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La natura sta solo facendo il suo lavoro: a noi il compito di sostenerla e il mondo guarirà dalla pandemia del coronavirus.

Una cosa che abbiamo sicuramente imparato dalla quarantena del coronavirus è che la natura potrebbe vivere tranquillamente senza la nostra ingerenza. Mentre le varie nazioni iniziano a considerare di revocare i blocchi imposti al fine di evitare ulteriori contagi, assistiamo a segnali inequivocabili della ripresa ecologica del pianeta. La natura è maestra, ora tocca a noi diventare studenti esemplari, superare la difficile prova che ci è stata assegnata e avanzare di grado migliorando il rapporto tra noi e l’ambiente.

Un recente articolo del National Geographic recita “La restrizione negli spostamenti e nei viaggi ha portato ad una diminuzione delle onde di superficie”, spiega cioè come il coronavirus abbia “calmato” il mondo grazie alle misure per arginare la pandemia, riducendo così il rumore sismico. Ciò evidenzia il fortissimo impatto che l’uomo ha sulla natura , nel bene e nel male.

Da quando il COVID-19 ha messo il mondo in “stand-by”, le immagini satellitari pubblicate dalla NASA mostrano una significativa riduzione delle emissioni tossiche e dell’inquinamento in America. L’aria è significativamente più pulita nelle grandi città di tutto il mondo, il cinguettio degli uccelli ha sostituito il rumore insopportabile delle metropoli e gli animali reclamano il loro habitat avventurandosi nelle grandi città. Un’ovvia conclusione è come alla frenetica corsa dell’uomo per manipolare il mondo sia preferibile, sedersi in silenzio e permettere alla natura di respirare, riprendersi e fiorire.

I nostri tentativi di controllare gli altri, solo per orgoglio e, in particolare, il nostro comportamento prevaricatore, ci hanno procurato solo disperazione e afflizione. Eppure l’umanità ha la capacità di cambiare e di farlo con consapevolezza. Il primo passo verso il cambiamento è proprio la consapevolezza. Altrimenti, sarebbe impossibile pensare di riparare qualcosa che pensiamo funzioni già bene.

Ritorno alla “normalità?”
Nel momento in cui smetteremo di produrre, acquistare e accumulare cose inutili che stanno soffocando il pianeta e inizieremo a discutere e a interiorizzare ciò che conta davvero nella vita, investendo più tempo nel coltivare relazioni buone e sane, smetteremo di sentire che la vita è un vicolo cieco e il nostro futuro ci apparirà più chiaro e luminoso.

Ci troviamo sull’orlo di un cambiamento epocale. Mentre l’umanità attende con impazienza il ritorno ad una vita sociale normale e la riapertura delle aziende, non dovremmo avere nostalgia del passato. Ritornare a ciò che identifichiamo come “normale” significherebbe tornare ad una condizione anomala che ci lasciava costantemente insoddisfatti, ad inseguire obiettivi poco realistici e ad essere coinvolti in un’estenuante competizione pur di avere successo a tutti i costi. Tuttavia, dal momento che i vecchi schemi egoistici si sono rivelati impraticabili, vale davvero la pena aprirsi ad accogliere il cambiamento piuttosto che temerlo. In fin dei conti, l’attuale crisi è arrivata per spingere noi esseri umani e tutta la creazione verso un livello più elevato di esistenza, saremmo quindi saggi a lasciarci trasportare da questa corrente di cambiamento e lasciare che il potere armonioso della natura ci guarisca.

Come possiamo assicurarci di non deragliare durante questo viaggio verso un mondo rinnovato e risanato? Resteremo sulla giusta carreggiata nel momento in cui ci renderemo conto che la natura ha una struttura completa e perfetta, in cui tutti gli elementi sono interconnessi in un sistema integrale all’interno del quale si supportano e si completano a vicenda.

Anche l’umanità è chiamata a replicare lo stesso schema, a sincronizzarsi con la natura e ad astenersi con sempre maggior determinazione dal trattar male i propri simili. Dobbiamo capire che siamo parte di parte un sistema delicato in cui il singolo è interdipendente con i suoi simili, va quindi rafforzata costantemente la coesione sociale. Questa è la formula della natura per un’esistenza meravigliosa ed equilibrata, un’esistenza completa ed eterna. È proprio partendo dalla crisi attuale che possiamo ridurre il pessimismo sul futuro e migliorare le aspettative verso un’entusiasmante nuova vita.

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