Uniting Europe

Guardate cosa sta succedendo in Europa: l’intero governo olandese ha rassegnato le dimissioni a causa di uno scandalo sull’assistenza all’infanzia; in Italia è stata appena annunciata la costituzione di un governo tecnico; la Cancelliera tedesca Angela Merkel si sta dimettendo e il futuro politico è incerto; il Primo Ministro dell’ Estonia ha rinunciato all’incarico in seguito ad uno scandalo per corruzione e il suo governo è caduto. E come se non bastasse, in Belgio e in Francia sono scoppiati violenti disordini quando, immigrati e membri di gruppi politici radicali, hanno rotto vetrine, incendiato macchine e una stazione di polizia ferendo decine di membri delle forze dell’ordine. Oltre a tutto ciò, il coronavirus si sta diffondendo come non mai, mietendo migliaia di vittime ogni giorno, nonostante i vaccini e le chiusure.

Questa non è una coincidenza. Stiamo sperimentando l’integralità del mondo, la sua inesorabile interconnessione. Dipendiamo gli uni dagli altri ad ogni livello. Il Covid-19 ci ha costretti a riconoscere che il contagio ovunque significa contagio dovunque. Ora dobbiamo avanzare verso la prossima fase della nostra consapevolezza e realizzare che una crisi ovunque è una crisi dovunque.
Il Coronavirus ha distrutto l’economia globale, ha lacerato la società in innumerevoli paesi e di conseguenza, i governi stanno cadendo a pezzi. Tutto questo fa parte dello stesso processo: il crollo del vecchio mondo improntato sull’individualismo che ora si sta sgretolando in un effetto domino globale.

La crisi è ovunque. L’interdipendenza generale richiede un coordinamento e una collaborazione globale. È sensato dire che se siamo dipendenti gli uni dagli altri, lavoreremo insieme in modo da rendere le cose migliori per tutti noi.

Sebbene molti si siano già resi conto che dipendiamo l’uno dall’altro, questo tuttavia non è sufficiente. Ora dobbiamo anche comprendere che siamo responsabili gli uni degli altri. Attualmente, i paesi si stanno comportando come alpinisti che stanno scalando una roccia molto ripida. Si rendono conto che sono tutti legati tra loro ma, invece di usare la reciproca dipendenza per aiutarsi a raggiungere la cima, cercano di tagliare le corde che li tengono insieme e si arrampicano uno sulla testa dell’altro nel loro procedere verso l’alto.
Qualsiasi scalatore alle prime armi ti dirà che un tale atteggiamento può produrre un solo risultato, di certo non buono. L’unico modo per arrivare in cima è insieme, facendo attenzione all’altro, assicurandosi che tutti abbiano una buona presa sulla roccia e che, qualora qualcuno scivoli, gli altri si tengano stretti finché non ritrovi di nuovo il suo appoggio.

Il caos globale crescente dovrebbe insegnarci che ci troviamo in una assoluta interdipendenza e che è inutile cercare di distruggere un paese perché cadremo tutti con esso. Guardate cosa è successo con le elezioni presidenziali in America: all’improvviso ci siamo resi conto che ognuno ha interferito: Russia, Cina, Ucraina, Iran, nonché altri paesi. Non ha senso fingere che non lo sapevamo. Non può essere in nessun altro modo! Se ciò che accade in un paese influenza tutti gli altri paesi, ovviamente tutti gli altri paesi vorranno influenzare ciò che accade ovunque. Tutti lo fanno con tutti, quindi non ha senso fingere che non accada.

La questione è che un tale gioco non può durare a lungo e ci stiamo avvicinando al suo termine. Il crollo a spirale di governi e società ci indica che siamo vicini ad un collasso globale e quando questo accadrà ci rimarranno solo due opzioni: la prima, meno probabile, è che all’ultimo minuto, i governi riescano a controllare la loro fame di potere e si accordino per stabilire delle relazioni equilibrate, che siano accettabili per ognuno e che garantiscano il benessere di tutti i paesi del mondo. La seconda, e purtroppo la più probabile, è che lo spietato tiro alla fune finisca con una distruzione totale, una guerra nucleare mondiale. I crolli locali degli ultimi mesi sono stati dei segnali di avvertimento. Se non prestiamo attenzione a questo, seguirà qualcosa di più serio.

[Centinaia di manifestanti che non indossano maschere si scontrano con la polizia antisommossa olandese durante una protesta illegale contro le nuove misure di blocco dei Paesi Bassi , nella Museumplein il 17 gennaio 2021 ad Amsterdam, Olanda. Foto di Robin Utrecht/ABACAPRESS]

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