Uniting Europe

Credo che sia giusto dire che le nazioni non sognano più l’autosufficienza. L’idea che una nazione, al di là di quanto sia vasta e sviluppata, possa provvedere a tutti i suoi fabbisogni in maniera autonoma, non è solo non realistico, ma anche molto pericoloso per qualsiasi nazione che cerchi di attuarlo. Il prezzo che questa nazione pagherebbe è spaventoso. Allo stesso modo, anche l’interdipendenza ha creato molti danni, spostando posti di lavoro e industrie intere da una nazione all’altra ed eliminando opportunità di lavoro in paesi che hanno sofferto della migrazione della manodopera. Questo processo di crescente intreccio e interdipendenza è irreversibile. Ciononostante, se giochiamo bene le nostre carte, trarremo beneficio dai suoi vantaggi ed eviteremo i danni.
Il primo e più importante punto è comprendere che la nostra interdipendenza crescente è un processo orientato all’obiettivo, al termine del quale ognuno si prenderà cura dell’altro e nessuno dovrà preoccuparsi di nulla. Per capire quanto sia possibile, pensate al nostro pianeta come alla casa dove vive tutta l’umanità. C’è cibo in abbondanza nella nostra casa. Anzi, c’è così tanto cibo che ne sprechiamo la metà perché non riusciamo a mangiarlo tutto. Ci sono anche abbastanza abiti per vestire tutti, energia per assicurare che tutti abbiano riscaldamento d’inverno e aria condizionata d’estate, e abbastanza soldi per pagare l’istruzione, l’assistenza sanitaria, l’abitazione e anche il divertimento per tutti.
Nonostante ciò, tanta gente nella nostra casa globale muore di fame, tanti non hanno l’acqua potabile, sono malati e non hanno cure sanitarie, e ad altri manca una vera istruzione.
Come è possibile? Questo accade perché non ci prendiamo cura gli uni degli altri e di conseguenza non condividiamo. In altre parole non si tratta di un problema di produzione ma di distribuzione che deriva dalla nostra alienazione. E siccome ci trattiamo come estranei, il risultato è la competizione e la distruzione, invece della integrazione e della costruzione.
Eppure, c’è una ragione per cui ci trattiamo in maniera così atroce.
Più evolviamo e più diventiamo egoisti. Ci si aspetterebbe che l’egoismo ci separi gli uni dagli altri ma in realtà avviene l’opposto. Poiché stiamo diventando sempre più egoisti, vogliamo trarre vantaggio gli uni dagli altri, usarci a vicenda, godere non solo di ciò che abbiamo, ma anche della consapevolezza che abbiamo più degli altri. Il nostro desiderio di essere superiori agli altri è diventato il nostro piacere principale e ci spinge a vivere in contesti sociali dove possiamo competere e sconfiggerci a vicenda. Di conseguenza il nostro ego ci sta spingendo a vivere insieme pur odiandoci e questa atmosfera è tossica. È per questo che la nostra casa, il Pianeta Terra, è nel caos.

C’è una notizia ancora peggiore della crescita dei nostri ego: continuano a crescere e non c’è modo di invertire il processo. In altre parole, siamo destinati ad essere sempre più intrappolati, fino a quando alla fine, ci distruggeremo, a meno che non troviamo un modo per uscirne.
Tuttavia, come ho detto fin dall’inizio, abbiamo più carte da giocare di quelle che abbiamo usato finora. Se le giochiamo nella maniera corretta, ne usciremo vincenti.
La prima carta che dobbiamo giocare è la consapevolezza. Finora, non siamo stati consapevoli del fatto che siamo totalmente dominati dall’ego. Inoltre non sapevamo che l’ego è un potere in costante crescita. Ora che ne siamo a conoscenza, sappiamo che l’ego è il nostro vero nemico, e possiamo iniziare a escogitare tattiche per sconfiggerlo.
La seconda carta da giocare è usare il legame che i nostri ego hanno creato a nostro vantaggio reciproco, invece che per una competizione distruttiva. Proprio come nessuna nazione può essere autosufficiente, nemmeno le persone possono esserlo.
In ogni modo, se decidiamo di integrare l’uno per l’altro quello che non possiamo provvedere per noi stessi, avremo più che abbastanza di ogni cosa.
Come ho detto, la nostra casa ha più di quanto serve, ma è nel caos e ci sono carenze dovute alla nostra alienazione reciproca. Invertendo il processo si cancelleranno le mancanze.
E visto che il nostro ego continuerà a crescere, dovremo lavorare sulle nostre relazioni ancora di più per evitare di cadere di nuovo nell’isolamento.
Come risultato le nostre relazioni diventeranno più forti e strette, nella misura in cui il nostro ego si intensificherà.
Se ci atteniamo a questa semplice formula, vinceremo la guerra contro la fame, la povertà, le malattie e la tristezza, in ogni parte del mondo. Ancora meglio, scopriremo che il processo di crescita del nostro legame è sempre stato orientato a raggiungere l’obiettivo di avvicinarci, non solo per garantire il fabbisogno per tutti ma per diventare veramente uno, uniti in tutto il mondo.
Se non soccombiamo al nostro ego, trionferemo su di esso e porteremo l’umanità a nuove vette. Se ci arrendiamo al nostro egoismo, ci distruggeremo e i nostri figli dovranno fare il lavoro che noi non abbiamo fatto, molto più faticosamente.

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