Uniting Europe

Siamo nel bel mezzo di un momento davvero unico. Gli esseri umani sono animali sociali, ma nell’era del COVID-19, la differenza tra essere sani o malati potrebbe essere determinata dalla vicinanza fisica con gli altri. Pertanto, gli esperti promuovono il distanziamento sociale per evitare un effetto domino del virus. Ma stare lontani gli uni dagli altri a livello fisico potrebbe anche aiutarci a rimodellare e migliorare le nostre relazioni.

Come? Possiamo raggiungere un tale obiettivo avvicinando i nostri cuori, lo scopo ultimo per cui si verifica la pandemia.
Nel passaggio dalle raccomandazioni non obbligatorie di rimanere a casa alle quarantene imposte, si osserva una “serrata” senza precedenti in tutto il mondo. A occhio nudo sembrerebbe che la vita ci stia sbattendo in tutte le direzioni, senza pietà, imponendoci nuove regole, lasciandoci pochissimo tempo per cogliere i rapidi cambiamenti e abituarci alla nuova realtà. Quindi, l’umanità attende con impazienza la sconfitta del virus, aspettandosi di vincere il piccolo, invisibile nemico, ancora più forte di qualsiasi altro nemico in carne e ossa che sconvolge la vita normale.

Ma c’è un altro avversario nascosto che dobbiamo sconfiggere, che si muove pericolosamente in mezzo a noi. Il COVID-19 è solo un sottoprodotto, un riflesso di ciò che accade all’interno della nostra società. Non è la malattia in sé. È venuto a suonare il campanello e ci ha messi in guardia su un parassita ancora più pericoloso: l’ego che ha conquistato il mondo e ci allontana. Con ego intendiamo l’intenzione di ricavare un beneficio personale a spese altrui.

Separati, diventando più vicini

L’umanità è nel mezzo di una battaglia contro il coronavirus, ma la lotta più importante si svolge all’interno dell’umanità stessa. Stiamo correndo dietro al virus e cerchiamo vendetta, come si dice, sparando sul messaggero. Lasciamo che i dottori guariscano la gente, che gli scienziati facciano ricerche, che gli esperti svolgano il loro ruolo e trovino un vaccino. Anche allora, né un vaccino né il distanziamento sociale né le chiusure totali sconfiggeranno la piaga, ma piuttosto lo farà il nostro nuovo atteggiamento.
Dobbiamo solo accettare ciò che il virus ci sta comunicando. Compreso ciò, possiamo fare tutti una svolta ed essere vittoriosi su noi stessi, in particolare sul teppismo da stadio che abbiamo sviluppato tra noi: scontri, odio, attrito e intrighi. Qualsiasi tentativo da parte nostra di migliorare i nostri atteggiamenti verso gli altri, di sviluppare relazioni di considerazione e responsabilità reciproca, sarà considerato un trionfo meraviglioso.

Costruire un ponte interiore tra noi

In questo periodo, sarebbe saggio dare un’occhiata al quadro generale e non al piccolo virus. Siamo parte integrante della natura. Pertanto, più ci avviciniamo l’un l’altro, bilanciando le forze negative con quelle positive, colmeremo gli spazi tra noi, superando le distanze che ci separano, sconfiggeremo la separazione con il potere della connessione.
Sentiremo quindi che il mondo non è un’arena di combattimento e che è diventato più gentile e amichevole. Non succederà in un colpo solo. Guariremo lentamente, come un malato che guarisce un giorno dopo l’altro, fino a diventare abbastanza forte da tornare finalmente in salute.
La connessione è il nostro rimedio, la coesione sociale è il nostro guaritore. Se invece di lotte egoistiche e controllo sugli altri, andremo d’accordo fra noi sviluppando relazioni di mutua responsabilità e cooperazione, saremo sicuramente in grado, non solo di superare l’epidemia di coronavirus, ma anche di rompere i muri che ci separano.
Realizzeremo quindi che l’unica distanza è quella tra i nostri cuori.

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