Uniting Europe

Ho ricevuto, di recente, delle domande sul mio interesse per le questioni “mondiali”. Questi lettori sembrano ritenere che i kabbalisti non dovrebbero mostrare alcun interesse per temi di attualità. Ma nulla potrebbe essere più lontano dalla verità. I kabbalisti si preoccupano enormemente del mondo e per ottime ragioni. Prima però di elaborare i motivi per i quali scrivo e parlo del mondo in cui viviamo, è importante capire che non sono affatto il primo che affronta queste tematiche. I grandi saggi di tutti i secoli erano molto interessati agli eventi dei loro tempi. E spesso scrivevano a riguardo. Soltanto nel XX secolo, due giganti spirituali si espressero in varie occasioni sul mondo che li circondava. Quando il grande Rav Kook vide che gli Ebrei che si trovavano all’estero erano in pericolo scrisse una preghiera per il loro arrivo nella terra di Israele. In una dichiarazione pubblicata nel libro “Gli Scritti di Raaiah” disse: “Riunitevi come uno, non aspettate le parole formali e gli ordini; non aspettate i permessi dalle autorità. Fate ciò che potete, fuggite e unitevi” Alcune frasi dopo aggiunse: “Amalek, Petlura [leader ucraino anti-semita], Hitler e così via, ci risvegliano per la redenzione. Colui che non sente [il richiamo] …poiché ha le orecchie tappate…sentirà contro la sua volontà. “
Un contemporaneo di Rav Kook, il grande Rav Yehuda Ashlag, conosciuto come Baal HaSulam per il suo Sulam (Scala), commentario del Libro dello Zohar, e padre del mio maestro, Rav Baruch Ashlag (RABASH), scrisse in grande dettaglio sui temi di attualità. I suoi saggi “La Pace” e “Pace nel Mondo” e la sua opera dettagliata “Gli scritti dell’ultima generazione” sono alcune pubblicazioni nelle quali esprime la sua visione sui temi e la politica di quei tempi, sia in Israele che nel resto del mondo.
Ma Baal HaSulam lavorò instancabilmente per diffondere le sue idee, e principalmente i suoi consigli. Pubblicò un giornale intitolato La Nazione, nel quale parlò soltanto di attualità, prevedendo l’esito della seconda guerra mondiale, i conflitti israeliani con gli Arabi, e tanto altro.
Nell’articolo “La Pace”, Baal HaSulam analizzò il comunismo russo e previde il suo crollo. Anche se scrisse l’articolo nel 1932, era già convinto del crollo finale della Russia. Con le sue parole: “Andate e vedete cos’è diventata la [Russia]: anziché innalzarsi e superare i successi dei paesi capitalisti, sono scesi ancora più in basso.” Notate come nel 1932 scriveva già usando il passato, come se fosse un fatto compiuto. “Ora”, continua, “non solo non riescono a portare beneficio alla vita dei lavoratori più che nei paesi capitalisti, ma non riescono neppure ad assicurare loro il pane quotidiano e i vestiti sulla loro pelle”. Più avanti nel saggio, Baal HaSulam spiega la ragione di tutto questo, ovvero il fatto che non sono stati in grado di educare il loro popolo all’importanza dell’unione e della solidarietà.

Baal HaSulam non si ferma qui con la sua spiegazione della Russia. Negli Scritti dell’ultima generazione, scritto poco dopo la seconda guerra mondiale, spiega ancora una volta perché il comunismo non ha funzionato, e cosa sarebbe seguito: “La Russia Sovietica ha già dimostrato che una società non sufficientemente sviluppata invertirà il governo cooperativo nel peggiore governo del mondo. Inoltre, [Marx] ipotizzò che la fase successiva alla rovina del governo [democratico capitalista] di oggi fosse il governo dei lavoratori, ma la realtà ha dimostrato [forse in riferimento a Weimar] che il governo successivo a quello attuale sarebbe stato nazista o fascista.”
Potremmo pensare che si trattasse di un lapsus, per così dire, ma Baal HaSulam insiste su questo punto in maniera molto chiara. Nei suoi scritti, usa la parola nazista, nazisti o nazismo ventisette volte e la parola “fascista” o “fascismo” undici volte. Nell’estratto successivo avverte che il regime nazista probabilmente sarebbe sorto dalla Sinistra piuttosto che dalla Destra: “Dovremmo inoltre considerare che tutti coloro che rovinano il processo naturale della giusta autorità, in realtà provengono dal proletariato, nascono dal suo interno, non necessariamente dai Soviet, ma i nazisti inizialmente erano in prevalenza socialisti puri, come anche l fascisti. Mussolini stesso era inizialmente un leader socialista entusiasta”.
Più avanti, Baal HaSulam ritorna a Marx e scrive del pericolo del nazismo emergente, specificamente nei paesi democratici e capitalisti: “[Marx] pensò che la fase successiva al regime bourgeois [capitalista] sarebbe stato un governo cooperativo di lavoratori, ma alla fine, siamo testimoni viventi del fatto che, se il sistema democratico bourgeois dovesse crollare ora, un regime nazista e fascista sorgerebbe immediatamente al suo posto”. Ancora peggio, “Qualora un sistema democratico crolli, un regime fascista o nazista, lo erediterà”.
Baal HaSulam non si accontentò di scrivere le sue previsioni. Partecipò fisicamente alle assemblee e alle manifestazioni in Polonia prima di trasferirsi nella terra di Israele. Qui incontrò leader politici e sociali e cercò di convincerli di includere l’educazione all’unione nei loro programmi, discorsi e scritti. Si incontrò con David Ben Gurion, il primo ministro di Israele; Zalman Shazar, il terzo presidente di Israele; Moshe Sharett, il secondo ministro di Israele; Haim Arlosoroff, capo del dipartimento politico dell’Agenzia ebraica, il rinomato poeta Hayim Nahman Bialik, e molti altri. In tutti questi incontri, cercò di promuovere il programma di unione al di sopra delle differenze. Sfortunatamente non venne ascoltato, e oggi ne paghiamo le conseguenze.

Il mio maestro, RABASH, il primogenito e successore di Baal HaSulam, mi parlò a lungo di questioni di attualità e di come si sarebbero sviluppate. Lui sapeva che avrei continuato nel suo cammino e in quello di suo padre; ne avevamo parlato diverse volte, ed è il mio impegno verso di lui e Baal HaSulam, continuare con i miei sforzi per avvertire l’umanità del cataclisma che si sta avvicinando.

Dobbiamo capire che il kabbalista si relaziona con il mondo in maniera diversa dalle altre persone. L’unico obiettivo del kabbalista è di aiutare tutti a sviluppare la qualità dell’amore verso gli altri. I kabbalisti lottano per la connessione al di sopra di ogni diversità, sapendo fin troppo bene che queste diversità arrivano tutte da un’unica forza benevola, che ha creato il mondo, e sono installate nel mondo proprio perché noi arriviamo ad essere in grado di sviluppare la qualità dell’amore verso gli altri, per contrastare il rifiuto naturale che sentiamo verso coloro che si oppongono alle nostre idee. Se non fosse per l’esistenza degli antagonisti, non sentiremmo l’odio e non avremmo quindi alcun impulso per sviluppare l’amore, per poterlo contrastare. Di conseguenza persino coloro che odiamo, sono mandati dal Bore’, la forza dell’amore e della dazione, per aiutarci a crescere e diventare individui che amano.

Gli innumerevoli conflitti nel nostro mondo sono opportunità per superare l’odio costruendo l’amore tra di noi. Si manifestano per questa precisa ragione. Se lo riconosciamo e lavoriamo sulla costruzione dell’amore, il nostro legame si rafforza e la società fiorisce. Se non cogliamo l’attimo, arrendendoci all’odio, la forza della dazione sarà costretta a infonderci un odio ancora maggiore per obbligarci a costruire l’amore al di sopra di esso. Ne risulta che più evitiamo il nostro lavoro, più attiriamo sofferenze e avversità.

Dobbiamo capire che la spiritualità significa dazione, amore. Non si tratta di un universo parallelo o un stato di coscienza “elevato” dove ci si distacca dalla vita materiale, diventando indifferenti ad essa. Al contrario, la spiritualità è un approccio alla vita in questo mondo che cambia la nostra percezione. Il compito di un kabbalista è quindi di aiutare ogni persona a vedere la forza della dazione dietro ogni cosa che succede, e aiutarla a connettersi con essa. Un kabbalista deve interessarsi e scrivere degli eventi attuali come mezzo per spiegare le operazioni della forza di dazione, il Bore’, e ottenere gioia e sicurezza nella vita.

Quando i kabbalisti osservano il mondo, cercano la maniera più facile, veloce e piacevole affinché la gente possa ottenere una trasformazione positiva per poter avanzare. Se questa maniera richiede il supporto di una certa entità o direzione politica, la sosterranno. Non hanno vantaggi personali da ottenere come risultato del loro sostegno né qualsiasi ulteriore motivazione. L’unica ragione per sostenere qualsiasi gruppo o organizzazione, politica o non, è l’avanzamento dell’umanità verso la connessione, la responsabilità reciproca, la solidarietà. I kabbalisti sosterranno chiunque ne sia fautore, o si opporranno a chi la ostacola.

Dato che ogni kabbalista vuole che tutti siano connessi e acquisiscano la qualità dell’amore, essi hanno a cuore il mondo intero: ogni persona, animale, pianta e pianeta. Rav Kook una volta disse al rinomato autore Alexander Ziskind Rabinovitz (AZAR): “Desidero che l’umanità intera possa essere messa in un unico corpo, in modo da abbracciare tutti”. Questo è l’atteggiamento di un vero kabbalista.

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