Uniting Europe

Il discorso principale che sentiamo sui media riguarda la velocità e l’estensione della ripartenza dell’economia. Nessuno sembra chiedersi perché dovremmo farlo. Nessuno si chiede se le aziende che sono state chiuse abbiano fatto del bene a qualcun altro oltre ai proprietari e se chiuderle non sia stato in realtà meglio per il resto di noi. COVID-19 ci ha dato la possibilità di esaminare tutto ciò che abbiamo consumato e di stabilire di cosa abbiamo veramente bisogno. Eppure, in qualche modo, sembra che evitiamo questa opportunità.

Se perdessimo solo l’occasione di aggiungere valore alla nostra vita scegliendo ciò che è buono per noi e rifiutando ciò che è superfluo, sarebbe una cosa; ma il vero problema è ben peggiore. L’eccessivo consumismo ci porta a esaurire le risorse della Terra, a sfruttarci l’un l’altro e sprecare denaro che potremmo utilizzare molto meglio che in accessori, gadget e oggettistica da buttare via entro un anno, quando cambierà la moda.

Quel che è ancora peggio è che, non avendo imparato la lezione che avremmo dovuto imparare dal COVID-19, seguirà presto un’epidemia molto più seria, che non colpirà soprattutto malati e anziani, e il cui tasso di mortalità sarà minimo. Saremo colpiti da una piaga che colpirà bambini e adulti, con un tasso di mortalità molto più alto di quello da COVID-19 e la guarigione sarà molto più lenta, più dura e molto più dolorosa. Possiamo aspettare che questo accada, ma possiamo anche superare l’ossessione della ripartenza e vedere che il coronavirus ci ha portato in un mondo completamente nuovo.

Di nascosto, il virus ci ha introdotto in una nuova era. È come se fossimo entrati in un nuovo paese del quale non conosciamo la cultura o le abitudini, quindi, ci stiamo comportando come nel nostro paese di provenienza. Ma in questo nuovo posto le persone si comportano in modo diverso: non sono in competizione. Condividono, sono premurosi, si prendono cura l’uno dell’altro e non tollerano lo sfruttamento.

Nel nuovo paese, la gente non ama lo shopping. Va al negozio per prendere ciò di cui ha bisogno, e passa il resto del tempo con gli altri. Poiché la tecnologia si è sviluppata al punto che la produzione necessita l’impiego di pochissime persone, la maggior parte di esse semplicemente socializza. Dato che sono collegate e si sentono vicine l’una all’altra, non soffrono dei disturbi causati dall’uomo come depressione, abuso di sostanze, disturbi alimentari o violenza. E poiché passano la maggior parte del loro tempo a socializzare, i loro idoli sono persone che si distinguono per saper avvicinare il cuore delle persone.

Noi, l’umanità, siamo stati ammessi in questo paese. Ne siamo ancora ignari, ma ci siamo già arrivati. Ecco perché all’improvviso non funziona nulla, ma senza una ragione apparente. In questo nuovo paese, stiamo facendo dei piccoli passi e, proprio come i bambini, dobbiamo pensarci due o tre volte prima di fare un altro passo.

Non c’è bisogno di aver paura; non è un paese ostile. Se pensiamo agli altri positivamente, il nuovo paese ci abbraccerà e ci insegnerà cosa fare e come farlo. Tutto ciò che ci chiede è di cercare di imparare a connetterci, piuttosto che controllare, come ci è stato insegnato nella nostra patria precedente.

Il mondo dei sogni che cercavamo, dove tutti sono felici, non è da nessuna parte in particolare. È dentro di noi. Il vecchio mondo si sta sgretolando e, il nuovo mondo, la nuova realtà sta emergendo. Proprio come i nostri pensieri malvagi hanno creato il vecchio mondo, i nostri nuovi pensieri stanno generando un nuovo mondo. Sono pensieri che riguardano la connessione, il legame e la preoccupazione reciproca, eppure per lo più ignoriamo ancora la loro presenza. Tuttavia, sono già abbastanza forti da fare a pezzi il nostro mondo obsoleto.

Tutte le nascite sono dolorose e tutti gli inizi sono difficili ma, volendo partecipare, possiamo rendere questo molto più facile. Se resistiamo, la nostra nascita sarà dolorosa. Se collaboriamo al processo di nostra volontà, sarà un’esperienza meravigliosa. Dopo tutto, cosa c’è di meglio che arrivare in un posto dove tutti vogliono fare amicizia con te e tu vuoi fare amicizia con loro?

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