Uniting Europe

Recentemente il Forum economico mondiale si è riunito in quello che è conosciuto come il convegno di Davos, sebbene quest’anno si sia svolto online. Il tema quest’anno era il Grande Reset, un enorme piano per salvare il mondo, o meglio, come descritto dal forum: “C’è urgente bisogno di collaborazione tra gli investitori globali…per migliorare lo stato del mondo, il Forum economico mondiale ha lanciato l’iniziativa “Grande Reset”.

Questo piano ha uno spettro ampio, con l’obiettivo formale, ovviamente, di salvare l’economia mondiale. Ma alla luce della sfiducia crescente tra il grande pubblico e la grande tecnologia, imprenditori e magnati del denaro che detengono le chiavi delle nostre economie, le persone si preoccupano del loro futuro. Dubitano che tali magnati abbiano in mente la loro indipendenza, libertà o persino il loro sostentamento.

Personalmente, non credo che le persone soffriranno la fame o che perderanno la loro proprietà in una maniera o in un’altra. Un processo del genere non può avvenire se non sono le persone stesse a volerlo, dopo un lungo e dettagliato processo di educazione e quando saranno sicuri di trarne beneficio. Altrimenti non funzionerà, proprio come non ha funzionato nella Russia Sovietica.

Non è che attribuisco alcun merito morale a questi magnati e leader mondiali al convegno di Davos; solamente penso che l’intera idea sia impraticabile. Anche un livello inferiore di condivisione, come il Mercato Europeo è fallito, e quindi iniziative del genere non meritano un secondo pensiero. Ovvero, i suoi sostenitori riceveranno alcuni miliardi di dollari per progettare i loro piani e attuarli, ma non succederà altro se non uno spreco di denaro.

Il Covid-19, la ragione ufficiale per il lancio del progetto Grande Reset, ci ha veramente cambiati, e continuerà a farlo. Ciononostante, non ci cambierà come i partecipanti di Davos immaginano. Io credo che i bisogni primari continueranno ad essere soddisfatti per quanto riguarda cibo e riparo, ma sarà tutto il resto a cambiare. I soldi e il potere, attualmente le aspirazioni più ambite, perderanno il loro fascino. I titoli accademici, tanto ricercati fino a poco tempo fa, diventeranno una meta senza scopo.

La reimpostazione avverrà non nella vita materiale delle persone, ma nei loro cuori. Avranno cibo, ma la vita sarà insipida. Moda, accessori, macchine e case costose, viaggi, eventi sportivi e ristoranti, tutto ciò che definisce quello che chiamiamo “la bella vita” avrà il gusto di sabbia.

E’ allora che inizierà il grande reset. Quando la vita materiale si offusca, la vita spirituale inizia a splendere. E per vita spirituale, intendo la vita che esiste tra di noi, nelle nostre connessioni di cuore. Solo quando la superficialità perderà il suo sfarzo, ci renderemo conto che sentiamo la mancanza degli altri, che vogliamo, e abbiamo bisogno della compagnia delle altre persone e del loro sostegno. Solo allora inizieremo a sviluppare relazioni vere, amicizie reali, e si aprirà davanti a noi un mondo bellissimo.

Il reset non sarà un nuovo inizio, ma un’installazione di un nuovo sistema operativo. Anziché sprecare le nostre energie arrampicandoci sulla scala sociale, saremo stimolati ogni volta che stabiliremo nuove connessioni. I nostri cuori si apriranno gli uni verso gli altri e mentre rafforzeremo i nostri legami, i nostri sforzi saranno ripagati con ancora più vigore di quanto avremo investito nel costruire i nuovi rapporti, visto che saranno i rapporti stessi a dare vitalità, proprio come non si è mai stanchi quando si è tra buoni amici.

Non dobbiamo temere la perdita di vecchie visioni. Erano illusioni. La vita reale ci aspetta, dopo aver abbandonato le nostre false speranze. Solo allora il cibo sarà abbondante e la vita gustosa.

[L’intervento di Caroline Anstey, Presidente e CEO del Pact, Stati Uniti, moderatrice nel panel della Financing Transition “Net-Zero” nello scatto realizzato per i media durante gli incontri virtuali del World Economic Forum di Davos. (Photo by Pascal Bitz/World Economic Forum via Sipa USA)]

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