Uniting Europe

L’eterno dilemma su chi sia o meno ebreo è ritornata alla ribalta quando si è scoperto che uno degli autori della recente sparatoria mortale in un supermercato ebraico a Jersey City faceva parte di un movimento di ebrei neri israeliti.

Chi è ebreo?

Se esaminassimo le fonti originali di Israele, scopriremmo che gli ebrei sono una nazione differente rispetto alle altre nazioni. Cioè, il popolo ebraico non condivide radici biologiche, ma è piuttosto emerso dall’unificazione basata su un’idea spirituale: la necessità di amarsi e unirsi al di sopra di tutte le differenze. Il primo esempio di questa unificazione risale a circa 3.800 anni fa nell’antica Babilonia, dove Abraham il Patriarca guidò diversi gruppi di persone per raggiungere tale unione.

Significa che se gli ebrei si uniscono sulla base di questa idea spirituale e si organizzano secondo il valore supremo “Ama il tuo prossimo come te stesso”, allora possono essere considerati una nazione. Allo stesso modo, non vi è alcuna base per essere chiamati nazione se essi non si sforzano di connettersi al di sopra dell’innata natura umana egoistica.
Quando le persone riunite da Abraham aspirarono all’unione, scoprirono di odiarsi a vicenda e al di sopra dell’odio, senza eliminarlo, impararono ad amarsi. In altre parole, l’unificazione è stata raggiunta solo attraverso il principio, “L’amore copre tutti i crimini”.

Perché l’odio appare quando proviamo ad avvicinarci l’uno all’altro?
Come in qualsiasi sistema naturale, l’interazione degli opposti rivitalizza e sostiene il sistema. Ad esempio, non possiamo avere il giorno senza la notte, la sinistra senza la destra e il positivo senza il negativo. L’unione si ottiene attraverso l’equilibrio tra due forze opposte. Pertanto, quando facciamo dei passi verso l’unificazione, non abbiamo bisogno di cancellare l’odio che emerge, ma dobbiamo invece elevarci al di sopra di esso.
La complementarietà reciproca è la chiave del processo di unione. Non è come in una giovane coppia in cui si litiga per la mancanza di familiarità e relax, ma come in una coppia matura che vive insieme da molti anni, riconosce le reciproche debolezze e sa come integrare le differenze di opinione. Pertanto, in modo simile all’equilibrio tra coniugi, dovrebbe esserci un equilibrio tra le varie fazioni della nazione e tra tutte le nazioni del mondo, come è scritto in Likutey Halachot (Regole Assortite): “L’essenza della vita e dell’esistenza e la correzione di tutta la creazione si trova tra persone di opinioni diverse che si integrano insieme in amore, unione e pace”.

Perché oggi c’è una crescente pressione sul popolo ebraico?
Oggi, c’è una crescente pressione su di noi perché realizziamo il nostro ruolo: unirci e diffondere l’amore e la pace nell’umanità, cioè essere “Una luce per le nazioni”. Se non riusciamo a riparare le nostre connessioni e a raggiungere l’equilibrio in questione, impediamo alla forza unificante positiva di fluire verso il resto del mondo. E quando impediamo alla forza positiva di raggiungere altre persone, la negatività si manifesta specificamente verso di noi sotto forma di antisemitismo. Tale odio può sfociare nella violenza, come abbiamo visto negli orribili omicidi di Jersey City e in molte altre sparatorie, accoltellamenti, crimini e minacce verso gli ebrei.
Per quanto riguarda la definizione di chi è ebreo, la parola ebraica “ebreo” (Yechudi) deriva dalla parola “unità” (yichud). Unendosi, gli ebrei attraggono la forza unificante positiva che dimora nella natura, la forza necessaria per elevarsi al di sopra dell’odio e raggiungere relazioni equilibrate.
Pertanto, il rimedio che può proteggerci dai guai è il potere dell’unione. E, come ha scritto il rabbino Kalman Kalonymus in Maor vaShemesh (Luce e sole), “Quando in Israele ci sono amore, unione e amicizia, nessuna calamità può abbattersi su di loro”.
Allo stesso modo, l’ADMOR di Gur, sottolineava in Sefat Emet (La vera lingua): “L’unione di Israele induce grandi salvezze e rimuove tutti i calunniatori”.
Riaccendendo l’unificazione che abbiamo coltivato secoli fa e condividendo con tutti il metodo di Abraham per la connessione, possiamo garantire una vita felice e pacifica per chiunque al mondo. Spero che riusciremo a mettere in pratica questo metodo prima possibile, poiché imparando a connetterci positivamente sopra l’odio, risparmieremo molta sofferenza sia a noi che all’intera umanità.

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