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L’Enciclopedia Britannica definisce l’educazione come la “trasmissione dei valori e della conoscenza accumulata da una società. … L’educazione è progettata per orientare i bambini nell’apprendimento di una cultura, plasmando il loro comportamento su modelli dell’età adulta e indirizzandoli verso il loro ruolo finale nella società”. Ma si deve scorrere la pagina verso il basso per trovare quella definizione. L’enciclopedia inizia la voce sull’educazione dichiarando che si tratta di una “disciplina che si occupa di metodi di insegnamento e apprendimento nelle scuole o in ambienti scolastici.” Questa è l’interpretazione prevalente di educazione ed è un vero peccato per tutti noi l’aver dimenticato il vero significato della parola.
Pertanto, vorrei fornire una definizione sintetica ma, allo stesso tempo, che offra molto di più di una serie di nozioni che oggi sono qui ma che domani già sono andate perse. L’educazione di cui sto parlando si chiama “Educazione Integrale” (EI), dove “integrale” significa intero, completo. Secondo la definizione di EI, “L’educazione è il processo di adattamento dell’uomo alle leggi della natura”.

L’EI non insegna le buone maniere in società; non si occupa delle norme di comportamento a tavola o di altre regole di questo tipo. L’EI insegna a sincronizzarsi con le leggi che governano tutta la realtà. Mentre l’educazione tradizionale si sforza di adattare l’individuo alla società, l’EI si occupa di adattare la società umana alla natura. Nel processo, ogni persona impara l’integralità della natura, come tutto è connesso, cosa significa questo per ognuno come individuo e per tutti come società, come e cosa dovremmo modificare nella nostra vita per essere in armonia con la natura e quindi ottenere fiducia e felicità durature.

Oggi la natura si manifesta come un sistema chiuso che ci circonda. È più evidente nel modo in cui, nel giro di poche settimane, il coronavirus si è diffuso in forma pandemica, ma è stato anche chiaro nella rapida diffusione delle proteste anti-razziste e praticamente in ogni corrente e fenomeno che si manifesta oggi. Questa onnipresenza dei fenomeni è il modo in cui la natura esprime che tutto è connesso, integrale, e che noi siamo responsabili gli uni degli altri, ci piaccia o no. Se comprendiamo questo, raggiungeremo un livello completamente nuovo di esistenza. Se non lo comprendiamo, potremmo semplicemente non sopravvivere come specie.

Secondo l’EI, possiamo dividere le leggi della natura in tre leggi di base:

La prima e più importante legge è la “legge di integralità”, in base alla quale tutte le parti della natura costituiscono un unico sistema interconnesso.

La seconda legge è la “legge della reciproca complementarietà”. Ciò significa che tutte le leggi che appaiono contraddittorie sono in realtà complementari attraverso le interazioni tra loro.

La terza legge afferma che “Ogni essere in natura obbedisce necessariamente a queste leggi, ad eccezione degli umani”, che possono seguirle solo secondo il loro livello di sviluppo e secondo la loro libera scelta.

Potenzialmente, l’uomo è lo zenith della creazione. Non è solo un elemento nella creazione integrale, ma ha il potenziale per coglierla in pieno. Tuttavia, questo è solo in potenza. Prima di ricevere la corretta educazione, che favorisce questa percezione, l’uomo è al nadir della creazione: l’elemento più vile, ignorante e nocivo della stessa. Tuttavia, è creato in questa condizione ignobile di proposito, poiché solo quando acquisisce consapevolmente l’integralità della natura, elevandosi dalle bassezze del distacco alle altezze della connessione, può apprezzare la bellezza, la delicatezza e il vero significato della completezza della natura. Quando si raggiunge quella coscienza, si considera che una persona si è “laureata”, ha conseguito una “laurea” in Educazione Integrale. Quella persona non si sentirà mai sola, debole, insicura o infelice, avendo raggiunto l’obiettivo finale della vita, cioè la connessione con tutta la realtà.

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