Uniting Europe

Stiamo per celebrare il capodanno ebraico, un Rosh Hashanah come nessun altro. Le sinagoghe in tutta l’America e nel mondo stanno adeguando le loro celebrazioni alle restrizioni imposte dal covid-19 che limitano gli incontri fisici. Al di là della perdita di vite umane, singoli membri e intere congregazioni sono state profondamente influenzate dall’impatto economico della pandemia, scatenando un caos a ondate di mormorii che hanno indotto gli antisemiti ad incolpare gli ebrei della creazione e diffusione del virus. Un futuro cupo sembra lo scenario più realistico, ma può sicuramente essere cambiato solo quando vedremo il nostro destino come un progetto unico, totalmente condiviso.

Adesso sta accadendo il contrario. Tra gli ebrei americani, divisioni, odio interno e battibecchi segnalano una frammentazione che mette in pericolo la continuità di una brillante vita ebraica, ora e per le generazioni a venire. Israele, la politica, chi viene considerato ebreo, questi temi e altri ancora stanno accendendo roventi scontri all’interno della nostra comunità.

È interessante notare che il covid-19 è arrivato senza prestare attenzione a chi è religioso o laico, di sinistra o di destra. Nel frattempo, non riusciamo a guardare al quadro generale cioè la crisi minacciosa causata da un virus che non guarda in faccia nessuno. Il covid-19 è apparso e ha fermato la vita normale con il chiaro scopo di farci riflettere su noi stessi e sulle nostre prospettive egoistiche nei confronti degli altri e di ciò che ci circonda.

Come possiamo cogliere una visione globale quando siamo così impegnati in litigi e lotte? Purtroppo, entriamo nel periodo delle feste con i paraocchi, preoccupati di tornare alla routine e alle nostre solite lotte di potere, curandoci solo dei nostri interessi personali.

È giunto il momento per noi di fermare i nostri passi e afferrare saldamente il nuovo anno come un’opportunità unica di introspezione e cambiamento. Rosh Hashanah, dall’ebraico “Rosh Hashinui“, segna non solo l’inizio del calendario ebraico, ma simboleggia anche il rinnovamento, ossia un momento per la valutazione interiore dei nostri pensieri verso gli altri e l’intenzione dietro le nostre azioni.

Attualmente siamo governati dal nostro intelletto che fa immediatamente calcoli su come proseguire al meglio con relazioni egoistiche per beneficio personale, suscitando separazione e conflitto. È giunto il momento di essere ispirati da una mentalità più elevata, più comprensiva e salda, tale che ci aiuterà ad aprire gli occhi e riconoscere le nostre estenuanti e infruttuose lotte nella vita per scegliere invece il cambiamento.

Come è possibile una trasformazione così significativa? Attraverso il potere della natura, cioè di una forza che lavora sistematicamente per unire tutti gli aspetti della realtà, che abbraccia e connette tutti noi come uno, che trascende le nostre visioni limitate ed egoistiche, è assicurato un cambiamento profondo.

l nostro problema è che attualmente siamo in uno stato opposto alla natura, in cui tutto funziona in equilibrio. A causa della nostra mancanza di integrazione con il sistema più ampio in cui viviamo con relazioni frammentate, la natura continuerà ad amplificare l’impatto della pandemia fino a quando non reagiremo e ci uniremo. Le nostre vite sono già governate da chiusure, restrizioni, incertezza e i prossimi colpi saranno ancora più dolorosi dei precedenti finché non ci sforzeremo di migliorare la connessione nelle relazioni umane.

Tuttavia, non è necessario attendere che la situazione peggiori. Le cose possono migliorare se iniziamo a chiederci qual è la causa principale del coronavirus, impariamo dalla vita ciò che è essenziale alla nostra esistenza e ci avviciniamo l’uno all’altro in modo sano e gentile. Come il mondo naturale, rotondo e connesso che ci circonda, la natura sta cercando di insegnarci a vivere in armonia e pace, spinti dal desiderio di fare del bene agli altri, mettendo in pratica il massimo principio ebraico, “ama il tuo prossimo come te stesso” e trasformando i nostri cuori.

Risvegliamo la forza che provoca un cambiamento positivo quando facciamo un passo verso la connessione, quando ci avviciniamo e riduciamo le enormi distanze tra di noi. Possiamo farlo contro la nostra volontà o in modo proattivo con il cuore aperto. Non abbiamo nemmeno bisogno di cancellare i sentimenti negativi e i disaccordi tra di noi, ma solo di elevarci al di sopra di essi nello spirito di “l’amore coprirà tutti i crimini” (Proverbi 10:12).

In breve, la forza dell’amore che attiviamo attraverso la connessione dei nostri cuori, sopra ogni cosa che ci lacera, è proprio ciò che addolcirà il nostro destino come popolo ebraico e come individui, mantenendoci forti e sani. Felice Rosh Hashanah!

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