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La sindrome respiratoria acuta grave Coronavirus 2, o in breve, SARS-CoV-2 è il ceppo di virus che causa la malattia da Coronavirus 2019, altrimenti detta COVID-19: la pandemia che ha ucciso oltre un milione di persone in soli 10 mesi, diventando sempre più virulenta e aggressiva, ha anche fatto precipitare l’economia mondiale.

Non trovando soluzione migliore, i governi stampano denaro come se non ci fosse un domani. Ma se continuano così non ci sarà veramente un domani o almeno nessuno in cui vogliamo vivere.

In un momento del genere, quando ciò che è familiare sta vacillando, è ora di pensare fuori dagli schemi. Sappiamo che ci sono dei bisogni basilari che tutti devono soddisfare in ogni caso. Ad esempio cibo, abiti e alloggio sono fondamentali. Se la gente non li avrà, distruggerà il paese semplicemente per cercare di sopravvivere. Perciò ogni governo deve provvedere a questi bisogni basilari o accertarsi che ogni singolo cittadino ne sia provvisto.

Per garantire a tutti il soddisfacimento dei bisogni basilari, il governo deve assicurarsi che la distribuzione arrivi a ognuno. Attualmente circa la metà degli alimenti prodotti non arriva al consumatore, perché scade prima di essere comprato oppure perché viene scartato dai produttori e/o dai rivenditori per mantenere i prezzi elevati o per via dei costi di trasporto che rendono la distribuzione poco redditizia.

Questo è vero anche per gli abiti, che vengono gettati a tonnellate alla fine di ogni stagione. Anche per le abitazioni, con innumerevoli case e appartamenti vuoti ci sono milioni di persone che vivono per strada, chiaramente esiste un vizio di base nel sistema.

Si potrebbe pensare che “questo è il capitalismo”, ma non ha alcun senso umano tenere persone per strada mentre esistono abbastanza abitazioni che potrebbero occupare. E se il capitalismo non ha alcun senso umano, allora non ha alcun senso, almeno nel mondo attuale. In altre parole è arrivata l’ora di dirgli addio e adottare un approccio più premuroso e umano (anche se suggerisco di lasciarlo senza nome per ora).

La cosa importante in questo momento è aiutare le persone a capire che tutti siamo tenuti a rendere conto e che siamo tutti responsabili l’uno dell’altro e dell’intera natura. Il nostro modo di vivere ha trasformato il nostro pianeta in una pattumiera gigante. Viviamo nell’immondizia ma ci lamentiamo quando ci ammaliamo. È arrivato il momento di vedere la connessione tra come viviamo e l’effetto che ha su di noi.

Quindi dopo che a tutti saranno garantiti i bisogni di base per la sopravvivenza, sarà il momento cambiare il nostro modo di vivere, cioè il nostro atteggiamento verso gli altri. La competizione capitalistica è distruttiva. È vero che ci ha aiutato ad uscire dalle caverne, ma guardate dove ci ha portato. Se proprio dobbiamo competere, dovrebbe farlo per chi unisce di più le persone, chi le avvicina, chi le rende premurose e amorevoli piuttosto che indifferenti ed egoiste.

Ovviamente, possiamo ignorare tutta questa nozione dell’economia indotta dal Covid e tornare al capitalismo. Ma non funzionerà. Il Covid distruggerà ogni tentativo di ritornare al 2019. E più rimandiamo il cambiamento e più sarà difficile e doloroso il pungolo di questo virus. Se c’è una cosa che desidero per l’umanità, è che tutti capiscano velocemente dove siamo diretti e usino la cura appena descritta prima di subire il colpo.

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