Uniting Europe

Non l’abbiamo mai saputo, ma la nostra economia impostata al contrario per più di un secolo. Invece di soddisfare i nostri bisogni, abbiamo provveduto alle “esigenze” dell’economia. Ci siamo preoccupati di crescita, produzione, consumo, deficit o eccedenza. Da qualche parte lungo il percorso, abbiamo dimenticato che l’economia fu concepita per soddisfare le nostre necessità, per fornire cibo, vestiti, assistenza sanitaria, alloggio e istruzione. Possibilmente, avrebbe anche dovuto fornirci qualche piacevole passatempo, ma fino all’arrivo del COVID-19, ce ne eravamo completamente dimenticati. Ora ci è stata data la possibilità di raddrizzare l’economia e di riorganizzare le nostre vite in modo che siano più adatte ai nostri bisogni.

Con la tecnologia di oggi, non è necessario che lavorino tutti, certamente non con la folle quantità di ore lavorative di prima dell’isolamento. L’impiegato medio lavorava molte più ore perfino degli schiavi di due secoli fa. Questo poteva avere un senso se i lavoratori avessero avuto più libertà o più sicurezza degli schiavi, ma quando la crisi del coronavirus ha fermato l’economia, decine di milioni di persone sono rimaste senza sicurezza alcuna, né abitativa né tantomeno alimentare. In altre parole, gli schiavi di ieri sono i professionisti di oggi, quelli dell’informatica, gli ingegneri del software, i liberi professionisti, gli impiegati in campo finanziario, legale, assicurativo, turistico, in sintesi la maggior parte delle professioni impiegatizie. Nella ricerca della libertà, avevamo sostituito la relativa sicurezza di uno schiavo con i titoli professionali. Ma quando abbiamo dovuto trovare un’alternativa, abbiamo scoperto che i nostri titoli erano totalmente insignificanti. Non importa tanto il fatto che non ci abbiano resi felici; non ci hanno dato neanche alcuna sicurezza.

Il colpo inferto all’economia dal COVID-19 è l’opportunità dell’umanità per liberarsi dalle manette del capitalismo. Ora è la nostra occasione per rivalutare il concetto generale di lavoro. Una professione deve definire chi siamo? Perché, ad esempio, non può essere il nostro contributo alla società a determinare il nostro status? Perché un avvocato deve avere un status più elevato di quello di un insegnante? Chi contribuisce maggiormente alla società, l’avvocato o l’insegnante? Invece di apprezzare le persone in base al loro contributo alla società, le apprezziamo in base al contributo che danno a sé stesse. Non è ora di cambiare i nostri valori?

Grazie alla tecnologia, per provvedere ai bisogni dell’umanità sono necessarie pochissime ore di lavoro. Entro pochi anni, non ci saranno più occupazioni così come le concepiamo oggi. Semplicemente, non ce ne sarà richiesta. Invece di buste paga, i governi forniranno un reddito di base o qualche altro tipo di sostentamento garantito a tutti i cittadini. Questo sarà necessario per evitare il collasso sociale completo.

Quindi, una volta assicurato il sostentamento della popolazione, sarà possibile costituire una società veramente libera, dove le persone lavorano per rafforzare il loro ambiente piuttosto che il conto corrente.

Il reddito garantito esonera le persone dal mettere al sicuro la loro felicità. Pertanto saranno molto più concentrate sulla promozione di buone relazioni. La formazione professionale lascerà il posto all’educazione sociale; impareremo le arti dimenticate del fare amicizia, della condivisione e del prendersi cura dell’altro. La fine del regno dell’economia è l’inizio del regno dell’umanità, della gentilezza umana. Il coronavirus non è solo un nuovo virus; è venuto per guarire l’umanità, per raddrizzare la nostra economia e mettere al primo posto l’uomo, piuttosto che il denaro.

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