Uniting Europe

Questa è una festività ebraica da non dimenticare. La festa di Sukkot quest’anno sarà caratterizzata dalle restrizioni con cui verrà celebrata a causa della pandemia.
L’ospitalità e le lunghe riunioni tradizionali dovranno aspettare.
Perché gli eventi si svolgono in questo modo? Per farci riflettere e comprendere che la situazione della pandemia non è giunta come un colpo di grazia, ma come una sveglia per analizzare lo stato di odio e divisione tra noi. Tenendoci fisicamente separati, la natura sta cercando di invertire il nostro stato di separazione e di avvicinare i nostri cuori gli uni agli altri per la costruzione di una vera Sukkah di amore e di unità che copra tutta l’umanità per un futuro migliore.

La festività di Sukkot (la Festa dei Tabernacoli) è considerata una celebrazione gioiosa. Quest’anno non c’è ragione per viverla in modo diverso, dato che ci è stata data la grande opportunità di analizzare i nostri errori reciproci e correggerli. Per questo deve essere fatto un profondo esame di coscienza. E’ come aver bisogno di una diagnosi accurata prima di poter ricevere la cura adeguata per guarire completamente da una malattia.

Siamo abituati a vivere le nostre vite in una comoda collaborazione con il nostro ego. In tutta onestà, non possiamo fare le vittime, come se fossimo innocenti agnellini da macello, involontariamente sotto il controllo delle nostre azioni egoistiche verso gli altri, come se fossimo senza voce o senza libero arbitrio.
Il nostro comportamento egoistico è intenzionale e soddisfa ogni nostro interesse indipendentemente dal fatto che possa andare a discapito di chi ci circonda. Pertanto la natura ci sta segnalando che non siamo degni di sederci insieme in una Sukkah comune e ricevere gli Ushpizin (ospiti) finché non correggeremo il modo in cui ci relazioniamo l’un l’altro.
Il virus ci sta insegnando che nel nostro mondo interdipendente, la sopravvivenza dell’intera civiltà è a rischio finché cooperare per il beneficio comune non diventerà il nostro obiettivo primario.

Secondo la saggezza della Kabbalah l’umanità sta attraversando una fase di sviluppo chiamata: “L’ultima generazione“. Si tratta di un processo di cambiamento graduale durante il quale dovrà essere costruita una nuova società in modo tale che il suo funzionamento corrisponda e sia allineato alle leggi della natura, il che significa essere in connessione ed equilibrio con la natura. Questa nuova società deve sapersi gestire correttamente per ottenere uno stato di equilibrio. Questo periodo di transizione offre alla prima generazione un punto d’inizio per realizzare il vero amore per gli altri.

Tuttavia fino a che non si raggiunge questo stato, davanti ai nostri occhi si rivela lo stato opposto: quello di atteggiamenti e azioni sconsiderate di sfruttamento. Questo spiacevole stato di separazione ci viene rivelato per poter osservare noi stessi, vedere i danni che causiamo e chiedere aiuto alla forza superiore che controlla tutta la realtà, per poter fare una correzione.

Sukkot simboleggia il bellissimo processo di cambiamento interiore delle nostre qualità egoistiche, durante il quale prendiamo “gli scarti del granaio e della cantina”, elementi che rappresentano la qualità dell’amore per gli altri e che ora ci sembrano non aver più alcun valore, e li eleviamo al di sopra delle nostre teste, come gli attributi più preziosi e importanti che ci sono, come un tetto d’ombra che ci ripara dal sole cocente. Sukkot è un richiamo a uscire dalla nostra comoda “casa” egoistica, cioè dal nostro amore per noi stessi, e a costruire una nuova struttura, una Sukkah come simbolo del nuovo mondo che noi possiamo creare se acquisiamo le qualità di dazione e fratellanza.

Pertanto il vero significato della festività è quello di costruire una nuova realtà di comprensione e di sostegno reciproco, una Sukkah di pace, attraverso le forze positive che generiamo con la nostra unione. Noi, il popolo ebraico, dobbiamo essere un esempio di coesione e indicare la strada da seguire agli altri, raccogliendo il mondo intero sotto un unico grande tetto di paglia dove saremo uniti come un uno.
Quando questo avverrà, la temporanea dimora della Sukkah sarà completata come fosse lo spazio comune che creiamo l’uno per l’altro nei nostri cuori, assicurando all’umanità una vita sana e una felice convivenza sotto un unico tetto globale.

Buona festività!

Author :
Print

Leave a Reply