Uniting Europe

Ci stiamo rilassando all’idea che l’economia stia ripartendo e che stiamo uscendo dal lockdown ma come disse Eraclito: “Non ci si può bagnare due volte nelle stesse acque”. La nostra vita non tornerà come era prima del coronavirus. Stiamo entrando in una nuova era e quanto prima e con più consapevolezza lo faremo, tanto più facile sarà il passaggio. Più resisteremo alla trasformazione, più questa sarà traumatica.

Il COVID-19 ci ha proiettati in una nuova realtà. Per la prima volta vediamo chiaramente che l’umanità è un’entità unica le cui parti sono tutte interdipendenti. E’ anche la prima volta che comprendiamo che pensare a sé stessi è inutile, poiché possiamo essere contagiati dagli altri indipendentemente da quanto stiamo attenti. La pandemia rappresenta la prima lezione di responsabilità reciproca ed è una tra le tante altre che arriveranno.

Ora che abbiamo imparato che tutti siamo responsabili gli uni per gli altri, apprenderemo con calma quello che significa ciò in ogni aspetto della nostra vita. In un primo momento potremmo voler tornare alla nostra vita di prima fatta di consumismo ed edonismo, ma l’unico risultato di ciò sarebbe il ritorno del virus o dei suoi “successori”. Già sappiamo che il mancato rispetto dell’ambiente ci ha inflitto questa minaccia, così, dato che soffriremo sempre più i colpi della “rappresaglia” della natura, accetteremo l’idea che non possiamo continuare a vivere come abbiamo fatto.

La fine del capitalismo sfrenato e della competizione esasperata porterà inevitabilmente all’aumento del tasso di disoccupazione. A questo punto il virus (o le sue implicazioni) ci insegnerà un’ulteriore lezione: i governi istituiranno un reddito di base che permetterà ad ognuno di avere tutto il necessario, cioè cibo, vestiti, assistenza sanitaria, alloggio e istruzione.

Con l’aumento dell’automazione del lavoro crescerà la disoccupazione costringendo i governi a rivedere le priorità.

Il salario di base sosterrà la popolazione da un punto di vista fisico ma l’indolenza e la mancanza di sfide indebolirà la salute mentale e ci renderà apatici e ribelli.

Questa è l’ulteriore lezione del coronavirus. Per contrastare l’apatia crescente, le autorità concederanno il reddito di base solo a chi partecipa a corsi e training. Inizierà così la vera transizione della società nella nuova era.

La formazione si concentrerà su due aspetti: tecnologia e società. La formazione sulla tecnologia aiuterà le persone a sviluppare le conoscenze necessarie in un’epoca in cui il lavoro cambia rapidamente e svanisce ancora più velocemente. Le competenze individuali dovranno essere affinate affinché si possa diventare flessibili e aperti ai cambiamenti.

La formazione più complessa riguarderà la società. Prima di tutto, la gente imparerà cosa significa che il mondo è un sistema integrato le cui parti sono tutte interconnesse e interdipendenti.

Dato che le persone si sentono bene quando riescono a vivere secondo i propri valori, il training si concentrerà sui meriti di coloro che contribuiscono alla società. Gradualmente le persone cambieranno dal percepire il successo come accumulo di ricchezze a sentirlo come avanzamento della società. Dato che la società promuoverà il benessere comune, la gente verrà valutata secondo il personale contributo alla società. A quel punto ognuno si percepirà come parte del corpo comune sociale e agirà in armonia con esso.

Una volta che la gente avrà digerito queste lezioni, non maltratterà più gli altri o la natura. La visione del mondo diverrà totale e completa e si comprenderà la realtà dal punto di vista di tutta la società e dell’intero pianeta, la nostra casa comune.

In quel momento, l’attitudine di ognuno nei confronti dell’altro e della natura si sarà ribaltata da negativa in positiva. Come se fosse naturale da sempre, istintivamente ci prenderemo cura gli uni degli altri. E dato che ognuno si comporterà proprio così, la nuova realtà sarà proprio un mondo diverso, dove la malignità e il maltrattamento diventeranno spregevoli, abominevoli e l’umanità abbandonerà l’egoismo una volta per tutte.

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