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Nessuno lo capisce. Nessuno davvero conosce la sua origine, la sua genesi, qual è il suo scopo, come ci colpisce, perché ci colpisce in questo modo o come uscirne fuori, se poi esiste un modo. Il COVID-19 ci ha messi all’angolo, alla sua mercé e noi attendiamo il suono del gong che ci salvi.

Ma in realtà abbiamo un problema maggiore che rispondere alle questioni appena menzionate. Il problema è il nostro atteggiamento verso il virus, perché se cambiamo il nostro atteggiamento, trasformeremo la minaccia in una benedizione. Qui di seguito ci sono cinque cose che dobbiamo sapere per cambiare il nostro atteggiamento e trasformare il tormento in una manna.

1 – La prima cosa che dobbiamo sapere è che l’influenza del virus va oltre i nostri corpi. Oltre al suo ovvio impatto fisico, esso ci influenza emotivamente e mentalmente. Il virus sta cambiando la nostra psicologia. Ci ha imposto di chiudere tutto e ci ha fatto rivedere molti valori che davamo per scontati. Ci ha mostrato che va bene non comprare o non cercare offerte d’acquisto in continuazione. Ha aperto i nostri occhi verso le persone intorno a noi, i nostri genitori, figli, coniugi e amici. Ci ha fatto vedere quanto siamo impazienti, quanto siamo o non siamo premurosi e quanto lo sono o non sono i nostri congiunti.

2 – Il COVID-19 è un maestro di responsabilità reciproca. Anche se io non sto male, e sono giovane, forte e sano, potrei essere un portatore e trasmettere il virus ai miei genitori o nonni che non sono così giovani, forti e sani.
Dunque devo evitare abbracci e baci o di mandare i bambini da loro quando voglio sbrigare del lavoro. E devo fare questo non perché non voglio prendere il virus ma per non trasmetterlo. Inoltre le autorità mi dicono che devo adottare questo atteggiamento quando esco, per non trasmettere il virus ad altri, a completi estranei! Questo è un approccio sociale del tutto nuovo ma essenziale in questi giorni in cui circolano microbi estremamente contagiosi.

3 – Un’altra cosa molto importante da sapere è che il virus sta ristrutturando l’economia. Che ci piaccia o no, sta uccidendo il consumismo, sbaragliando il capitalismo e introducendo ciò che l’editorialista del NY Times, Thomas Friedman, ha definito lavori che “creano più valore coi cuori e tra i cuori”. Questo non è il comunismo o il socialismo del 20° secolo. Non si tratta di un’economia che vede tutti uguali. Al contrario, vede tutti come unici e si sforza di beneficiare delle capacità e competenze uniche di tutti.

Di conseguenza sostiene lo sviluppo dei talenti e delle attitudini di ciascuna persona, che poi verranno utilizzate volentieri dal singolo per migliorare la società nel suo complesso, mentre la società riconoscerà il contributo di ognuno ed elogerà ogni persona per i suoi sforzi per creare una società migliore dove vivere. In questo modo la società beneficerà sia del contributo delle persone che del fatto che le persone saranno felici di contribuire, perché questo le farà sentire più forti, realizzerà i loro sogni e le farà sentire degne e preziose come esseri umani.

4 – Il coronavirus ci indurrà ad apportare cambiamenti radicali nel mercato del lavoro. A livello materiale la società provvederà agli elementi basilari per la gente, che non dovrà preoccuparsi di procurarsi il cibo, l’acqua, un riparo, l’assistenza medica, l’istruzione, persino lo svago. Vi saranno persone il cui contributo alla società sarà quello di produrre e fornire i prodotti di base per tutti. Le altre persone non saranno inattive ma si impegneranno a creare “valore coi loro cuori”, come espresso da Friedman, incrementando la solidarietà e la coesione sociale.

5 – Il risultato finale della nuova pandemia da coronavirus sarà una società in cui le persone riceveranno ciò di cui avranno bisogno senza fatica, socializzeranno durante le loro giornate e vivranno in pace le une con le altre e con la natura. Dato che gli acquisti eccessivi non daranno più soddisfazione, la gente non consumerà più del necessario e non impoverirà il pianeta delle sue risorse.
L’ambiente guarirà, il clima tornerà al suo equilibrio e le persone si sentiranno unite tra loro e con l’intera natura.

[Reuters: Una donna, indossando una mascherina ai tempi del COVID-19, passa davanti a dei cartoni depositati sulla Upper West Side, di New York, in attesa che i traslocatori finiscano di imballare gli oggetti degli inquilini precedenti già trasferiti in un altro stato, New York, NY, 13 Luglio 2020. Le complicanze dell’impatto economico del COVID-19, mesi di “rifugio-sul-posto”, proteste quotidiane, scontri sociali e la lenta riapertura dell’economia, hanno portato tanti New Yorkesi a lasciare la città dove gli affitti sono alti e le future opportunità di lavoro imprevedibili. (Anthony Behar/Sipa USA)]

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