Uniting Europe

Il capitalismo era moribondo da tempo ma non ce ne eravamo accorti. Pensavamo di gestirlo, credevamo fosse il sistema economico più avanzato nella storia dell’umanità, mentre in effetti era kaput da lungo tempo o come lo definisce il Webster “completamente finito, sconfitto, distrutto, incapace di funzionare”. In realtà, il capitalismo è stato annientato dalla stessa forza su cui era costruito: l’ego umano.
Quando è apparso, il capitalismo era la giusta scelta nel giusto momento. Ha facilitato il progresso, una sana concorrenza e, in molti casi, la possibilità di costruire una vita piacevole basata sulla volontà di lavorare. Ma negli ultimi decenni la relazione tra lavoro e stipendio è stata totalmente frantumata e schiacciata, rimpiazzata dalle manipolazioni della finanza e dall’abuso del potere finanziario per interessi politici e viceversa. Per dimostrare la disconnessione chiedetevi: se tutte le attività e i servizi stanno crollando, come mai Wall Street è ai massimi storici? Questo succede quando si distrugge il rapporto tra lavoro e reddito. Ne giovano in pochi.
Ora grazie al coronavirus è evidente che il capitalismo non ha più futuro. Credo che l’impennata della Borsa, dopo la discesa iniziale dovuta al colpo del COVID-19, rappresenti il canto del cigno del capitalismo. Come il risveglio apparente del moribondo prima della fine, Wall Street festeggia ma ancora per poco. Molto presto inizierà il declino finale. Il processo potrà essere breve o forse lungo ma, in ogni caso, sancirà la fine del capitalismo.
Secondo me la domanda più spinosa è: “Cosa succederà?”. Se non stiamo attenti ci aspettano tempi bui. I movimenti radicali stanno diventando sempre più forti e provano a sovrastare democrazia e capitalismo per approdare al totalitarismo. Potrà diventare comunismo, fascismo o nazismo ma in ogni caso la gente comune non ne trarrà beneficio.

Sì, succederà solo se noi staremo fermi. E’ chiaro a tutti che il mondo è un sistema unico integrale le cui parti sono tutte interconnesse. Ogni volta che facciamo qualcosa influenziamo tutta l’umanità. In tale sistema non possiamo permetterci di pensare solo a noi stessi. Dobbiamo sviluppare una modalità più inclusiva secondo la quale programmiamo le nostre azioni in relazione al beneficio che ne traggono le nostre comunità, le città, le nazioni ed eventualmente il mondo, piuttosto che solo noi stessi. Se siamo coscienti di ciò non abbiamo scuse per sederci e lasciare che tutto accada da sé. Noi dobbiamo portare nel mondo il messaggio che siamo responsabili gli uni degli altri.
Le rivolte a cui stiamo assistendo, dato che accrescono odio e separazione, sono controproducenti per il processo di mutua responsabilità. Essere interconnessi e interdipendenti significa che noi abbiamo cura uno dell’altro. Come non agirei in maniera violenta nei confronti di un membro della mia famiglia con cui non sono d’accordo, così dovrei evitare di essere violento nei confronti degli altri da cui dipendo, anche se non li stimo per qualsivoglia ragione.
Non sto sostenendo il socialismo e meno che mai il comunismo. Non ho alcuna preferenza politica. Sono interessato al bene dell’umanità e per questo sostengo il supporto agli altri, la mutua considerazione e responsabilità.
Dopo la fine del capitalismo, il sistema economico risultante sarà qualcosa di mai visto prima, dal momento che non abbiamo mai sperimentato l’amore per gli altri a meno che non si tratti della famiglia (e non sempre anche in questo caso). Non esiste uno schema chiaro di questa nuova economia, dal momento che ancora non abbiamo iniziato a curarci degli altri, ma appena cominceremo, sapremo come comportarci.
E’ un po’ come una madre al primo figlio. Prima di averlo non sa cosa fare, ma appena nasce improvvisamente sa tutto. Sa cosa fare perché il suo amore guida la maternità.
La stessa cosa succede in una società in cui vi è la cura per gli altri. Fino a quando non si inizia nessuno sa di cosa si tratta. Ma una volta che si comincia, la conoscenza arriverà dall’amore per gli altri.
Questo è possibile e urgente. Se aspettiamo, le forze totalitarie e radicali avranno sempre più successo e la società marcerà sul binario opposto.

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