Uniting Europe

Quello che vediamo non è più quello che capiamo. Stanno circolando una valanga di notizie inaffidabili e fuorvianti con frequenza allarmante, soprattutto in questo periodo del COVID-19. Stanno proliferando a livello mondiale teorie di cospirazioni e promozioni di falsi vaccini per il virus che, secondo alcune organizzazioni internazionali, mettono a rischio vite umane. In verità la falsa realtà che vediamo adesso è il riflesso dello spessore della catena di connessioni che abbiamo forgiato tra noi, cioè le nostre relazioni umane. Possiamo invertire questa situazione preoccupante solo rafforzando la fiducia e la credibilità all’interno della società, cambiando il modo in cui ci relazioniamo agli altri.

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha emesso recentemente un decreto esecutivo contro i social media al fine di “difendere la libertà di parola da uno dei più gravi pericoli che questa ha affrontato nella storia americana”.

L’azione è stata intrapresa dopo che Twitter ha classificato due sue dichiarazioni come “potenzialmente fuorvianti”. Ciò che viene giudicato affidabile dipende chiaramente dall’osservatore. I social media hanno ampiamente preso il posto dei media tradizionali come principale mezzo di informazione. Ma la credibilità dell’ambiente online è molto più complicata e meno trasparente di quella dei media tradizionali. L’UNESCO la definisce “contaminazione dell’informazione”, una questione difficile da risolvere poiché la maggior parte della disinformazione è diffusa attraverso piattaforme dei social media.

E’ praticamente impossibile ricevere informazioni attendibili e chiare. E’ arduo credere che i media siano corretti, imparziali e moralmente integri. In ogni articolo vi è sempre qualche esagerazione, qualche falsa informazione, qualche citazione fuorviante o qualche opinione presentata come fatto.

Questa rete di bugie che viene abilmente diffusa con le pubblicazioni quotidiane è il frutto di una manipolazione deliberata nata all’interno degli schieramenti politici, delle grandi imprese e delle lobby. Per questa ragione, in questo mondo di fatti e bugie, regna confusione tra ciò che è credibile o meno. Tuttavia se facciamo un passo indietro, guardando i fatti, ci accorgeremo che la società non è uno spettatore passivo in questa realtà confusa. Non siamo abituati alla verità e allora prendiamo per buone le bugie, addirittura ci piacciono e paghiamo per averle. Dove c’è domanda, c’è offerta.

Qualora ci fosse qualcuno che dice il vero, la società lo rimuoverebbe velocemente. La sua verità verrebbe considerata falsa. Non possiamo permetterci di continuare a sostenere la separazione, consentendo alla natura egoistica che abbiamo sempre alimentato di trascinarci in lotte con gli altri. E’ arrivato il tempo di trattare con la realtà delle nostre vite e comprendere che abbiamo bisogno di comunicazione vera, che possa far nascere nuovi legami che crescano e si diffondano ampiamente. Questa comunicazione non sarà solo una fonte di informazioni veritiere ma un mezzo di educazione sociale, un sistema per assicurare una continua e corretta comunicazione. Di fatto quello che serve è un nuovo sistema educativo per l’intera società, bambini e adulti, che ci darebbe un quadro preciso di dove siamo, di cosa abbiamo dovremmo risolvere e di come svolgere il compito per raggiungere un mondo affidabile.

Quando realizzeremo questa consapevolezza, potremo filtrare in maniera corretta le notizie false e costruire un nuovo sistema di media che metta al centro il benessere dell’umanità. Questo nuovo sistema affonderà le sue radici nelle leggi fondamentali della natura, della realtà interconnessa del mondo globale e integrale, aiuterà a mantenere uno spirito armonico nella società contribuendo unicamente all’unione sociale. Un mondo unito è un mondo di verità.

[Foto di Jon Tyson su Unsplash]

 

 

 

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