Uniting Europe

Tutti aspettano la fine della pandemia del coronavirus. Ma il COVID non sta per sparire. É arrivato per cambiare il nostro modo di pensare e non ci lascerà finché non avrà compiuto la sua missione. Ci vorrà del tempo. L’umanità è un’enorme massa di persone molto diverse fra loro. Abbiamo bisogno di tempo per adeguarci, per sentire la nuova realtà, capire da dove viene e per quale motivo.

Ci abitueremo al COVID. Con l’arrivo dell’autunno avremo più familiarità con esso. Dopotutto la gente è in grado di adattarsi a qualsiasi cosa; ci si abitua addirittura alle malattie croniche, imparando a conviverci, anche in questo caso succederà così.

Al momento, il sistema è ancora instabile; sobbalza e strattona per l’impatto con il virus. Ma la fase di transizione passerà e il sistema assumerà un nuovo aspetto: la percezione dell’umanità come un unico insieme.

L’umanità soffre di problemi di ogni sorta: fame, incendi, siccità, uragani, la lista è infinita. Ma stiamo iniziando, fin da ora, a percepire questi problemi in maniera integrale, insieme, come uno.

Il prossimo colpo, che seguirà il coronavirus, sarà la mancanza delle necessità di base: cibo, acqua, farmaci ed elettricità. Questo ridurrà le richieste della gente e ci forzerà a una vita più modesta. Non ci sarà più l’impulso di viaggiare per il mondo.

Persistendo, il coronavirus ci insegnerà la saggezza della vita. L’unica cosa che dobbiamo sapere è che ci troviamo in un sistema integrale, che avanza verso un nuovo stato di equilibrio, predefinito dalla natura.
Con la rivelazione di questo sistema, passeremo attraverso diversi stati. Se sosteniamo il processo, percepiremo gli stati in maniera positiva. Se cerchiamo di resistere, li sentiremo come dolorosi e oppressivi. Ma il tutto viene per condurci verso la completa guarigione dall’egoismo.

Nulla avviene per caso, ma solo per lo scopo della correzione. Se esaminiamo ciò che accade oggi, tenendo in mente l’obiettivo finale dell’unione, vedremo che c’è un chiaro filo conduttore dalla posizione attuale al punto finale. Una volta che ne saremo consapevoli, capiremo che tutto è fatto di proposito.

L’essenza del processo è una connessione in costante incremento. Attualmente ci sentiamo divisi, come estranei. Soffriamo per via della nostra opposizione con il resto della natura, ma questa sofferenza ci spingerà a connetterci. Man mano che ci connetteremo, diventeremo sempre più simili al resto della natura e di conseguenza il dolore si trasformerà in piacere. Prima riusciremo a passare allo stato di connessione e prima riusciremo a trasformare il dolore in piacere.

Anche se istintivamente rifiutiamo la connessione, poiché la nostra indole è intrinsecamente individualista, la natura ci guida, uno stato alla volta, finché non accetteremo la connessione e allora scopriremo i suoi molteplici benefici.
Proprio come fratelli che litigano e lottano quando sono giovani e si uniscono quando diventano più grandi e più saggi, anche noi vedremo i benefici della connessione dopo aver superato il nostro senso di supponenza.

Il COVID-19 è stato mandato per curarci. Quando sarà finito saremo molto più sani e le nostre relazioni più gentili, sia tra le persone che tra le nazioni.
Ora alcuni confini sono chiusi per la pandemia. Ma col tempo capiremo la loro futilità perché la connessione è l’unica soluzione che ci permette di superare i problemi che il virus ci ha imposto.

Ne consegue che il COVID non è una malattia ma un sintomo di guarigione. Questo è quello che succede con ogni malattia, non sentiamo la malattia stessa, ma la reazione del corpo che cerca di guarire. La pandemia del coronavirus ci indica la strada della guarigione dall’egocentrismo. Ci spinge in avanti e dobbiamo rispondere di conseguenza.

Non dobbiamo semplicemente nasconderci. Anche se, per cominciare, dobbiamo mantenere le distanze, successivamente però dovremmo scoprire come avvicinarci. Se riuscissimo a pensare agli altri anziché a noi stessi, il virus non costituirebbe alcun pericolo e potremmo andare ovunque, perché prendendoci cura degli altri, non li danneggeremo.

É vero che la maggior parte delle persone non la pensa così, ma tra qualche mese sarà chiaro che il coronavirus sta costruendo le connessioni corrette tra di noi, portando tutti a pensare agli altri piuttosto che a sé stessi. Quando raggiungeremo questo stato, saremo tutti più sani.

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