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Da domenica 18 aprile in Israele non è più obbligatorio indossare le mascherine all’aperto.
Da un po’ di tempo, i nuovi casi sono diminuiti e gli ospedali si stanno svuotando, dal momento che sempre più pazienti stanno uscendo per tornare a casa e sempre meno entrano. La maggior parte della popolazione è stata vaccinata e sembra che Israele abbia sconfitto il Covid -19.
Vorrei che fosse così semplice ma ritengo che questo non sia il caso. Non abbiamo ancora completato il processo che ha provocato l’arrivo del virus, dunque sono certo che qualcos’altro di peggio del Covid arriverà ed inizierà esattamente dove il Covid ha terminato.

Non sto cercando di spaventare le persone ma dobbiamo essere consapevoli che proprio la consapevolezza ci può aiutare a prepararci e, se non ci prepareremo, staremo molto peggio. I vaccini attuali sono come aspirina: trattano i sintomi ma non curano la malattia. E dal momento che la malattia continua a svilupparsi indipendentemente dai sintomi, la prossima volta che scoppierà, i suoi sintomi saranno peggiori. E fino a quando cercheremo di sopprimere i sintomi le nostre soluzioni saranno temporanee e termineranno con peggiori insorgenze della malattia, una volta che smetteranno di funzionare. Se vogliamo una vera sconfitta del Covid e non una illusoria, come l’ attuale, dobbiamo sradicare la sua causa.

La causa principale e virtualmente di tutti i nostri problemi, è emozionale più che fisica. Più precisamente, è sociale più che individuale. La malattia non è in ogni persona individualmente, ma nell’intera società. Tuttavia, in ogni individuo, la stessa malattia si manifesta in modi differenti. Proprio come il Covid può manifestarsi attraverso vari sintomi, a volte così non relazionati tra loro che i medici falliscono nel diagnosticare che siano causati dal coronavirus, questa causa ultima è in grado di generare molte malattie che sembrano non collegate tra loro ,eppure sono steli provenienti dallo stesso seme infetto.

Questa causa è l’alienazione sociale. Tale alienazione, che è peggiorata drammaticamente dall’inizio del secolo, sta esaurendo la nostra forza emotiva e la nostra resilienza fisica, prosciugando il nostro spirito dall’ottimismo e dalla speranza e rendendo la nostra vita senza scopo.

Senza speranza, la gente non ha nulla per cui vivere, Affonda nella depressione, nell’abuso di sostanze, si suicida o cerca rifugio nella violenza, come gli Stati Uniti hanno visto nei mesi passati con centoquarantasette sparatorie di massa avvenute da gennaio, come riporta la CNN. Forse non tutti sentiamo dei sintomi patologici ma non dovremmo avere scrupoli al riguardo; siamo tutti affetti. La nostra salute fisica si deteriora, quella mentale è in declino e il nostro spirito si è prosciugato. Stiamo facendo dei grandi sforzi per legalizzare le droghe al fine di rendere il peso della vita più leggero da sopportare ma non stiamo facendo alcuno sforzo serio per rimuovere questo fardello anche se siamo in grado di farlo. Se rimuovessimo il fardello dell’alienazione non avremmo bisogno di di disconnetterci dalla realtà per andare in un mondo da sogno dal momento che la realtà stessa sarebbe fantastica, positiva, ottimistica. Chi vorrebbe disconnettersi dalla vita quando ci sono davanti grandi promesse e un chiaro percorso per realizzarle?

Se iniziamo a focalizzarci sulla connessione umana, sui legami, sull’aumentare la comprensione reciproca, l’empatia e la mutua responsabilità, miglioreremo di gran lunga ogni aspetto delle nostre vite. Saremo in grado di eliminare quasi del tutto i disordini legati alla depressione, tutte le forme di violenza si azzereranno, la salute generale delle persone e la loro vitalità salirà alle stelle e, potenzialmente, la criminalità scomparirà. Invece di sentirci rinchiusi nelle nostre case, sentiremo il senso di appartenenza. Ci sentiremo connessi con le nostre famiglie, con le nostre comunità, città e con la nazione e con gioia condivideremo e contribuiremo, per quello che possiamo, all’intero benessere comune.

Una società i cui membri si sentono responsabili e affidabili l’uno per l’altro. si prende veramente cura di chi sta in città e di chi sta in campagna. I suoi membri non hanno bisogno di regole; la loro preoccupazione l’uno per l’altro li guida a comportarsi non solo in maniera civile verso gli altri ma anche a cercare attivamente il benessere dei membri della loro comunità. Pensate al punto in cui siamo oggi rispetto al tipo di società in cui avremmo bisogno di essere e capirete quale danno stiamo facendo a noi stessi con la nostra reciproca ostilità.

Il nostro sistema immunitario ostacolato e debilitato dai tentativi senza fine di proteggerci dall’animosità altrui, sta perdendo la capacità di proteggerci fisicamente. Così, sempre più vulnerabili, stiamo diventando dei facili bersagli per i virus che ci fanno ammalare a frotte.
Se vogliamo sconfiggere il Covid-19 e i virus che seguiranno, dobbiamo concentrarci sulla sconfitta dell’alienazione.

[Pedoni aspettano di attraversare una strada mentre Israele revoca l’uso obbligatorio di maschere per il viso all’aperto nell’ultimo ritorno alla relativa normalità, potenziato da una campagna di vaccinazione di massa contro la pandemia del coronavirus (COVID-19), a Tel Aviv, Israele il 18 aprile, 2021. REUTERS / Amir Cohen]

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