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Di tanto in tanto, e oggi con più frequenza di prima, uno scandalo sessuale esplode nei media e tutti sono scioccati nel sentire che questa o quella celebrità, che era un esempio con il quale siamo cresciuti e che ammiravamo, in realtà è un mostro sotto mentite spoglie. Quando questo avviene, i moralisti schioccano la lingua in segno di disapprovazione e si rivolgono rapidamente ai social media per esprimere tutta la loro legittima indignazione e incredulità che questa persona, l’idolo della nostra gioventù, fosse in realtà un predatore sessuale, un malvagio della peggior specie.
Secondo me sono ipocriti. In primo luogo, quando scoppia uno scandalo del genere, ci sono sempre delle persone che ne erano a conoscenza ma che hanno taciuto, o che lo avrebbero saputo se non avessero fatto di tutto per non vedere l’ovvio. In secondo luogo, non c’è nulla di nuovo in questo fenomeno; le perversioni sessuali sono state una parte inseparabile delle perversioni umane nel corso dei secoli. Nelle culture antiche, come quella Egizia, Greca o Romana, alcune perversioni erano permesse e accettate, mentre altre erano considerate un abominio.
In tempi più puritani, come il Medioevo, ci si poteva ritrovare legati al rogo per aver fatto la stessa cosa che altri facevano nell’antichità, senza che nessuno se ne preoccupasse. Non è che i puritani che condannavano non commettessero gli stessi “crimini” di cui avevano accusato gli altri; è solo che lo nascondevano meglio ed erano soprattutto più collegati alle autorità responsabili di smascherare tali comportamenti “immorali”.
La verità riguardo a questi scandali non è che questi misfatti siano in aumento, ma semplicemente vengono usati più di prima contro i loro autori. In altre parole, oggi, le accuse di cattiva condotta sessuale sono un’arma usata dai politici per distruggere i loro rivali. Far conoscere i crimini sessuali non impedirà il prossimo crimine, né renderà più sicure le potenziali vittime. Tuttavia influenzerà l’accusato, anche se le accuse si rivelano false. Quindi la prossima volta che scoppierà uno scandalo sessuale, controllate chi trae vantaggio da tale pubblicità.
Se vogliamo prevenire i crimini sessuali, non dobbiamo focalizzarci sulla punizione, ma sull’educazione del pubblico. Non sto dicendo che non dovremmo punire i criminali sessuali, sottolineo semplicemente che se vogliamo prevenire questi crimini, il modo per farlo non è con l’intimidazione ma attraverso l’educazione alla comprensione.
Siamo cresciuti in un ambiente sociale che non ci insegna nulla se non a focalizzarci sui nostri desideri e bisogni, ignorando quelli degli altri. Con un’educazione così narcisista, le persone sono destinate ad essere sconsiderate e apatiche nei confronti della sofferenza altrui, non si faranno scrupoli a ferire gli altri.
Ma la verità è che questi comportamenti feriscono il trasgressore quanto la vittima.
In realtà siamo connessi e dipendenti gli uni dagli altri anche se non ne siamo consapevoli. Potremmo rendercene conto e capire come comportarci, in modo che sia soddisfacente per noi e per tutti quelli che ci circondano, ma dobbiamo prima imparare a vederci nell’immagine più ampia dell’umanità.
Quando si parla di cambiamento climatico, pandemie, black out, e anche di ingorghi stradali, non ci rendiamo conto che queste sono manifestazioni della nostra connessione. L’unico motivo per cui si rivelano è perché non siamo consapevoli che è il nostro atteggiamento sconsiderato e disattento nei confronti degli altri che li provoca.
Se fossimo educati sulle nostre interconnessioni, sapremmo come comportarci in modo da non provocare pandemie. Inoltre, ci sarebbero innumerevoli vantaggi da una tale consapevolezza: non ci faremmo del male, dato che sentiremmo che siamo tutti connessi, non solo intellettualmente ma davvero nei nostri cuori. E proprio come non farei del male a me stesso, allo stesso modo, non lo farei agli altri.
Potete immaginare come sarebbe vivere in una società del genere? Non dovremmo più preoccuparci di crimini sessuali, o di qualsiasi altro crimine, perché la gente non si sognerebbe di ferire gli altri: si sentirebbe collegata!
Di conseguenza la vera conoscenza di cui abbiamo bisogno non è nel prossimo gadget tecnologico, ma nella consapevolezza che siamo tutti connessi e ci influenziamo a vicenda in una miriade di modi. Se solo lo sapessimo e vivessimo secondo questa consapevolezza, ci tratteremmo umanamente, nel modo in cui gli esseri umani dovrebbero trattare gli altri esseri umani e non ci sarebbero scandali di alcun tipo.

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