Uniting Europe

Tornare alla routine pone molti quesiti: su che base possiamo decidere con sicurezza se riaprire o meno le imprese? Come possiamo determinare quale lavoro sia più essenziale tra chi ha un banco di falafel o chi gestisce una grande catena di supermercati, un fornaio o un pasticciere, un medico o un nutrizionista? In base a quale criterio possiamo decidere se è più importante per la vita avere stracci per il pavimento o abbigliamento di lusso? E come possiamo sapere chi è stato più colpito e chi meno?

Per dare aiuto urgente con pari opportunità, suggerisco che ogni azienda annulli il settore superfluo della sua linea di produzione. Ovviamente, nessuno è tenuto a produrre cento tipi di pane, duecento tipi di torte, trecento tipi di alcolici e un’infinità di prelibatezze. Diminuire la produzione ci aiuterebbe a diminuire la tensione con la natura e ci consentirebbe di respirare e di raggiungere un certo equilibrio, riducendo così i danni che possiamo arrecare.

Nella fase successiva dovremmo essere in grado di fornire giustificazioni e dare pubblici chiarimenti. È impensabile introdurre norme agevolate, in uscita dalla quarantena, come per la riapertura dei commerci e la distribuzione dei mezzi di sussistenza, senza avere un confronto con tutte le componenti della società. Ora abbiamo tempo in quantità per per realizzarlo: la maggior parte di noi sta a casa e conviene iniziare a scoprire cosa è essenziale per la nostra esistenza. Il settore dell’industria alimentare ci è indispensabile? Allora lo riattiveremo. Il trasporto merci è necessario? Ripristineremo il trasporto previsto per questo.

Ogni cittadino che abbia delle opinioni sull’argomento, può evidenziarle facendo sentire la sua voce. Commentare seriamente se conviene o meno aprire una qualsivoglia azienda, se finirà per inquinare, se rovinerà, danneggerà l’ambiente o lo preserverà, se sarà salutare per le persone o nociva. Più dati e opinioni possiamo incrociare ed elaborare, maggiore sarà la capacità di agire con precisione, ottenere ampio consenso e prendere una decisione saggia. La cosa principale è prendere decisioni tenendo ben presente l’intero sistema.

Grazie a dibattiti e discorsi volti a trovare una soluzione comune, la società si eleverà ad un livello più equilibrato, collaborativo e spirituale. Giovani e bambini compresi, ogni cittadino dovrebbe prendere parte a questo tipo di dibattito. Solo così educheremo una nuova generazione di persone in grado di comprendere il mondo in cui vivono ed in che modo relazionarsi correttamente con l’ambiente. E questa è la cosa principale: cambiare l’atteggiamento umano, la considerazione, la consapevolezza e la preoccupazione per tutti gli elementi in causa; il rispetto delle leggi di reciprocità della natura.

Tutto sommato, non consiglio di rinunciare a tutto sin dall’inizio, ma di considerare prima di decidere per cosa è utile una certa cosa, se è utile per un solo aspetto a discapito di altri che ne soffriranno, non sarà permessa; se invece incrementa la connessione tra le persone sarà molto utile.

Prendete ad esempio i voli per l’estero e chiedetevi: quale vantaggio abbiamo facendo volare migliaia di aerei? Questo aiuta forse il mondo? Quale beneficio se ne ricava e a chi è destinato? Se il volo è finalizzato al riempimento di un vuoto dovuto ad insoddisfazione, se è una corsa da un angolo all’altro della terra, che non consente di fermarsi un attimo e riflettere per trovare un’occupazione gratificante e consona, non inquinante, allora va considerato negativo ed inadatto. Basta guardare le coppie in vacanza all’estero: non si guardano neanche e, se non è per stare di più insieme, per quale motivo viaggiare, a qual fine? Lo stesso vale per la cultura, i caffè, i ristoranti.

Tutto va valutato secondo il seguente principio: se con le sue attività l’uomo non distrugge la natura, se queste lo aiutano a comunicare in maniera giusta con gli altri, allora sono una cosa buona, altrimenti no. Per distinguere chiaramente le differenze tra dannoso e benefico, dobbiamo avere familiarità con il piano generale presente nella natura, comprenderne le caratteristiche e iniziare a sviluppare attitudini per sentire interiormente se le nostre azioni sono giuste o sbagliate, se sono di aiuto o arrecano danno. Perché se le azioni o i pensieri non contribuiscono allo spirito di connessione, che la natura è in grado di trasformare in realtà, allora essi sono negativi sia per noi che per il mondo.

Author :
Print

Leave a Reply