Uniting Europe

Torniamo alla normalità? È solo un’illusione. Nonostante le nuove disposizioni di legge che verranno introdotte in maniera graduale, dovremmo comprendere che la realtà sta cambiando e si sta rinnovando sotto i nostri occhi. Il processo sarà più lungo del previsto e questo piccolo virus ci accompagnerà per molti altri mesi.

Non faremo certo ritorno ai giorni antecedenti al coronavirus! Dimentichiamoci di tornare allo stesso tipo di rapporti, alla stessa industria, alla corsa che c’era prima, alla fretta del mattino, all’indice Dow Jones e alle nuove tendenze di moda. Il tentativo di ripristinare con forza i modelli del passato può portare a una quarantena più lunga, ad un isolamento totale, a problemi di governo, contrasti civili e nuove tensioni.

C’è una certa tendenza nel percepire la necessità di non tornare mai più al vecchio mondo ma la maggioranza sembra non coglierla. La maggioranza sente nostalgia del passato, del codice commerciale di “acquista e fai in modo che acquistino”, della schiavitù dell’anima dovuta al lavoro intenso, con il sacrificio della famiglia e la menzogna che tutto vada per il meglio.

L’uomo è un animale sociale influenzato da chi lo circonda ma la società che abbiamo costruito è diventata grossolana e materialista, egoista e priva di compassione. Abbiamo distrutto la pace interiore, perso la soddisfazione per i beni essenziali ed infranto la fiducia reciproca. In primo luogo, le fondamenta di una società felice non possono essere basate sui difetti umani, sul capitalismo o sul marxismo, sui principi della società occidentale o orientale, nelle cui radici affonda sempre lo sporco egoismo incancrenito che finirà per causare grandi sofferenze alle persone che soggioga.

L’unico piano che può durare a lungo, per non dire sempre, è il programma che ha funzionato nel mondo molto prima che arrivassimo noi, il piano della natura: qui non esiste coercizione. La natura non è d’accordo con la schiavitù né del corpo né dello spirito. Inoltre la natura è dinamica, è in un continuo processo di formazione e sviluppo.

L’umanità è la parte della natura destinata a subire lo sviluppo più grandioso. Non per nulla abbiamo sperimentato così tanti metodi e regimi che sono falliti uno dopo l’altro. Erano nati tutti per farci acquisire opinioni e discernimenti al fine di giungere alla nuova consapevolezza che solo l’amore per il prossimo può funzionare nel mondo, secondo l’esempio del donare fornito dalla natura.

Il primo passo, fatto all’inizio dello scoppio del coronavirus, è stato di fermarsi, interrompere, ridurre le attività all’essenziale, cioè al cibo e alla salute. Il secondo passo è stato passare allo studio della nostra natura: chi siamo? Da quale forza siamo guidati e come ci muoviamo, e in virtù di quale potere la natura procede, evolve ed esiste? Quando saremo edotti, dedurremo alcune cose dalle altre e torneremo indietro a riesaminarle. Non ci ritiriamo quindi, ma ritorniamo a casa, nel grembo della natura, non già come ospiti feroci, ma come parte attiva e produttiva.

E nel frattempo, tutto ciò che non fa l’intelletto lo fanno il tempo e l’amara esperienza. Se non ci affretteremo a superare i desideri egoistici per acquisire desideri più sociali, più elevati, saremo costretti ad attraversare altre fasi dolorose.

In ogni modo, un’altra legge della natura è che non sprofondiamo verso il basso ma ci innalziamo solamente. La natura non porta indietro nulla, quindi in ogni caso stiamo avanzando verso il perfezionamento della nostra evoluzione. La domanda è con quale ritmo ciò accadrà e quale grado di piacere otterremo da tale processo.

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