Uniting Europe

Un decennio fa, il terremoto più potente mai registrato in Giappone ha scatenato uno tsunami che ha colpito l’impianto nucleare di Fukushima, uccidendo più di diciottomila persone e devastando intere città a causa della fuga di radiazioni. Ora, il mondo si chiede quali lezioni abbiamo imparato da questo evento per poter evitare catastrofi future. Sfortunatamente, nessuna. Anziché diminuire i rischi potenziali, il mondo sta incrementando i suoi conflitti con una visione miope e pericolosa. Invece di un confronto globale, abbiamo urgente bisogno di costruire connessioni umane come le armi più potenti per la pace e la sicurezza.

Fukushima è stato il disastro nucleare peggiore dopo Chernobyl, ma sembra che questa catastrofe non abbia lasciato un segno speciale nella coscienza del mondo. Perché ci si potrebbe chiedere: cosa si può fare contro le forze della natura? E tutto sommato, i Giapponesi sono un popolo speciale che ha costruito laboriosamente un paese prospero nonostante le sofferenze e i colpi severi, superandoli con successo. Non c’era alcun dubbio che si sarebbero ripresi anche da questo colpo.

Nonostante questo, non vediamo ciò che si svolge in certe parti del mondo, come qualcosa che potrebbe influire anche su di noi. Eppure prima o poi questo avverrà, dato che il pianeta Terra è sferico e opera come un complesso sistema di dipendenze, relazioni e interazioni. Infatti, se fossimo consapevoli della nostra interconnessione, impareremmo dagli eventi difficili che l’umanità ha subito, e saremmo pronti a cambiare il nostro atteggiamento e azioni egoistiche per il bene reciproco.

Tuttavia l’umanità in generale non vede i disastri o i conflitti del passato come esperienze da cui apprendere. Il mondo è stato colpito da una moltitudine di incidenti nucleari e due guerre mondiali, ma nulla è cambiato. Sono passati dieci anni dal disastro nucleare di Fukushima e ci sono ancora oltre quattrocentoquattordici reattori nucleari che operano in trentadue paesi. Essi forniscono un decimo dell’elettricità mondiale ma se ci fosse un’intenzione reale da parte dei paesi di eliminare reattori nucleari per evitare e mitigare i loro pericoli e minacce, avrebbero già cercato alternative.

La tecnologia nucleare è controversa ma non può essere classificata come un male, o lodata come un bene, perché la questione principale è come viene usata, il dosaggio e l’intenzione dietro di essa. Una stima globale rivelerebbe che non abbiamo bisogno dell’attuale sfruttamento incosciente delle risorse naturali per il bene del profitto immediato che ci influenza a lungo termine. Se ne fossimo consapevoli limiteremmo il nostro sistema di produzione solamente all’essenziale per la nostra esistenza.

Senza prendere una decisione, in assenza di una visione più ampia per il futuro e l’attuazione di un programma educativo internazionale che aumenti la consapevolezza del nostro comportamento disonesto, non avremo successo. E mentre il mondo continua con la sua ordinaria amministrazione, il prossimo colpo è inevitabile, costringendo l’umanità verso l’introspezione.

Le campagne ambientali “Green New Deals” proposte da una moltitudine di paesi, promuovono la giustizia sociale e l’equità ambientale. Ma anche se ci sono alcune misure positive dietro queste proposte, stanno solo spostando l’attenzione dal problema principale. L’essere umano è la forza più dannosa in natura, ancora di più di una bomba nucleare, quindi ciò che dobbiamo aggiustare è proprio la natura umana.

L’odio reciproco trabocca ad ogni livello, tra persone e paesi, all’interno delle società. L’umanità agisce nella direzione opposta alla natura, che è bilanciata e armoniosa. Al contrario noi ci allontaniamo gli uni dagli altri sviluppando mezzi sofisticati per la distruzione reciproca. L’effetto esponenziale di questa divisione nell’umanità è la causa delle guerre e crisi globali.

Se non riusciamo ad attuare un cambiamento nel nostro egocentrismo, continueremo a percorrere un sentiero di sofferenza prolungata. Pertanto, dobbiamo renderci conto del modo corrotto in cui interagiamo gli uni con gli altri e costruire nuove relazioni positive di pacifica convivenza all’interno della società. L’attuale scenario globale ci spinge a scegliere un percorso più civile, piacevole e saggio, un percorso di mutuo sostegno e cura che irradierà il mondo intero come la forza più potente sulla Terra.

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