Uniting Europe

Stiamo entrando in una nuova fase del “rapporto” con il coronavirus. Abbiamo finito con la fase della negazione e la gente inizia ad accettare che non possiamo fare nulla per scacciarlo. Nonostante sembri che siamo in piena fase di rabbia, e questo potrebbe ancora causare molti danni, stiamo anche iniziando a stancarci della guerra e ad arrenderci. Non possiamo aspettarci granché. Ricerchiamo i vecchi modi per divertirci un po’, per ottenere qualcosa, avere un po’ di profitto, competere, ma non vi è nulla di tutto ciò. Andiamo avanti di giorno in giorno senza scopo. E questa mancanza di scopo non è così passiva come sembra. In alcuni stimola rabbia e aggressività, in altri causa apatia.

Ancora peggio, la frustrazione e la mancanza di speranza possono passare dal livello personale a quello sociale e portare a disordini sociali, rivoluzioni e alla distruzione di società e Paesi. Da qui la mancanza di speranza si può diffondere a livello internazionale e portare a scontri tra Paesi, che, non vedendo un futuro per loro o per il mondo, potrebbero condurci a una guerra mondiale dove non si impegnerebbero a vincere ma a distruggersi a vicenda. Se si giungerà a questo, si tratterà di una guerra mondiale nucleare, il peggiore incubo per l’umanità.

Non che le nostre vite fossero così piene di significato prima del Covid-19, ma prima della pandemia riuscivamo a camuffare il vuoto con viaggi, acquisti, carriera, continui trasferimenti, frequenti cambi di partner e Netflix. Ora abbiamo solo Netflix. Ma con l’industria cinematografica in declino, anche Netflix sembra più un monumento a una vita passata che un piacevole passatempo del presente. È come se il virus avesse soffocato i piaceri di prima e ci avesse lasciati senza fiato, alla ricerca disperata di un nuovo modo per trovare vitalità, per trovare una ragione di vita.

Dato che siamo in questa fase, possiamo davvero iniziare a costruire qualcosa di nuovo. Solo quando smetteremo del tutto di cercare nuovi modi per appagarci, cominceremo a considerare più favorevolmente il piacere degli altri. È qui che il Covid ci sta portando, perché quando si tratta di appagare gli altri, non vi è limite a ciò che possiamo fare e a ciò che gli altri possono fare per noi.

L’umanità si sta dirigendo verso un genere di reciprocità che non abbiamo mai conosciuto. Sinora siamo stati abituati a pensare alla società, agli amici e persino alla famiglia come a fonti di beneficio e piacere per noi. Il coronavirus ci sta facendo cambiare atteggiamento nei confronti delle persone attorno a noi e ci fa iniziare a vederle come opportunità per dare, trovando nel dare stesso nuovi significati per le nostre vite, nuove fonti di piacere e di godimento, nuova vitalità ed energia quando ci impegniamo nella reciprocità piuttosto che nell’egocentrismo.

La trasformazione non avverrà da un giorno all’altro. Siamo ancora agli inizi. L’epidemia è ancora “giovane”, ha solo pochi mesi, ma possiamo già vedere la tendenza. Gradualmente il virus ci renderà simili al resto della natura: dare e ricevere, in equilibrio e armonia. Ci farà diventare individui coscienti, che sentono di essere parte di un grande e vasto progetto che la natura ha creato e che si manifesta nella realtà intorno a noi. Invece del vuoto costante che deriva dalla ricerca del piacere, celebreremo la vita. Invece di svuotare e impoverire il nostro ambiente sociale e naturale, diventeremo come rubinetti aperti, sorgenti che dissetano sempre e non inaridiscono mai.

Impegnandoci a dare invece che a ricevere, troveremo più di una ragione per vivere, troveremo il significato della vita! Scopriremo che la vera gioia e la soddisfazione stanno nel creare vita, non nel reprimerla. Nel processo scopriremo la natura integrale della realtà, dove tutto è connesso ed evolve. Ci sentiremo parte della realtà comune piuttosto che unità separate, la cui l’esistenza termina quando finisce la vita fisica.

Privandoci dei giocattoli della vita passata, il Covid-19 non ci sta punendo, piuttosto ci sta facendo alzare la testa per vedere dove sta il vero piacere. Se non ci avesse portato via le vite di prima, ci sarebbero voluti decenni di sofferenza umana, guerre e reciproco annientamento per guardare infine verso l’alto e vedere dove si trova il vero piacere. Nonostante il costo da pagare, il Covid è il mezzo meno doloroso che la natura poteva utilizzare per mostrarci la strada verso un’esistenza felice e sostenibile. Prima seguiremo le sue indicazioni, meno dovremo soffrire per trovare felicità e significato nella vita.

[REUTERS: Ristorante di famiglia del Kansas sopravvissuto alla Depressione ma non alla pandemia]

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