualcos’altro? Un esame approfondito del termine “pace” dal punto di vista della saggezza della Kabbalah fa luce su questo importante obiettivo e su come raggiungerlo.

A seguito di difficili conflitti, guerre e tanta sofferenza, le persone non hanno altra scelta che concedere il cessate il fuoco, armistizi e trattati di pace, e poi non è mai possibile sapere per quanto tempo durerà questa pace prima dello scoppio di un nuovo conflitto.
L’essenza del termine “pace” in ebraico (Shalom) significa completezza (Shalem). La semplice assenza di guerra è sufficiente per sperimentare l’integrità? Certamente no. Un’analisi più approfondita del termine “pace” ci porta alla radice comune della nostra natura, la radice da cui ci siamo divisi in parti maschili e femminili, miriadi di specie e nazioni diverse.

Oggi contiamo miliardi di persone. Ci percepiamo separati l’uno dall’altro e spesso nemmeno in pace con noi stessi. Il problema principale dell’umanità è la mancanza di comprensione su come arrivare alla pace.

La saggezza della Kabbalah insegna che la natura ci sviluppa verso uno stato di pace assoluta. Tuttavia, per avvicinarci alla pace, dobbiamo riconoscere il principio globale: la natura è un sistema integrale in cui tutte le sue componenti sono reciprocamente interdipendenti.

Noi esseri umani siamo i soli violatori del delicato equilibrio del pianeta con il nostro bieco egoismo, vale a dire il desiderio di beneficiare noi stessi a spese degli altri, col quale danneggiamo l’umanità, il mondo e la natura. È interessante notare che già nel 1930 Rav Yehuda Ashlag (Baal HaSulam) riconobbe lo stato interconnesso del mondo:

“Non siate sorpresi se considero come una sola cosa il benessere di una particolare collettività e il benessere di tutto il mondo, perché in effetti siamo già arrivati a tal punto che il mondo intero è considerato una collettività e una società” (Yehuda Ashlag, “La Pace nel Mondo “).

La preparazione per uno stato di pace assoluta richiederà un investimento educativo sociale globale per molti anni a venire. Sarà quindi possibile iniziare attivamente a cambiare il comportamento umano e lo stato del mondo.
È qui che la conoscenza della natura che la saggezza della Kabbalah ha, può essere d’aiuto. Insegna come realizzare un cambiamento interno nella natura umana, che rafforza la volontà di raggiungere lo stato di pace. Ciò che è necessario lungo il cammino è l’apprendimento di come lavorare correttamente con i sentimenti di ostilità che hanno separato persone e nazioni. Proprio come una coppia in lite, è proprio nell’unione al di sopra del grande odio che si può costruire una connessione più forte.

Il libro dei Proverbi ci insegna che “L’amore copre tutti i crimini”(Proverbi 10:12), ed è lo stesso in natura. Tutto è definito dal suo contrario: luce e oscurità, caldo e freddo, dolce e amaro, e così via. Il rabbino Nachman di Breslov spiegò: “L’essenza della pace è cercare di fare pace tra due opposti” (Likutei Etzot, “La Pace”).

Il processo di pace dipende dallo sviluppo di connessioni avanzate tra opposti, dall’aggregazione degli opposti fino al punto in cui emergerà una nuova percezione in cui non ci siano più “loro e noi”, ma un’unione che cresce e si sviluppa. Non ci sono confini in uno stato di pace assoluta; tutti esistono in un’area comune e non fa differenza dove ci si trovi. Uffici governativi, tasse, raccolti, risorse, budget: tutti diventano proprietà delle persone che si sono unite in pace e quindi tutti guadagnano un nuovo livello di prosperità.

Niente è più importante della vera pace verso cui è diretto lo sviluppo umano e la Kabbalah fornisce un metodo per farlo in modo rapido e piacevole, con crescente consapevolezza, comprensione e sensibilità. Dobbiamo solo svilupparlo.

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