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Il 26 aprile del 1986, si è materializzato uno dei peggiori scenari mondiali. Il reattore nucleare di Chernobyl è esploso a causa di un esperimento fallito, rilasciando un quantitativo di radiazioni dieci volte superiore a quella di Hiroshima. Una vasta area divenne letale per 350.000 residenti.

Nonostante i tentativi del regime sovietico di cercare di nascondere il più grave incidente nucleare della storia, in pochi giorni, quel luogo divenne una città fantasma. Centinaia di migliaia di persone furono evacuate dalle loro case e gli scienziati stimarono che l’area di Chernobyl coinvolta sarebbe stata inabitabile per i prossimi 20.000 anni.
Contro la logica umana, un decennio più tardi, la vegetazione cominciò a spuntare tra le rovine. Chernobyl divenne una sorta di laboratorio evolutivo per il mondo, dove una fiorente riserva naturale emerse dalle rovine nucleari. I campi fiorirono, gli alberi della foresta si ripresero, e vari animali cominciarono ad apparire nell’area: rettili, pollame, diversi tipi di mammiferi, alcuni dei quali neppure esistenti in quell’area già da molti anni prima del disastro.

Secondo l’obiettivo delle leggi della Natura, la ricrescita di Chernobyl è simile a molti nuovi stati planetari emersi dal loro opposto. La Terra stessa si è sviluppata attraverso stati per cui la sua superficie era fusa, poi è stata prevalentemente coperta dai ghiacci e fu anche completamente sommersa dalle acque. Tuttavia, da ogni era geologica, il nostro pianeta è emerso più forte e più sano che nella versione precedente.

Cosa succede quando gli uomini non interferiscono con la natura?

L’universo ha infinite forze di guarigione e di bilanciamento. Quando gli esseri umani non interferiscono a livello inanimato, vegetale ed animale della natura, regna una perfetta armonia.

Operiamo in una rete di forze di cui abbiamo una misera comprensione, così anche i nostri pensieri e le nostre azioni, apparentemente benigni, potrebbero causare danni involontari. Ne consegue che quando lo spirito umano, egoista e distruttivo, abbandona un’area, questa si riempie di vita.

Chernobyl ci fornisce un esempio del genere: quando le radiazioni iniziarono a svanire e non ci furono interferenze umane, emersero nuove specie di piante ed animali che pensavamo estinte. Da dove sono venute queste nuove specie?

Come sono emerse nuove specie di piante ed animali a Chernobyl dopo il disastro

La Natura è costituita da molte forze, visibili e latenti, e una miriade di combinazioni tra queste forze porta ad una infinita varietà di forme. Quando gli esseri umani escono di scena, lasciando queste forze indisturbate, esse agiscono dando vita ad ogni manifestazione che deve esistere secondo il livello di sviluppo corrente.

È una legge di natura: ogni intersezione nella rete deve essere realizzata e generare qualcosa di nuovo, che sia sul piano inanimato, vegetale o animale. Ad ogni livello, la natura opera secondo attributi di connessione opposti e contrastanti, con lo scopo di creare armonia ed equilibrio, permettendo a forme di vita sempre più avanzate di evolversi. In altre parole, la natura evolve sempre verso stati più elevati di unificazione.

I livelli inanimato, vegetale e animale della natura obbediscono alle sue leggi e operano armoniosamente. Ogni oggetto e organismo in questi livelli, estrae esattamente quello che richiede il suo sostentamento e restituisce ogni eccedenza al sistema più ampio in cui esiste.

In questo modo viene creato un sistema integrale ben funzionante. Solo l’essere umano può, per un tempo limitato, resistere a queste leggi. La natura umana ha una tendenza ad agire in modo opposto: contribuiamo, per quel che dobbiamo, e prendiamo il più possibile, senza considerare i bisogni delle altre parti del sistema. Lo facciamo, senza capire che derubiamo noi stessi agendo in questo modo perché, in realtà, siamo parti interdipendenti del sistema natura, come ruote dentate di un ingranaggio.

Cosa l’umanità dovrebbe apprendere dalla rinascita di Chernobyl

L’esempio di Chernobyl ci dimostra quanto la natura umana sia opposta alla natura stessa. L’ego umano, cioè il desidero di godere a discapito degli altri, che dà origine a sfruttamento, manipolazioni e abusi nelle nostre relazioni, genera tossine che si irradiano in tutta la natura. È dunque essenziale per noi imparare come lavora la natura e, facendo questo, scopriremo come risolvere i problemi che causiamo.

Se aumentiamo la consapevolezza del nostro ruolo di esseri umani all’interno della natura, comprendendo in che modo, i livelli inanimato, vegetale e animale, dipendono dalle nostre relazioni, allora potremo lavorare assieme per diventare armoniosamente integrati con la natura e trarne beneficio.

Se ripariamo le relazioni umane, costruendo ponti di connessioni positive, al di sopra del rifiuto, della divisione e perfino dell’odio reciproco, innati in noi, potremo allora sperimentare la percezione di una realtà perfetta. Connettendo la natura umana, sentiremo come le nostre relazioni, fioriscano e respirino di nuovo, e come ogni momento sarà rinnovato e ricreato.

Il nostro pianeta diventerà dunque un paradiso, nientemeno che il paradiso in terra.

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