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Il pensiero paradossale è qualcosa che vari sistemi, come il sistema educativo o altre organizzazioni avanzate, stanno cercando di promuovere. Ci sentiamo a nostro agio quando le questioni non sono ambigue, ma a quanto pare, l’abilità di tenere presenti idee contrastanti, sviluppa la mente delle persone in maniera molto efficace. Il pensiero paradossale contribuisce alla salute mentale della gente, allo sviluppo mentale, e costruisce, complessivamente, una società migliore. Ma qual è il più alto livello di pensiero paradossale che possiamo raggiungere? Esaminiamo alcuni approfondimenti.

Quando siamo confinati ad un unico sistema di pensiero, le contraddizioni ci confondono e creano collisioni interne. In alternativa, quando sviluppiamo un duplice sistema di pensiero, possiamo mantenere un pensiero in un sistema e un pensiero completamente opposto nell’altro. Questo permette a due pensieri totalmente opposti di esistere contemporaneamente, dato che ogni pensiero si trova in un sistema diverso. Ne consegue che la nostra sfida è sapere come costruire un sistema di pensiero aggiuntivo. Questo è l’essenza della saggezza della Kabbalah.

Immaginate dei minuscoli insetti che non comprendono la dimensione dell’altezza e vivono secondo la loro percezione di superficie. Possono muoversi da un lato all’altro nello spazio, ma non in alto o in basso. Rispetto a loro, abbiamo un alto livello di percezione. Analogamente, una persona che vive in un unico sistema di pensiero percepisce il mondo molto diversamente da colui che vive in due sistemi.

Una cosa è capire questa nozione, un’altra, completamente diversa, è realizzarla. Per fare questo, dobbiamo risvegliare le forze evolutive che svilupperanno quel sistema in noi. Non possiamo sapere veramente cosa siano queste forze, ma questo non è necessario. Basta volerle sviluppare per farle agire su di noi con più forza. Il trucco, se vogliamo, è di sapere come approcciarci a quella forza evolutiva e far sì che essa costruisca in noi un sistema avanzato.

Un buon esempio di un esercizio nel costruire un tale sistema duale lo troviamo nella storia biblica del sacrificio di Isacco. Dio disse ad Abramo riguardo Isacco: “Attraverso Isacco da te prenderà nome una stirpe” (Genesi 21:12), ovvero che Isacco avrebbe avuto figli, continuando la dinastia di Abramo. Ma d’altra parte, Dio ordinò ad Abramo di “offrirlo … come olocausto” (Genesi 22: 2), cosa che avrebbe impedito la continuazione della dinastia di Abramo. Come si possono conciliare istruzioni così contraddittorie? Questo è il momento in cui la terza parte deve intervenire. In un caso del genere, non possiamo usare la ragione, dato che ci dirigerà da una parte o dall’altra.

Invece, dobbiamo “evocare”, nel senso che vogliamo che un intelletto superiore, da cui proviene la contraddizione, la radice del paradosso, venga a riconciliare il conflitto. Nella saggezza della Kabbalah, la radice, dove tutti i conflitti sono riconciliati, è detta “Il Bore”. Il Bore è la forza generale della natura, è la forza che sostiene ogni realtà, la radice dell’universo e tutto ciò che evolve in esso, l’origine delle nostre vite. Alla fine, ogni contraddizione punta proprio a questo: alla fonte da cui tutto proviene e in cui tutto si unisce.

Dato che non possiamo connettere gli opposti con la nostra mente attuale, dobbiamo sostituire la nostra mente con una mente “aggiornata” che riceviamo da questa fonte superiore. È così che i paradossi ci elevano a un livello spirituale.

Un altro paradosso che può sviluppare il mondo è la nostra relazione con il nostro ego infuriato. Da un lato, il desiderio egoistico di sottomettere tutti sta distruggendo le nostre vite. Dall’altro, se impariamo a usare correttamente il nostro ego, saremo in grado di trasformarlo in ciò che viene detto “aiuto contro”. In altre parole, potremmo trasformarlo in una leva per lo sviluppo che ci innalzerà da un livello all’altro sulla scala spirituale.

La nostra aspirazione spirituale non dovrebbe essere di cancellare l’ego dal mondo, ma piuttosto desiderare che rimanga e persino cresca. Mentre ci sforziamo di elevarci al di sopra di esso, per coprirlo con una buona relazione con gli altri, saliamo anche a livelli più alti nella spiritualità.

La chiave nel gestire i paradossi è quindi spostarci da un sistema dove pensiamo solo a noi stessi, ad un sistema in cui pensiamo agli altri, in cui sentiamo i loro bisogni e li comprendiamo. In questo modo, costruiamo dentro di noi un sistema aggiuntivo, che ci fornirà visioni contraddittorie. Quindi, quando impareremo come collegare queste opinioni, apparirà tra noi un intelletto superiore, che risolverà i paradossi odierni a un livello più alto di connessione e integrazione.

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